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mercoledì 2 marzo 2016

Dove Dio scompare, scompare anche la dignità assoluta della vita umana

By leggoerifletto

"Dio", la parola più macchiata - Martin Buber

«Quale altra parola del linguaggio umano fu così maltrattata, macchiata e deturpata? 
Tutto il sangue innocente, che venne versato in suo nome, le ha tolto il suo splendore. 
Tutte le ingiustizie che fu costretta a coprire hanno offuscato la sua chiarezza. Mi sembra una diffamazione nominare l'Altissimo col nome di "Dio" ».
È la parola più sovraccarica di tutto il linguaggio umano. 
Nessuna è stata talmente insudiciata e lacerata. Generazioni di uomini hanno scaricato il peso della loro vita angustiata su questa parola e l'hanno schiacciata al suolo; ora giace nella polvere e porta tutti i loro fardelli.
Generazioni di uomini hanno lacerato questo nome con la loro divisione in partiti religiosi; hanno ucciso e sono morti per questa idea e il nome di Dio porta tutte le loro impronte digitali e il loro sangue . ... 
Essi disegnano smorfie e scrivono sotto « Dio »; si uccidono a vicenda e dicono «in nome di Dio ». 
Ma quando scompaiono ogni illusione e ogni inganno, quando gli stanno di fronte nell'oscurità piena di solitudine e non dicono più « Egli, Egli », ma sospirano : « Tu, Tu » e implorano « Tu », intendono lo stesso essere; e quando vi aggiungono « Dio », non invocano forse il vero Dio, l'unico vivente, il Dio delle creature umane? 
Non è forse lui che li ode? Che li esaudisce? 
La parola « Dio» non è forse proprio per questo la parola dell'invocazione, la parola divenuta nome, consacrata per tutti i tempi in tutte le parlate umane? Possiamo rispettare coloro che lo disprezzano, perché troppo spesso altri si coprono con questo nome per giustificare ingiustizie e soprusi; ma questo nome non dobbiamo abbandonare e sacrificare. 
Si può comprendere che vi sia chi desidera tacere per un periodo di tempo delle « cose ultime », perché vengano redente le parole di cui si è fatto cattivo uso. 
Ma in tal modo non si possono redimere. Non possiamo lavare da tutte le macchie la parola « Dio» e nemmeno renderla inviolata; possiamo però sollevarla da terra e, macchiata e lacera com'è, innalzarla sopra un'ora di grande dolore.

- Martin Buber -
da: L'eclissi di Dio, trad. it. Edizioni di Comunità


Dove Dio scompare, scompare anche la dignità assoluta della vita umana

...Un'antropologia di tipo individualistico conduce, come abbiamo visto, a considerare la verità oggettiva come inaccettabile, la libertà come arbitraria, la coscienza come una istanza chiusa in se stessa. [...]
Una simile antropologia orienta più generalmente l'essere umano all'odio verso di sé. 
L'uomo disprezza se stesso; non è più d'accordo con Dio che aveva trovato "cosa molto buona" la creatura umana. 
Al contrario, l'uomo di oggi vede in se stesso il grande distruttore del mondo, un prodotto infelice dell'evoluzione. 
In realtà, l'uomo che non ha più accesso all'infinito, a Dio, è un essere contraddittorio, un prodotto fallito. 
Qui appare la logica del peccato: l'uomo volendo essere come Dio, cerca l'indipendenza assoluta. Per essere autosufficiente deve diventare indipendente, deve emanciparsi anche dall'amore, che è sempre grazia libera, non producibile e fattibile. 
Però facendosi indipendente dall'amore l'uomo si è separato dalla vera ricchezza del suo essere, è divenuto vuoto e l'opposizione contro il proprio essere diventa inevitabile.[...]
In sintesi possiamo quindi dire che la radice ultima dell'odio e di tutti gli attacchi contro la vita umana è la perdita di Dio. Dove Dio scompare, scompare anche la dignità assoluta della vita umana...

- Card. Joseph Ratzinger -

da"L'elogio della coscienza" La verità interroga il cuore -



Siamo un pugno di terra in cui Dio ha deposto i suoi germi vitali. 
Nessuno ne è privo, nessuno è vuoto, per­ché la mano di Dio continua a creare….
Alla sera vedi un bocciolo, il giorno dopo si è aperto un fiore. Senza alcun intervento esterno. 
Ecco: Che tu dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Com’è pacificante questo! Le cose di Dio fiori­scono per una misteriosa forza interna, per la straordi­naria energia segreta che hanno le cose buone, vere e belle. 
In tutte le persone, nel mondo e nel cuore, nono­stante i nostri dubbi, Dio ma­tura. E nessuno può sapere di quanta esposizione al so­le, al sole della vita, abbia bi­sogno il buon grano di Dio per maturare: nelle persone, nei figli, nei giovani, in colo­ro che mi appaiono distratti, che a volte giudico vuoti o senza germogli.


- Padre Ermes Ronchi -



Inclina verso di te, o Dio,
quel poco che hai voluto che io sia.
Della mia povera esistenza,
ti supplico di prendere gli anni
che mi restano da vivere.
Quanto a quelli perduti,
ne provo umiliazione e pentimento.
Non disdegnare i miei rimpianti.
Ormai non vi è più in me
che il desiderio della tua saggezza
e un cuore, che ti offro.

- San Bernardo di Chiaravalle - 


Buona giornata a tutti. :-)


Il cammino dell'uomo
Si muove sulle pagine de Il cammino dell’uomo, libretto del  Buber, questa nuova puntata de Il viaggiatore. Un capolavoro in miniatura (“un dono prezioso”, secondo Hermann Hesse), che si presenta come un itinerario in sei tappe per avvicinarsi alla parte più profonda dell’anima: ritorno a se se stessi; il cammino particolare; la risolutezza; cominciare da se stessi; non preoccuparsi di sé; là dove ci si trova. Qual è il senso di questo  cammino? E che spunti offre il libro di Buber all’anelito di rinnovamento della fede cristiana auspicato dal nuovo Papa Francesco, che ha usato proprio il termine “cammino” come parola chiave del suo pontificato?Intervengono: il priore della comunità di Bose, Enzo Bianchi; la filosofa e teologa, Maria Cristina Bartolomei; il rabbino Benedetto Carucci Viterbi; lo psicanalista Massimo Recalcati; il filosofo Marco Guzzi, ideatore dei gruppi Darsi Pace; la scrittrice Mariapia Veladiano. Con Cinzia Tani.Conduce Massimo Cerofolini

venerdì 8 gennaio 2016

Per un sorso di luce attraversiamo il mondo e attracchiamo ai più remoti porti del cosmo. Per un sorso di luce ci giochiamo tutto. Per un sorso di luce, ci lasciamo alle spalle anni di insipide certezze. Per un sorso di luce capace di appagare quella violenta sete di felicità che ci divora… Per un sorso di luce...

La sera - don Luciano Vitton Mea

«È ora che io scenda sulla terra », disse la signora delle ultime ore del giorno. Era la sera. E avanzava dolcemente, av­volta dai veli del crepuscolo.
Il sole era già scomparso all’orizzonte la­sciando dietro di sé una scia di fuoco che an­dava spegnendosi lentamente. 
Intanto suo­navano le campane e si accendevano a migliaia le luci nelle città e nelle campagne. 
E si accesero anche le stelle nel cielo; quelle vicine e quelle lontane. 
Tutte si preparava­no a scortare la notte che, intanto, arrivava. 
«Dovrò cederle il posto», sospirò la sera. 
La notte, infatti, avanzava a grandi passi e al suo passaggio calava l’ombra sulle cose. 
«Tu hai davvero vita breve », disse la notte appena vide la sera. «Non disponi che di un piccolo spazio conteso al crepu­scolo. 
Io invece, dispongo di molte ore ». 
«È vero », rispose la sera, «sono breve. Ma ho il privilegio di riunire le famiglie, di rasserenare i cuori dai tumulti del giorno e disporli al meritato riposo. Vale la pena di­sporre anche solo di un piccolo spazio se si può essere utili ». E sorrise.

 Non è il «molto » che ci rende importanti ma il modo di utilizzare il «poco ».

Don Luciano Vitton Mea



La strada che porta a colui che ci aspetta fra i poveri …...

...Che cosa è accaduto ai Magi? Hanno portato oro, incenso e mirra.
Non si tratta di doni di cui si sente la necessità tutti i giorni...
Questi doni sono un atto di giustizia. In base alle norme che a quel tempo vigevano in Oriente, significano che si riconosce che una persona è Dio-re. Questi doni sono un atto di sottomissione.
Dicono: ti accetto come sovrano. Sono a tua disposizione. Disponi di me. Questi doni vogliono dire che da quel momento i donatori appartengono al sovrano, riconoscono nella sua autorità il loro percorso e la loro salvezza.
E la conseguenza che ne deriva è immediata. Essi non possono più proseguire per la loro strada ...
Sono stati condotti sulla strada del Bambino, e ormai la loro strada sarà per sempre quella strada, che farà loro trascurare i grandi e i potenti di questo mondo e li porterà a colui che ci aspetta fra i poveri.
La strada sarà la strada del Dio che si è fatto bambino, la strada dell'amore che solo può trasformare il mondo, per quanto inerme possa sembrare di fronte alla strada della forza...

- Card. Joseph Ratzinger  -
dall' "Omelia per l'Epifania del 1987" 








Per un sorso di luce
attraversiamo il mondo
e attracchiamo ai più remoti
porti del cosmo.
Per un sorso di luce
ci giochiamo tutto.
Per un sorso di luce,
ci lasciamo alle spalle
anni di insipide certezze.
Per un sorso di luce
capace di appagare
quella violenta sete di felicità
che ci divora…
Per un sorso di luce...

- Patrizio Righero - 



Buona giornata a tutti. :-)

leggoerifletto