La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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Visualizzazione post con etichetta don Luigi Verdi. Mostra tutti i post
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giovedì 12 aprile 2018

Sempre



SEMPRE con fascetta2
Lo scrittore e il prete, l'anarchico "senza Dio" e il fondatore della Fraternità di Romena: Maurizio Maggiani e il nostro don Luigi Verdi sono i protagonisti di un nuovo libro che riproduce un loro lungo dialogo sui valori e i temi della vita, un dialogo che trova il perno nella parola più grande e inafferrabile: "Sempre". 
Il libro (pubblicato da Casa Editrice Chiarelettere) ha giù avuto una vasta eco: pochi giorni fa è uscito un articolo su Avvenire , dopo quelli usciti sull'inserto "La lettura" del Corriere della Sera  e sul Il Secolo XIX  di Genova. Maurizio Maggiani ne ha parlato a  Fahrenheit, il programma dedicato ai libri e alle idee di Radio3 Rai 
Tutto questo per entrare nelle atmosfere di " Sempre" 
www.romena.it

sabato 17 febbraio 2018

"Semplicemente Vivere": il 21 e 22 febbraio don Luigi Verdi a Padova e Rovereto (TN)

"Semplicemente Vivere"

Gigi incontri primopianoSemplicemente Vivere incontri2017 2018 immagine







Trascorso l'anno speciale dei 25 anni di Romena scandito dalle 8 tappe della Via della Resurrezione ritornano gli incontri di don Luigi in tantissime città italiane. Il tema degli incontri sarà "Semplicemente Vivere".
PADOVA merc. 21 febbraio 2018Parrocchia S. Bartolomeo - via Montà, 208 - ore 21.00
ROVERETO giov. 22 febbraio 2018Assoc. Filarmonica Rovereto - Via A. Rosmini, 78 - ore 20.45

sabato 6 gennaio 2018

DIO LI FA…E POI LI ACCOPPIA? Storie bibliche per interrogare L'AMORE

 DIO LI FA…E POI LI ACCOPPIA?

don Dario Vivian
DIO li fà... e poi li accoppia!

«Le relazioni d’amore, così come la fede, hanno il potere di farci entrare nell’“oltre” della nostra esistenza: se ami, se credi, si aprono spazi impensati, intuisci cose più grandi di quelle che vedi, tocchi, misuri…
Luigi Verdi (http://www.romena.it)

L’ultimo libro del teologo don Dario Vivian esplora i diversi volti della relazione, in particolare d’amore, in una lettura della Bibbia legata alle dinamiche antropologiche che interrogano la fede. 
Il teologo Vivian presenta nel video le figure bibliche che meglio esprimono questi volti.
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Vieni a trovarci su www.diocesi.vicenza.it

domenica 20 agosto 2017

Eppur questo non basta.



don Luigi Verdi 🌻 www.romena.it

Eppur questo non basta.
"E' fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.
Ne' il bene ne' il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.
La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.
Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta."

Stalker recita una poesia di Arsenij Tarkovskij, padre del regista.

Andrej Tarkovskij - Stalker - 1979 - 11 - E pur questo non basta


martedì 29 marzo 2016

Mendicanti di Luce, risorgere dalle paure...

Mendicanti di Luce

 

     
mendicanti di luce copertina EMILa Casa Editrice EMI ha pubblicato un nuovo libro di Luigi Verdi. Abbiamo bisogno, come gli apostoli dopo la morte di Gesù, di cercarlo e ritrovarlo ancora. Abbiamo bisogno di sentirci ancora accarezzati dal suo sguardo, di camminare insieme a lui, di toccare le sue ferite, di lasciare che la sua voce ci chiami. Mendicanti di luce, nato dalla veglia dello scorso anno, è questo percorso con gli apostoli, con Maria di Magdala, con tutti coloro che, tristi e scoraggiati, aspettavano e continuano ad aspettare un annuncio di Resurrezione, cioè di vita. Con parole dolci e forti, grazie a una personalissima capacità di ridare corpo alle pagine del Vangelo, Luigi Verdi ci conduce sui luoghi in cui il Risorto si manifesta: una strada, una casa, un giardino, la riva del mare... Il libro è disponibile nella libreria di Romena oppure, per acquisti on-line, sul sito della EMI
 
La tenerezza e la bellezza al cuore dell’attenzione di Dio verso l’uomo,
così don Luigi Verdi nel suo nuovo libro
Mendicanti di luce (EMI)
Bologna, 6 maggio 2014

Come coloro che hanno seguito Gesù e che per paura lo hanno lasciato solo sotto la croce, così «anche noi siamo dei mendicanti di luce, come loro abbiamo bisogno di una parola che ci scaldi il cuore, di un brivido sulla pelle, di piangere lacrime innamorate». Nel suo nuovo libro di riflessioni, Mendicanti di luce. Risorgere dalle paure (Editrice Missionaria Italiana, pp. 64, euro 6,00), nelle librerie da giovedì 8 maggio, don Luigi Verdi, prete della diocesi di Fiesole e fondatore della Fraternità di Romena (Ar), ci guida attraverso un percorso di riscoperta della luce del Vangelo.
Nella sua personalissima interpretazione della Parola di Dio, l’autore ci conduce nei luoghi in cui Gesù si manifesta: strade, case, sentieri, giardini, dove possiamo quotidianamente riscoprire la bellezza della nostra vita. Sono anche le stesse strade che molti «mendicanti» percorrono per arrivare a Romena, fraternità fondata da «don Gigi» nel 1991 dopo una forte crisi spirituale, che da anni accoglie nel silenzio i «viandanti» alla ricerca di uno stile e una qualità di vita più autentici. Definita da egli stesso un «privilegio», dopo tanti incontri, Romena diventa quindi il punto di partenza per una ricerca spirituale che genera vita, bellezza e armonia nella luce di Cristo.
Rimanere dalla parte di Gesù, oggi, significa avere il coraggio di essere anticonformisti e di affrontare con naturalezza il confronto tra «un umanesimo degradato e un cristianesimo autentico». Questa ricerca del Risorto si tinge della tenerezza e delle attenzioni che Dio ci riserva e che l’autore, con parole dolci e forti, descrive così: «L’attenzione è un po’ d’ombra, un pugno di datteri, un po’ d’acqua. La tenerezza è un gesto regale, è il gesto dei credenti e degli amanti. Scusate se termino sempre con la tenerezza. Ma da ogni crisi ho imparato che dobbiamo almeno salvare la bellezza e la tenerezza».
Un libro quindi di preghiere e meditazioni originali e profonde che possono aiutarci a superare la nostra paura e diffidenza e vivere meglio nella luce del Vangelo.
Luigi Verdi, Mendicanti di luce. Risorgere dalle paure, Editrice Missionaria Italiana, Collana Cammini dello Spirito, pp. 64, euro 6,00
 
FONTE: ROMENA
 
 
DELLO STESSO EDITORE   sul sito della EMI

La via della debolezza

Con Gesù sul cammino della salvezza

 
 
 

domenica 17 gennaio 2016

“Se si vuole un cambiamento, questo dipende unicamente da noi. È la forza della debolezza”.

Romena e non Gigi Verdi, "porto di terra" →  www.santalessandro.org


Veglia 2015-2016: "Dio cammina a piedi"







 “Se si vuole un cambiamento, 


             questo dipende unicamente da noi. 
                       
                                È la forza della debolezza”.


UN PRETE E LE SUE FRAGILITÀ

Se ti fermi al linguaggio, la conversazione è subito finita. Dopo cinque minuti che parli con don Luigi Verdi – Gigi per i molti amici – devi abituarti alla parlata toscana e alle inflessioni dialettali colorite. Se hai tempo e vai oltre, ti trovi di fronte ad un prete che ha fatto i conti, sin da piccolo, con le sue fragilità che è riuscito a trasformare, non senza fatica, in risorsa e opportunità, anche spirituali. Anche spirituali. Lo racconta senza pudore, mettendoti quasi in imbarazzo, quando ti fa vedere le mani e la caviglia. “Quando sono nato, le dita delle mani e quelle dei piedi erano appiccicate. Le ho nascoste per anni. Poi ho capito quella parola di Gesù: la pietra scartata è diventata testata d’angolo». Da quell’intuizione è nata la fraternità di Romena, dal nome della magnifica pieve romanica che da più di vent’anni ospita don Gigi e un piccolo gruppo, variegato, di cercatori di Dio. Attorno a loro, in alcuni periodi dell’anno si raggrumano centinaia di persone provenienti da molte parti. Tantissimi sono coloro che partecipano alle veglie portate in giro per l’Italia. Come quella di martedi prossimo, 19 gennaio, a Bergamo, presso la chiesa dei Frati Cappuccini in Borgo Palazzo.

TUTTO È NATO DA UNA CRISI

UN TEMPO SARÀ STATO ANCHE TIMIDO MA ORA QUANDO INIZIA A PARLARE DON GIGI È UN FIUME IN PIENA, INARRESTABILE. “SONO UN PRETE DA ORMAI TANTI ANNI. DOPO SETTE ANNI DI SACERDOZIO SONO ENTRATO IN CRISI. HO CHIESTO AL MIO VESCOVO UN ANNO SABBATICO CHE HO VOLUTO VIVERE FUORI: IN MEZZO AI CAMPESINOS IN BOLIVIA, NEL DESERTO ALGERINO, SULLE TRACCE DI CHARLES DE FOUCAULD. HO CERCATO DI INCONTRARE ALCUNI TESTIMONI DI UMANITÀ E DI VANGELO. VOLEVO METTERMI NELLA GIUSTA DISTANZA PER CAPIRE DA DOVE RIPARTIRE. NON VOLEVO PROGETTI, SEMPRE UN PO’ DEMONIACI, NÉ COMUNITÀ. SEMMAI PASSIONI E FRATERNITÀ. SAN FRANCESCO È PARTITO DA UN INNAMORAMENTO. SONO TORNATO E MI È VENUTO IN MENTE DI PROVARE A DARE UNA MANO A CHI ERA IN CRISI. MA PER FARLO DOVEVO CAPIRE LA MIA, ANZITUTTO. CHE NASCEVA DA UNA PROFONDA TIMIDEZZA E SULLA QUALE BISOGNA LAVORARCI MOLTO. UNA VOLTA CAPITO QUESTO, HO CERCATO DI TRASFORMARE LA MALEDIZIONE IN BENEDIZIONE. VEDI, IO HO DELLE MANI CON DELLE DITA TUTTE TAGLIATE E UNA GAMBA PIÙ CORTA PERCHÉ MIA MADRE, QUANDO ERA IN ATTESA DI ME, AVEVA PRESO IL TALIDOMIDE, UNA MEDICINA CHE MOLTE DONNE, ALLA FINE DEGLI ANNI CINQUANTA, PRENDEVANO, PER CUI TANTI BAMBINI NASCEVANO SENZA BRACCIA E GAMBE. ALLORA MI SON DETTO: MA IO NON POSSO FARLA PAGARE A TUTTI PERCHÉ HO QUESTA TIMIDEZZA DA IMPAZZIRE, GLI OCCHI CHE FUGGONO E QUESTO NASCONDERE DI CONTINUO LE MANI, ECC. TROVAI IL SALMO 118 CHE DICEVA: LA PIETRA SCARTATA È DIVENTATA PIETRA ANGOLARE. MI SONO DETTO: MA PERCHÉ I MIEI PUNTI DEBOLI, GLI OCCHI, LE MANI, NON POSSONO DIVENTARE IL MEGLIO DI ME? PER CUI HO CERCATO DI LOTTARE CON ME, PERCHÉ L’UNICO MODO PER CAMBIARE E PER MATURARE NELLA VITA È QUELLO DI LOTTARE CON NOI E HO CERCATO PER UN ANNO INTERO DI GUARDARE LE PERSONE NEGLI OCCHI SENZA SCAPPARE DAGLI OCCHI. DA DENTRO, UNA VOCE MI GRIDAVA: FUGGI, FUGGI! E IO NON SCAPPAVO. INOLTRE, HO COMINCIATO A DIPINGERE DELLE ICONE E A FARE TANTE COSE CON QUESTE MANI. QUINDI, SE DEVO DIRE IL MEGLIO DI ME, ORA SONO GLI OCCHI E LE MANI: QUELLO CHE ERA IL PEGGIO È DIVENTATO IL MEGLIO. PER CUI, IL SERVIZIO CHE PROVO A FARE QUI A ROMENA È QUELLO DI PROVARE A DARE UNA MANO A CHI È IN CRISI, PROVARE A FAR CAPIRE CHE OGNI DIFFICOLTÀ, OGNI MOMENTO DURO O DI FATICA O DI FERITA CHE HAI VISSUTO, L’UNICA COSA CHE PUOI FARE È TRASFORMARLO. È SMETTERLA DI LAMENTARTI E FARLO DIVENTARE UTILE. OGNUNO DI NOI HA UNA FERITA. PERCHÉ, L’HO IMPARATO SULLA MIA PELLE, SE SI VUOLE UN CAMBIAMENTO QUESTO DIPENDE UNICAMENTE DA NOI. È LA FORZA DELLA DEBOLEZZA. MIA, TUA, DI TUTTI NOI. SE UNO NON SA PERDONARE IL SUO PASSATO, È FINITO. NON RIESCE AD IMMAGINARE IL SUO FUTURO”

UN LUOGO DELLO SPIRITO

Siamo agli inizi degli anni Novanta. Il vescovo di Fiesole affida a don Gigi la pieve di San Pietro di Romena, certamente uno dei più belli edifici romanici del Casentino, ad una cinquantina di chilometri da Arezzo. Una chiesa della metà del dodicesimo secolo, costruita sui resti, in parte visibili sotto il presbiterio, di un precedente edificio di culto dell’ottavo secolo. Il fascino della pieve, che ha la pianta basilicale a tre navate, sorretta da colonne monolitiche ornate da capitelli di pregevole fattura di scuola lombarda, resta intatto nonostante alcuni rimaneggiamenti. Le bifore e le trifore dell’abside inondano di luce un luogo carico di storia e di spirito. Chiedo a don Gigi: “Se ti arrivano molti in crisi, non rischi di fare il guru consolatorio?” “Ce lo siamo chiesti più volte. Io lo dico chiaramente a quanti ci vengono a trovare: non sono un guru e la mia non è una comunità che protegga o faccia da mamma”, mi dice. “Penso che la saggezza spinga a rendere le persone babbi e mamme. di se stessi. L’aiuto che si può dare alle persone è accogliere il dolore, accogliere la fatica di vivere. L’accoglienza è il primo punto: il secondo è disarmare il meccanismo che distrugge la persona, perché quando sei depresso, distrutto, i tuoi occhi vedono soltanto il negativo, non riescono a scorgere una possibilità nuova. Terzo ridare lo zaino e continuare a farli camminare. Di più sarebbe ingannevole, se vuoi farlo al posto loro”. Concretamente, l’attività di base di Romena è rappresentata da un cammino strutturato in tre corsi: il primo accompagna lo sforzo di ‘rientrare in noi stessi’, attraverso un incontro in profondità con le radici e la personalità, il secondo esprime la ricerca di quel soffio divino che possa colmare la nostra voglia di infinito, il terzo è dedicato al ‘fare casa’, ognuno nell’ambiente in cui vive. Questo percorso di ricerca, in venti anni, è stato compiuto da oltre diecimila persone provenienti da tutta Italia, che poi lo hanno alimentato con uno spontaneo passaparola: i figli hanno invitato i genitori, i genitori i figli, gli amici altri amici.
Oggi ai corsi, guidati da diverse persone che vivono in ambienti diversi con don Gigi, partecipano uomini e donne di tutte le età e di tutte le provenienze sociali, culturali, religiose. Questa ‘apertura’, dice don Gigi, è forse il tesoro più grande di Romena. Attorno ai corsi, si sono strutturati molti altri rami. Così oggi Romena si muove per l’Italia con le sue Veglie, come quella di martedi prossimo in Borgo Palazzo, incontri di preghiera nello stile della Fraternità che toccano ogni anno cinquanta città italiane, arriva in oltre diecimila famiglie con il suo Giornalino trimestrale, affida il suo contributo di idee alle pubblicazioni della sua Casa Editrice, abbraccia con i suoi incontri i grandi testimoni del nostro tempo (aRomena, sono passati, tra gli altri don Luigi Ciotti, mons. Bregantini, Antonietta Potente, Ermes Ronchi, Arturo Paolo, Erri De Luca). Dal suo ‘porto di terra’, inoltre, Romena lascia costantemente partire nuove ‘navi’: da dieci anni esiste la Compagnia delle arti, specializzata nel realizzare spettacoli e animazioni creative in ospedali, case di riposo, centri disabili, e il gruppo Nain, formato da alcune decine di famiglie unite del dramma più grande, la perdita di un figlio, ma che hanno trovato nella condivisione il sostegno fondamentale al loro cammino di vita.

DIO È UN BACIO

Riprende don Gigi: “Ripartire dalla bellezza e dalla tenerezza. Questa frase di Papa Giovanni XIIII mi ha sempre colpito e vuole essere il messaggio di Romena”- In effetti, il visitatore, anche occasionale, rimane colpito dalla bellezza. Del posto e della chiesa, certamente. Ma anche dei luoghi: la cura delle piccole cose, le sale arredate con gusto, la scelta dei materiali, la “via della Resurrezione” che porta, ad un chilometro di distanza, al castello di Romena, l’antico “castrum” risalente all’anno Mille, già proprietà della Signoria di Spoleto. Una bellezza – questa della Fraternità – che si fonda su un’esperienza spirituale centrata sulla vicenda di Gesù, “paradigma dell’umano” lo chiama don Gigi. “Vedi, Gesù non voleva fondare una religione. Nel suo cammino, Gesù va alle radici dell’essenza dell’umano e dell’essenza del divino. Con leggerezza e semplicità. Noi abbiamo appesantito il tutto. Occorre invece aiutare le persone ad essere libere. Presentando, anzitutto, un volto misericordioso di comunità cristiana. Capace di ascoltare, di accogliere, di guardare, di amare. Capire e comprendere, che non vuole dire giustificare.” “Dio è un bacio”, amava ripetere padre Benedetto Calati, il priore generale camaldolese morto nel 2000. E una preghiera di don Gigi lo fa presente: “Dio è un bacio di luce sulle mie lacrime, fuoco sui miei sorrisi, miele sulle mie amarezze, fiato alla mia voglia di libertà. Dio che è un bacio che prepara alla lotta,/come una strada apre il mio sorriso”

UNA PORTA APERTA

Vieni, chiunque tu sia. Sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. Vieni anche se hai infranto i tuoi voti mille volte. Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni”. Sono queste parole di Rumi, il grande mistico mussulmano sufi, ad accogliere chi passa a Romena. Credenti e non credenti, inquieti e in ricerca: il loro numero cresce con il passare degli anni. In cambio, a tutti loro viene chiesto di accettare i tempi della fraternità, fatti di silenzio, di preghiera semplice, di scambio. “Offriamo un tempo di sosta perché ciascuno si guardi nel profondo. Non bisogna aver paura del vuoto perché il vuoto è uno spazio su cui diventa importante la creatività, il cambiamento. Per esempio, i contadini da me dicono: se vuoi che il nuovo nasca, devi potare. Se non poti, non nasce un cambiamento. Noi invece ci siamo abituati ad accumulare, ad aggiungere, aggiungere, e non c’è quello spazio vuoto di creatività, di ripensamento sulla vita, uno spazio che magari diventa creativo per qualcosa di nuovo”.
Come immagini la parrocchia di domani? “Un luogo che custodisce bellezza, tenerezza che tiene la porta aperta, il focolare acceso. La salvezza è diventare fraternità. Noi diciamo a chi viene da noi: “Leggi due righe di vangelo e poi comincia a viverlo”. Charles de Foucauld prevedeva un nuovo tipo di santo per il futuro: un “Uomo o una donna che prenda su di sé la complessità di questo tempo e trovi un’idea semplice”. In più, diamo un pezzo di pane, un po’ di affetto, lo facciamo sentire a casa. Proprio come faceva Gesù: una fede nuda, essenziale, capace di cura e di legami. Tutto il resto serve a poco” Quale sarà il futuro di Romena? “Non lo so. Per quanto mi riguarda, vorrei ritagliarmi uno spazio ancora più grande per il lavoro manuale, il silenzio e la preghiera. Spesso dico l’unico modo di essere felici è di realizzare un sogno. Lo racconto ai giovani ma vale anche per gli adulti. Penso a Romena come un posto dove si impara a guardare alle proprie fragilità ma si riconosce che l’amore di Dio è più grande delle nostre miserie. “Siate leggeri come gli uccelli, non come le piume” diceva Paul Valéry. Leggero è chi coglie il nocciolo della vita. La leggerezza richiede un lavoro profondo, una disciplina interiore e vorrei che qui aiutassimo a coglierla. E poi un luogo di tenerezza. Perché la tenerezza, credimi, è l’unica cosa capace di fermare il tempo.”