Solo chi ha molto navigato e ha attraversato i mari in pace e in tempesta conosce la gioia che il mare infonde nell'animo dei naviganti.
Itaca per sempre - Luigi Malerba ♡ ♡ ♡ ♡ ♡
La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
Leonardo da Vinci
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Come affrontare questo tempo di crisi? Dove cercare germogli di speranza? Quale volto inedito di Dio e della Chiesa si prepara a emergere dalle fatiche del presente? Ermes Ronchi ci accompagna dentro questi e molti altri interrogativi per offrirci spunti concreti e per indicarci traiettorie possibili. Ma il suo è soprattutto un invito ad annusare e a seguire il vento di ciò che è davvero nuovo, di ciò che ci chiama dal futuro, e a farlo con animo aperto, con un bagaglio leggero, con un cuore di viandante. Un cuore di tenda.
Ermes Ronchi, frate dei Servi di Maria, è considerato oggi uno degli eredi della spiritualità di padre Vannucci e della poetica di David Maria Turoldo. Autore di numerosi libri, conduce attualmente la rubrica "Le ragioni della speranza" su Rai Uno.
Esistono oggi dei piccoli germogli che, come il mandorlo in fiore, annunciano la primavera, l'emergere di una novità decisiva per il tempo a venire?
Per prima cosa, l'emergere del femminile: uno dei segni più belli del mondo d'oggi, forse il massimo dei segni profetici. La donna, che crea un ponte temporale tra il passato e il presente, che è la dimora dove si attua l'accoglienza ospitale più alta, quella di una nuova vita. Il genio femminile, la sua creatività calda, calda di abbracci, di attenzioni. Pensa solo all'atteggiamento materno, al senso di madre da estendere a tutto ciò che vive. Pensa all'etica della cura, dell'avere a cuore, che è biblica, perché la misericordia nella Bibbia si esplica come etica della cura. La donna fa paradiso quando si prende cura, quando mantiene questo triangolo: la cura di sé, la cura degli altri, la cura del mondo. Questo triangolo crea il paradiso, l'Eden, dove il nostro compito è «custodire e coltivare».
Un giorno Satana scoprì un modo per divertirsi. Inventò uno specchio diabolico che aveva una magica proprietà: faceva vedere meschino e raggrinzito tutto ciò che era bello e buono.
Satana se ne andava in giro dappertutto con il suo terribile specchio. E tutti quelli che ci guardavano dentro rabbrividivano: ogni cosa appariva deformata e mostruosa.
Il maligno si divertiva moltissimo con il suo specchio: più le cose erano ripugnanti più gli piacevano. Un giorno, lo spettacolo che lo specchio gli offriva era così piacevole ai suoi occhi che scoppiò a ridere in modo scomposto: lo specchio gli sfuggì dalle mani e si frantumò in milioni di pezzi.
Un uragano potente e maligno fece volare i frammenti dello specchio in tutto il mondo. Alcuni frammenti erano più piccoli di granelli di sabbia ed entrarono negli occhi di molte persone. Queste persone cominciarono a vedere tutto alla rovescia: si accorgevano solo di ciò che era cattivo e vedevano cattiveria dappertutto.
Altre schegge diventarono lenti per occhiali. La gente che si metteva questi occhiali non riusciva più a vedere ciò che era giusto ed a giudicare rettamente. Non hai, per caso, già incontrato degli uomini così?
Qualche pezzo di specchio era così grosso, che venne usato come vetro da finestra. I poveretti che guardavano attraverso quelle finestre vedevano solo vicini antipatici, che passavano il tempo a combinare cattiverie.
Quando Dio si accorse di quello che era successo si rattristò. Decise di aiutarli.
Disse: "Manderò nel mondo mio Figlio. E' Lui la mia immagine, il mio specchio. Rispecchia la mia bontà, la mia giustizia, il mio amore. Riflette l'uomo come io l'ho pensato e voluto.".
Gesù venne come uno specchio per gli uomini. Chi si specchiava in Lui riscopriva la bontà e la bellezza e imparava a distinguerle dall'egoismo e dalla menzogna, dall'ingiustizia e dal disprezzo.
I malati ritrovavano il coraggio di vivere, i disperati riscoprivano la speranza. Consolava gli afflitti e aiutava gli uomini a vincere la paura della morte.
Molti uomini amavano lo specchio di Dio e seguirono Gesù. Si sentivano infiammati da Lui.
Altri invece ribollivano di rabbia: decisero di rompere lo specchio di Dio.
Gesù fu ucciso. Ma ben presto si levò un nuovo possente uragano: lo Spirito Santo.
Sollevò i milioni di frammenti dello specchio e li soffiò in tutto il mondo.
Chi riceve anche una piccolissima scintilla di questo specchio nei suoi occhi comincia a vedere il mondo e le persone come li vedeva Gesù: si riflettono negli occhi prima tutto le cose belle e buone, la giustizia e la generosità, la gioia e la speranza; le cattiverie e le ingiustizie invece appaiono modificabili e vincibili.
Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.
Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera creazione.
Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare.
Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito.
Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi.
O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l'intero universo!
Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera!
Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente!
Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia!
Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa.
Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono.
O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'azione di grazie!
- Sant'Efrem il Siro -
“Senza lo Spirito Dio è lontano, Cristo resta nel passato, l’evangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità dominio, la missione propaganda…Ma nello Spirito, il cosmo si solleva e geme nelle doglie del Regno, Cristo risorto è presente, l’evangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l’autorità è servizio liberante, la missione è Pentecoste”.
- Ignazio IV Hazim -
Patriarca di Antiochia
O Spirito di Vita,
che in principio aleggiavi sull’abisso, aiuta l’umanità del nostro tempo a comprendere che l’esclusione di Dio la porta a smarrirsi nel deserto del mondo, e che solo dove entra la fede fioriscono la dignità e la libertà e la società tutta si edifica nella giustizia. Spirito della Pentecoste,
che fai della Chiesa un solo Corpo, restituisci noi battezzati a un’autentica esperienza di comunione; rendici segno vivo della presenza del Risorto nel mondo, comunità di santi che vive nel servizio della carità. Spirito Santo, che abiliti alla missione, donaci di riconoscere che,
anche nel nostro tempo, tante persone sono in ricerca della verità
sulla loro esistenza e sul mondo. Rendici collaboratori della loro gioia
con l’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, chicco del frumento di Dio,