La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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Visualizzazione post con etichetta Christian Bobin. Mostra tutti i post
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lunedì 19 marzo 2018

C’è il silenzio che respira nella linea dell’orizzonte, nella neve posatasi su un campo, nel cammino di una nuvola, nelle geometrie di un falco in volo

Amare significa aver cura della solitudine dell’altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla.
                                                                                                              Christian Bobin
– C’è il silenzio che respira nella linea dell’orizzonte, nella neve posatasi su un campo, nel cammino di una nuvola, nelle geometrie di un falco in volo –                                                                                                            Antonio Prete

domenica 21 gennaio 2018

L’uomo che cammina

L’uomo che cammina

“L’uomo che cammina” è un libercolo piccino di Bobin che racconta la storia di un folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte.

Gesù è un uomo in cammino che proclama il vangelo, cioè che Dio è una bella notizia, e non è per nulla scontato allora come oggi. A volte Dio l’abbiamo fatto diventare un giudice invece di immaginarlo come colui che fa fiorire la vita, la fa bella, libera, dandoti ali per volare.

Le prime parole di Gesù nel vangelo di Marco sono: “il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino.”

Il mondo come lo sogna Dio è qui, ora, perché Dio si è fatto vicino tanto da raggiungerci e liberare, guarire, perdonare, togliere barriere e accogliere i più lontani, gli esclusi.

Il nostro Papa prova a descrivere questo regno:

“Che la tua vita diventi un giardino di opportunità per essere felice. Che nelle tue primavere sii amante della gioia. Che nei tuoi inverni sii amico della saggezza. E quando sbagli strada, inizia tutto daccapo. Poiché così sarai più appassionato per la vita. E scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza. Utilizzare le perdite per affinare la pazienza. Utilizzare gli errori per scolpire la serenità. Utilizzare il dolore per lapidare il piacere. Utilizzare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai! Non rinunciare mai alle persone che ami. Non rinunciare mai alla felicità, poiché la vita è uno spettacolo incredibile!”

Rimaniamo sempre in cammino anche noi, a volte basta questo per incontrare Dio.

Fra Giorgio Bonati

              🔆❄️🍀🔆❄️🍀
L’uomo che cammina
Cammina. 
Senza sosta cammina. Va qui e poi là. Trascorre la propria vita su circa sessanta chilometri di lunghezza, trenta di larghezza. E cammina. Senza sosta. Si direbbe che il riposo gli è vietato.

Se ne va a capo scoperto. La morte, il vento, l'ingiuria: tutto riceve in faccia, senza mai rallentare il passo. Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia.

Va dritto alla porta dell'umano. Aspetta che questa porta si apra. La porta dell'umano è il volto. 

La sua parola è vera solo in quanto disarmata. La sua potenza è di essere privo di potenza, nudo, debole, povero: messo a nudo dal suo amore, reso debole dal suo amore, fatto povero dal suo amore. Questa è la figura del più grande re d’umanità, dell’unico sovrano che abbia chiamato i propri sudditi a uno a uno, con la voce sommessa della nutrice. Il mondo non poteva sentirlo. Il mondo sente solo quando c’è un po’ di rumore o di potenza. L’amore è un re privo di potenza, dio è un uomo che cammina ben oltre il tramonto del giorno.

I quattro che descrivono il suo passaggio sostengono che, morto, si è rialzato dalla morte. 
E' questo indubbiamente il punto di rottura: questa storia che ha molti tratti della luce serena d'Oriente, assume qui una dimensione incomparabile. O ci si separa da quest'uomo su questo punto, e si fa di lui un sapiente come ce ne sono stati migliaia (...) Oppure lo si segue.

L'uomo che cammina è quel folle che pensa che si possa assaporare una vita così abbondante da inghiottire perfino la morte. 

Coloro che ne seguono le orme e credono che si possa restare eternamente vivi (...) sono forzatamente considerati matti. Quello che sostengono è inaccettabile. La loro parola è folle e tuttavia cosa valgono altre parole, tutte le altre parole pronunciate dalla notte dei secoli? Cos'è parlare? Cos'è amare? Come credere e come non credere? 

Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana. 

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mercoledì 5 luglio 2017

L'infinita pazienza di di ricominciare.


L'infinita pazienza di di ricominciare.

Tutti uniti nella vita  andiamo cercando  l'orizzonte:
rischia, fai qualcosa in più, rischia, impegnati senza vacillare ; 
Nessun cammino è lungo per chi crede
e nessun sforzo è grande per chi ama...
(da un canto popolare dell'America latina)


Ci sono parole che si fanno largo nella nostra vita e che è bene si depositino anche su una pagina, perché così che si fanno cammino nel mondo.



Accogliere è un desiderio da innamorati.
Christian Bobin
Accogliere è aprire le porte del proprio cuore e perciò diventare vulnerabili.
Jean Venier 

giovedì 29 giugno 2017

Mille candele danzanti

Ti avevo riconosciuta. Eri quella che dorme in fondo alle primavere, sotto le foglie mai spente del sogno. Ti indovinavo già da tempo, nella freschezza di una passeggiata, nell'aria buona dei grandi libri o nella debolezza di un silenzio. Eri la speranza delle grandi cose. Eri la bellezza di ogni giorno. Eri la vita stessa, dal fruscio dei tuoi vestiti al tremolio delle tue risate. Mi toglievi la moderazione, che è peggio della morte. Mi davi la febbre, che è vera salute.

 Christian Bobin, Mille candele danzanti  (Edizioni Camelozampa)

Tutta la bibliografia dell'autore potete travarla qui: http://www.suonidalmondo.com/shop/?filter_manufacturers=267

giovedì 16 marzo 2017

Francesco e l’infinitamente piccolo...


francesco-e-l-infinitamente-piccolo.PDF

fra Giorgio Bonati
Se non avete ancora letto “Francesco e l’infinitamente piccolo” di Christian Bobin, ve lo consiglio, di più, vi bisbiglio sotto voce che per me è il più bel libro scritto su san Francesco!
Inizia così quel libro: “Il giovane partì insieme con l’angelo e anche il cane li seguì. E’ una frase che sta nella Bibbia. E’ una frase del libro di Tobia, nella Bibbia. La Bibbia è un libro fatto di molti libri, e in ciascuno di questi libri vi sono molte frasi, e in ognuna di queste frasi molte stelle, olivi e fontane, asinelli e alberi di fico, campi di grano e pesci, e il vento, dovunque il vento, il malva del vento della sera, il rosa della brezza mattutina, il nero delle grandi tempeste.” Continuerei a scrivervelo, ma è meglio che ve lo prendiate e ve lo gustiate goccia a goccia. Comunque, più avanti dice: “Il giovane partì insieme all’angelo e anche il cane li seguì. In questa frase non vedete né l’angelo né il giovane. Vedete solo il cane, indovinate il suo umore gioioso, lo guardate mentre segue i due invisibili: il giovane reso invisibile dalla sua spensieratezza, e l’angelo, reso invisibile dalla sua semplicità. Il cane, si, lo si vede. Dietro. Al seguito… Cane Francesco d’Assisi.”
Ora, ecco perché mi è venuto in mente il libro, giusto perché del brano evangelico che racconta del povero Lazzaro e del ricco epulone, a me è arrivato addosso il cane: “…ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe”
Cane che lecca le piaghe di Lazzaro, Francesco che abbraccia il lebbroso. 
Non ho mai goduto la compagnia di un cane nella mia vita, quella vera intendo, ma ho potuto apprezzarne la presenza fedele. A Romena, camminando sulla via della resurrezione, Toby ci seguiva spesso, e giunti alla “fedeltà”, indicavo lui come esempio. Ora è nel persempre, seppellito proprio li, accanto alla “fedeltà”. Un pensiero vola alle scorrazzate di Tito con mio Sebastian, o Tina con la sua Maya quella sera alla messa…come a dire, Dio li fa e poi li accoppia: Tu sia lodato, nostro Signore, per fratello cane…
fra Giorgio B. 
 “Francesco e l’infinitamente piccolo”

immagine cuordilibro.wordpress.com

martedì 14 marzo 2017

Frasi e aforismi...

Aforismario®:



Christian Bobin - Frasi e aforismi

Selezione dei migliori aforismi e delle frasi più belle di Christian Bobin (Le Creusot, 1951) scrittore, poeta e aforista francese. Christian Bobin è considerato uno dei maggiori scrittori francesi contemporanei di ispirazione cristiana. Nel 1993 si è aggiudicato il premio Prix des Deux Magots.
Espedito D'Agostini, che ha curato l'edizione italiana di diversi libri di Christian Bobin, ha scritto: "Bobin è un autore particolare che sembra indifferente a tutto ciò che appartiene all'ordine del sapere. La persona viva che ripetutamente evoca è il bambino, colui che ama, che gioca ad amare, che non deve giustificare le proprie azioni. Nessun autentico incontro può avvenire fuori dall'amore, ma nessun amore è possibile se non comincia dalla spogliazione del proprio io, dal ristabilire dentro di sé il silenzio che prelude all'accoglienza".
Le seguenti citazioni di Christian Bobin con testo francese a fronte, sono state tradotte da Aforismario.
Christian Bobin
La parte mancante
La Part manquante, 1989

È sempre ciò che sei tu ad essere il vero.

L’Enchantement simple
1989

Leggere: predicare al deserto.
[Lire: prier au désert].
Elogio del nulla
Éloge du rien, 1990

L'amore, la solitudine sono come i due occhi d'un unico volto: non diviso, né divisibile

La merveille et l'obscur
1991

Amare significa aver cura della solitudine dell'altro, senza mai pretendere di colmarla né conoscerla.
[Aimer c'est prendre soin de la solitude de l'autre – sans jamais prétendre la combler ni même la connaître].

Mille candele danzanti
Une petite robe de fête
1991

All'inizio non si legge. Al sorgere della vita, all'aurora degli occhi. Si divora la vita con la bocca, con le mani, ma non ci si sporca ancora gli occhi di inchiostro. Agli inizi della vita, alle sorgenti primarie, ai ruscelli dell'infanzia non si legge, non si ha l'idea di leggere, di chiudere dietro di sé la pagina di un libro, la porta di una frase. No, all'inizio è più semplice. Più folle, forse. Non si è separati da niente e niente ci separa. Si è in un continente senza limiti veri e questo continente sei tu stesso.

Chi è senza denaro mancanza di tutto. chi è senza lettura manca della mancanza.
[Celui qui est sans argent manque de tout. Celui qui est sans lecture manque du manque]. 

Con la fine dell'amore, appaiono i re magi: la malinconia, il silenzio e la gioia.
[Avec la fin de l'amour, apparaissent les rois mages: la mélancolie, le silence et la joie]. 

I grandi libri, i libracci, i giornali, va bene tutto a chi ama leggere, è tutto cibo per l'affamato. Da un lato chi non legge mai. Dall'altro chi non fa altro che leggere. Esistono proprio delle frontiere tra le persone.

Le Très-Bas
1992

La bellezza delle madri oltrepassa infinitamente la gloria della natura.
[La beauté des mères dépasse infiniment la gloire de la nature].

Amare significa aver cura della solitudine dell'altro,
senza mai pretendere di colmarla né conoscerla. (Christian Bobin)
Il distacco dal mondo
L’Éloignement du monde, 1993

L'amore è distacco, oblio di sé. Non possiamo arrivarci con le nostre forze, perché tutte le nostre forze sono costantemente impiegate nell'ammassare il mondo alla superficie del nostro "io".

L’Inespérée
1994

Siamo fatti soltanto di coloro che amiamo e di nient'altro.
[Nous ne sommes faits que de ceux que nous aimons et de rien d'autre].
Più viva che mai
Una storia d'amore dura per sempre
La Plus que vive, 1996

Dobbiamo nascere due volte per vivere un po', anche solo un po'.

L'uso migliore di questa vita è di non farne nulla.
[Le plus bel usage de cette vie c'est de n'en rien faire].
La morte, come la vita, ha i suoi ritornelli, le sue stagioni e le sue crescite. Oggi siamo alle soglie della primavera. Domani lillà e ciliegi saranno in festa. Se mi volto a guardarti nella tua morte recente, Ghislaine, in questi giorni di ultimi geli e di prime fioriture bianche, ti vedo come una giovane donna che scoppia a ridere sotto gli acquazzoni. Mi manca il tuo riso. Nella mancanza ci si può lasciar andare. Ma si può anche trovare un sovrappiù di vita. L'autunno e l'inverno successivi alla tua morte li ho spesi a dissodare per te questo piccolo giardino d'inchiostro. Per entrarvi, due porte - un canto e una storia. Il canto è il mio. Della storia non sono che il narratore. La offro ai tuoi figli, i tuoi uccelli del paradiso, le tue tre vite eterne.

Mozart e la pioggia
Mozart et la pluie, 1997

I momenti più luminosi della mia vita sono quelli in cui mi accontento di vedere il mondo apparire. Questi momenti sono fatti di solitudine e silenzio. Sono sdraiato su un letto, seduto a una scrivania o cammino per strada. Non penso più a ieri e domani non esiste. Non ho più legami con nessuno e nessuno mi è estraneo. Questa esperienza è semplice. Non c'è da volerla. Basta accoglierla quando arriva. Un giorno ti sdrai, ti siedi o cammini, e tutto ti viene incontro senza fatica, non c'è più da scegliere, tutto quello che viene porta il segno dell'amore. Forse la solitudine e il silenzio non sono nemmeno indispensabili per degli istanti così puri. L'amore da solo basterebbe. Mi limito a descrivere un'esperienza semplice che possono fare tutti, per esempio in quei momenti in cui, senza pensare a nulla, dimenticando anche che esistiamo, appoggiamo la guancia contro un vetro freddo per guardare la pioggia che cade.

La luce del mondo
La Lumière du monde, 2001

La luce del mondo non viene dal mondo: viene dall'avvampare dei cuori puri, invaghiti, più che di sé, della radicale semplicità del cielo azzurro, di un gesto generoso, di una parola fresca.

Resuscitare
Ressusciter, 2001

C'è una stella in cielo per ciascuno di noi, abbastanza lontana perché i nostri errori non possano mai offuscarla.
[Il y a une étoile mise dans le ciel pour chacun de nous, assez éloignée pour que nos erreurs ne viennent jamais la ternir].

Il giorno in cui acconsentiamo a un po' di bontà è un giorno che la morte non potrà più strappare dal calendario.
[Le jour où nous consentons à un peu de bonté est un jour que la mort ne pourra plus arracher au calendrier]. 

Niente conserve meglio la freschezza della vita che la tranquillità di un cuore ardente.
[Rien ne préserve mieux la fraîcheur de la vie que le calme d'un coeur brûlant]. 

Il Cristo dei papaveri
Le Christ aux coquelicotss, 2002

Che i nostri cuori si aprano ogni giorno alla freschezza e allo sfavillio dei papaveri.

Consumazione
Un temporale, 2006

Un evento nella vita è una casa con tre porte separate: morire, amare, nascere. Non si può entrare se non varcando le tre porte simultaneamente. È impossibile, ma questo avviene.

Le rovine del cielo
Les Ruines du ciel, 2009

Non vi è alcuna differenza tra credere e vivere.
[Il n'y a aucune différence entre croire et vivre].
Libro di Christian Bobin consigliato
Mille candele danzanti
Traduzione: Sara Saorin
Editore: Camelozampa, 2008

Un atto d’amore verso i libri, ovvero chi li legge, chi li scrive, chi è un autore celebre, chi scribacchia nel tempo libero, chi scrive la propria storia vivendo... c’è un filo che unisce chi ama i libri. Mille candele danzanti è tutto ciò e ci regala la consapevolezza che ogni piccolo momento quotidiano può incantarci, farci viaggiare verso un paese lontano o un tempo remoto, sognare un paesaggio innevato, osservare il cielo riflesso in una pozzanghera, un filo d’erba o la fiammella di una candela.

www.facebook.com/Aforismario

venerdì 1 gennaio 2016

Ogni Giorno 2015: "Dio è un bacio"

"Dio è un bacio"
OGNI GIORNO 2016
agenda di Romena

"Mi baci con i baci della sua bocca…" (Ct. 1,2)

Se Dio è un bacio non può manifestarsi che con una tenerezza da noi percepibile: non può lasciarci che brividi e quel desiderio che sperimentiamo quando viviamo l'amore, quaggiù.  Le frasi dei due innamorati del Cantico dei Cantici ci guideranno nel corso dei mesi, nel gioco incessante di un amore che si cerca e si allontana, nel timoroso trovarsi, nel sapore e nel tremore di una bocca che si avvicina. Solo così possiamo immaginare e sognare il bacio di Dio. 
Ogni giorno è l'agenda di Romena. Una finestra quotidiana che si apre sia per progettare, immaginare, o anche raccontare il tempo che sarà, ma anche essere per accogliere il tempo che è, attraverso la condivisione di pensieri, preghiere, intuizioni.Come un compagno di viaggio fedele l'agenda di Romena ci invita ad abbracciare ogni nostro nuovo giorno con uno spazio di riflessione e con proposte di lettura. Aforismi di artisti e  pensatori, di uomini di fede, di cultura e di scienza alimentano  il percorso quotidiano, come piccoli semi da far germogliare. Ogni domenica l'agenda propone il testo del Vangelo, con i commenti di Luigi Pozzoli e Giovanni Vannucci. Il cammino nei dodici mesi è infine scandito da riflessioni a tema, e arricchito da preghiere e poesie.
Ogni Giorno 2015: Dio è un bacio
Servire soltanto questa
signora parola: l’amore.
Questo pezzente, mendicante,
questa aurora che in noi conquista
come un incendio, infiammando
un po’ alla volta la foresta addormentata
nel retroterra dei nostri pensieri,
là dove più non sappiamo.
Christian Bobin