La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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venerdì 29 luglio 2016

Ho ascoltato il Silenzio


Chi non sa ascoltare il proprio fratello non saprà neppure ascoltare Dio, sarà sempre lui a parlare, anche con il Signore.
Dietrich Bonhoeffer

Oggi fa' ardere calde e chiare le candele che hai trasportato tu alla nostra oscurità;conducici, se si può, di nuovo insieme.E' ciò che noi sappiamo: arde di notte la luce tua.Quando su di noi discende il silenzio profondo oh, lascia che udiamo quel timbro pieno del mondo, che invisibile si estende intorno a noi di tutti i figli tuoi canto alto di lode. "Da forze buone, miracolosamente accolti, qualunque cosa accada, attendiamo confidenti.Dio è con noi alla sera e al mattino e, stanne certa, in ogni nuovo giorno." 
Pastore luterano.+ Dietrich Bonhoeffer.


 Dietrich Bonhoeffer così esprimeva le motivazioni del silenzio raccomandato a ogni cristiano che voglia crescere nella vita spirituale: 

«Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola. Facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola, e facciamo silenzio prima di coricarci perché l'ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola». E Ildegarda di Bingen diceva: «Dio ci dà volentieri appuntamento nella casa del silenzio».


                                                                 romena.it

Ho ascoltato il Silenzio 

chiunque tu sia

“Vieni, vieni chiunque tu sia,
sognatore, devoto, vagabondo
poco importa.
La nostra non è
una carovana di disperazione.
Vieni,
anche se hai infranto i tuoi voti mille volte.
Vieni, vieni,
nonostante tutto vieni”

Giala’l Ad-din Rumi

http://hoascoltatoilsilenzio.blogspot.it/?m=1

lunedì 13 giugno 2016

“Vieni, vieni chiunque tu sia..." Rumi

VIENI CHIUNQUE TU SIA

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AutoreLuigi Verdi
ISBN

Luigi Verdi

VIENI CHIUNQUE TU SIA

Sono 25 anni  che lotto con le domande  più nude e profonde della vita".

(Luigi Verdi)

Le parole più profonde della vita spremute e distillate dallo sguardo attento di chi quelle domande le ha condivise con migliaia di viandanti di ogni età, credo, cammino. Don Luigi Verdi, fondatore e responsabile della fraternità di Romena, racconta così i 25 anni della Fraternità di Romena,  in Toscana, una delle esperienze più aperte e innovative della chiesa italiana

Edizioni Romena, Marzo 2016, pagine 60 a Colori
ISBN 978-88-89669-65-5

“Sono 25 anni  che lotto con le domande  più nude e profonde della vita”. Don Luigi Verdi sintetizza così il cammino compiuto a Romena, dove nel 1991 ha fondato una delle esperienze più aperte e innovative della chiesa italiana. In questo anniversario don Luigi Verdi ha deciso di spremere i contenuti di questa esperienza distillando ciò che ha sentito, ciò che ha capito ciò che ha condiviso sul dolore e sulla bellezza, sulla morte e sulla speranza, sulle paure  e su Dio . Il libro si intitola “Vieni, vieni chiunque tu sia”, come l’incipit della poesia di Rumi che si può trovare all’ingresso di Romena: una poesia che è come una grande porta aperta sulla vita. Sulla soglia di quella porta don Luigi ha incontrato migliaia di viandanti di ogni età, di ogni cammino. Questo libro dà voce alla voglia di autenticità, di libertà, di vita vera di ciascuno di loro. Di ciascuno di noi.







Sfoglia le prime pagine del libro

Luigi Verdi
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Nacqui nel 58, in una casa di basse grondaie dove un dottore non potè soffocare il mio primo grido quando mi consegnò nelle mani degli uomini. Mio padre e mia madre mi fabbricarono addosso un’ansia vasta, un inesplicabile ardore. Mi trovai un cuore solitario e troppo esposto. A 20 anni si aprì la porta splendente del coraggio. A 32 si alzò il vento per farmi valutare l’abisso. Sperimentai quante rive illusorie si incontrano prima di entrare in porto. Nello strappo di dolorosa fitta fu domato il mio orgoglio, così che la mia ombra non riuscì a cancellare la Sua orma. 24 anni fa, dopo sconfitte ignote, ho ereditato un angolo di terra. Un cantiere dove c’è polvere e terra, fango e neve. Vivo nel soldalizio arcano di un’antica Pieve, di un mandorlo e di un pozzo, come chi, inginocchiato controvento, tenta di radunare un magro fuoco. Il mandorlo continua a fiorire e a dare frutti, mentre al pozzo vengono ad attingere viandanti da ogni dove. Il resto accadrà, desiderato e maturato dentro gli anni.
www.romena.it

Vieni, vieni...

Un porto di terra

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Vieni, vieni, chiunque tu sia, 
sognatore, devoto, vagabondo, poco importa. 
Vieni, anche se hai infranto i tuoi voti mille volte. 
Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni.
Rumi

Romena è un porto di terra. Vi si può attraccare quando lo si desideri. Una visita alla pieve e alla fraternità, nel cuore verde del Casentino, può essere un buon modo per incontrarci.  La domenica è il giorno centrale della nostra ospitalità, giorno ideale per entrare in contatto con la nostra realtà. Ma anche durante la settimana puoi incontrare  la pieve nel suo silenzio delicato e la fraternità nella sua operosità semplice.

Segreteria - Iscrizione ai Corsi
Le iscrizioni ai corsi si aprono il primo giorno del mese precedente al corso stesso. Occorre confermare dieci giorni prima.
I corsi hanno inizio il Venerdì sera dopo le ore 19 e terminano la Domenica pomeriggio.
Telefona al numero 0575 582060 dalle 10 alle 17,30 – escluso il lunedì e martedì.

Incontri con don Luigi Verdi
Se vuoi un incontro con don Luigi a Romena oppure vuoi invitarlo a parlare con un gruppo nella tua città.
Telefona al numero 331 4188100 dalle 15 alle 18 – escluso il lunedì e martedì –  o scrivi a: incontri@romena.it

Incontri per Singoli o Gruppi
In qualunque momento la Fraternità cerca di offrire il suo ascolto e la sua attenzione a chi la visita. Se ci contattate in anticipo ci sarà una persona ad accogliervi. Per i gruppi, in particolare, una chiamata o una mail ci aiuta a individuare gli spazi.
Telefona al numero 331 4188100 dalle 15 alle 18 – escluso il lunedì e martedì –  o scrivi a:  incontri@romena.it

Accoglienza nella Casa
Durante tutto l’anno la Fraternità accoglie chi chiede di vivere qualche giorno in semplicità e condivisione. Questa accoglienza, riservata a singole persone, è possibile dal lunedì al giovedì. Per informazioni e prenotazioni
Telefona al numero 331 2641232 dalle 14,30 alle 17,30 – esclusa la domenica –  o scrivi a: accoglienzacasa@romena.it

Convegni
Per iscriverti ai convegni troverai le date e gli orari aggiornati nella pagina Convegni.
Per informazioni scrivi a : convegni@romena.it
Il numero 339 7055339 al quale è possibile iscriversi, viene attivato un mese prima dei convegni

Calendario delle attività di Romena


lunedì 1 febbraio 2016

Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò che curi.

BY LEGGOERIFLETTO

Tipo Due: Il donatore -Helen Palmer

Hanno un profondo bisogno d’affetto e approvazione: vogliono essere amati, protetti e sentirsi importanti per gli altri. Se non ottengono l’approvazione cercata, l’adattamento può diventare un atteggiamento coatto che li porta ad annullare i propri desideri alla ricerca disperata di amore attraverso l’adulazione. 
La sopravvivenza dipende dall’approvazione degli altri. 
Si sentono formati da molti “io” intercambiabili per aderire alle figure importanti della loro vita. 
Danno sempre aiuto e consigli, ma se questo non produce una speciale attenzione nei loro confronti, emergono i caratteri del manipolatore. 
Sono stati bambini amati per la loro gradevolezza e quindi hanno imparato a riconoscere in sé le qualità che piacevano agli adulti e a compiacere le aspettative. 
Sanno accontentare meglio gli altri di se stessi.  
Sentirsi voluti dà sicurezza, soprattutto se si è desiderati fisicamente. 
Entrano in crisi nel rapporto quando deve emergere il vero io perché l’impegno diventi reale. 
Spesso s’imbarcano in triangoli amorosi nei quali, se il compagno è sposato, non provano desiderio di rompere il matrimonio, ma di essere amati e diventare una figura “speciale”.
La parola chiave nei rapporti è “sfida”.
I Due evoluti si impegnano sinceramente per potenziare le buone qualità degli altri e mettono a punto valide strategie per favorire il successo del compagno. I Due immaturi, invece, diventano i custodi dell’altro (“Ci riuscirà grazie al mio amore”) e questo rivela il bisogno di tenere l’altro in proprio potere.
Agire in modo indipendente può scatenare un’ansia terribile, soprattutto se si deve andare contro i desideri di una persona a cui il Due vorrebbe piacere perché sente di rischiare di perdere l’amore per sempre.
I Due sono attratti dal potere e cercano l’amore di persone importanti.
I Due si arrabbiano ma non serbano rancore.
Fattori di crescita: accorgersi dell’impulso a manipolare e assegnare agli altri il proprio valore.

Sintesi del libro "L'enneagramma la geometria dell'anima che vi rivela il vostro carattere" di Helen Palmer,Edizioni Astrolabio



Vivi leggero

Getta via il ciarpame, amico!
Che la tua barchetta sia leggera, e porti soltanto ciò di cui hai bisogno.

- Jerome Klapka Jerome -




"Le cose belle della vita vanno vissute con il cuore, non hanno bisogno di troppa filosofia. La loro grandezza è la semplicità."

- Colette Haddad -



Buona giornata a tutti. :-)


leggoerifletto

venerdì 9 maggio 2014

La Mia Istanbul & La convergenza tra arte e spiritualità Riflettere sulla bellezza cristica


Chi, come Rumi, ha compreso lo spirito e trasceso la lettera, trova un linguaggio universale capace di parlare al cuore di tutti. Quel linguaggio che le religioni spesso faticano a trovare, impegnate a creare confini invece di abbatterli, ritenendo che ognuna sia la migliore, ognuna sia quella che detiene la verità assoluta.Il misticismo, da sempre, rappresenta invece il veicolo sublime che ha unito l’Ovest e l’Est, l’Oriente e l’Occidente, facendolo sconfinarenell’Uni-versoUn solo verso.
Ecco perché il linguaggio di tutti i mistici è così simile, ovunque, e così vicino. Abbatte le distanze che le religioni hanno costruito fra loro, le scavalca, diventa un ponte.
Dalla “notte buia dell’anima” di Giovanni della Croce alla povertà di Francesco d’Assisi fino ai versi di Rumi, che nelle sue poesie mistiche focalizza nel cuore l’unica, vera, religione possibile.
Vieni, chiunque tu sia. Vieni. Sei un miscredente, un idolatra, un ateo? Vieni. Il nostro non è un luogo di disperazione, e anche se ha violato cento volte una promessa… vieni”.
Nel medioevo, un uomo persiano, vissuto e morto in Turchia, a Konya, anticipava così di secoli i movimenti spirituali che avrebbero rivendicato l’unità e l’uguaglianza dei vari messaggi racchiusi in tutte le religioni.
Ecco perché, all’interno di una moschea oppure smarriti nelle meraviglie del gotico, o, semplicemente, in un deserto, è possibile captare qualche segreto di quel “linguaggio alato”  finalmente senza confini, etichette, attestazioni di verità.
Non è un caso che, mentre la Bibbia e il Corano possono indurre a  temere un Dio che può essere anche vendicativo,  che punisce chi si allontana dal giusto cammino tracciato per lui dalle Sacre Scritture, i mistici descrivono un Dio pieno d’amore verso il quale si percepisce il trasporto di un coinvolgimento incondizionato, reso libero da ogni tipo di provenienza, di dogma e di credo.
Ecco perché i sufi, ieri come allora, continuano ad affascinare tutti i cercatori sinceri. E quei curiosi che, nel loro viaggio di ricerca, vanno a caccia di analogie privilegiandole alle differenze.
Francesco D’Assisi e Rumi sono due fra gli uomini che forse ci hanno regalato di più, in questa direzione.
“Inchinati, lui è un derviscio”, disse la madre , una donna sufi appartenente a un ordine persiano, a un amico del quale, per rispetto e protezione, taccio  il nome.
Lui era ragazzino ed era andato, con la mamma, ad Assisi. Si è inchinato, ha pregato davanti a quel derviscio d’Occidente con cui la donna avvertiva tutta la forza di una fratellanza universale.
Non ci pare strano dunque il fatto  che, così come Rumi è amatissimo ovunque, richiamando ogni anno migliaia di persone in Turchia, sulle sue tracce, papa Francesco, che ha volutamente preso quel nome per testimoniare un messaggio preciso, sia così apprezzato a ogni latitudine e longitudine.
Abbiamo tutti bisogno di ponti, e non di barriere.

 (articolo creato l'11 gennaio 2014)

La convergenza tra arte e spiritualità

 Riflettere sulla bellezza cristica



«Tu sei Bellezza»
 Il volume Arte e spiritualità. Studi, riflessioni, testimonianze, raccoglie gli interventi della giornata di studio promossa dall’Istituto francescano di spiritualità della Pontificia Università Antonianum di Roma, svoltosi il 24 aprile 2013. Il libro, edito dalla EDB, ci invita a interrogarci sull’arte, sul suo senso e orientamento e sulla portata sua valenza religiosa (la prima parte, specie con Paolo Martinelli e Marko Ivan Rupnik). Ci invita a guardare l’arte con gli occhi dell’artista (gli interventi della tavola rotonda), e a vedere la sapienza e la “parola” dell’arte francescana, soprattutto dei crocifissi francescani (Gli interventi di Giuseppe Buffon e di Lorenzo Cappelletti).
La riflessione sul bello ci mostra subito che esso abbia un potere evocativo e invocativo: dal bello vero, o meglio dalla sua forza “fascinosa” nasce l’affezione e l’affidamento e quindi la supplica. Agostino osserva che «non è possibile amare ciò che non è bello» (Confessioni, IV,13.20). Prendere coscienza di questa forza e potenza del bello ci fa capire che esso dovrebbe costituire «una dimensione fondamentale della nuova evangelizzazione» (Paolo Martinelli).