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venerdì 2 febbraio 2018

Seppellite il mio cuore a Wounded knee...libri

Il 1 febbraio 1876 gli Stati Uniti dichiararono guerra ai Sioux che non volevano abbandonare i territori dov'era stato scoperto l'oro. E fu l'inizio del massacro culminato a Wounded Knee

FIUME SAND CREEK - Fabrizio De Andrè


"Si son presi il nostro cuore
sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola
dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

C'è un dollaro d'argento
sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani
sulla pista del bisonte
e quella musica distante
diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

A volte i pesci cantano
sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte
che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio
nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse

Ora i bambini dormono
nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa
tra' le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo
e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

La terza freccia cercala
sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore
sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola
dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale

Ora i bambini dormono
sul fondo del Sand Creek"


Sand Creek River

"They are taken our hearts
under a dark blanket
Under a moon died young
we were sleeping without fear
Was a general of twenty years
blue eyes and the same jacket
Was a general of twenty years
son of a storm

There is a dollar silver
on the bottom of Sand Creek

Our warriors too far
on the track of bison
And that distant music
became ever stronger
I closed my eyes for three times
I found myself again here
I asked my grandfather
if this was just a dream
My grandfather said yes

Sometimes the fish sing
on the bottom of the Sand Creek

I dreamed so strong
that blood went out from my nose
The lightning in one ear
in the other paradise
Tears smaller
Tears largest
When the tree of snow
flourished of red stars

Now the children are asleep
in the bed of Sand Creek

When the sun rose the head
between the shoulders of the night
there were only dogs and smoke
and tends flipped
I shooted an arrow toward the sky
to make it breathe
I pulled an arrow in the wind
to make it bleed

The third arrow look for it
on the bottom of the Sand Creek

They are taken our hearts
under a dark blanket
Under a moon died young
we slept without fear
Was a general of twenty years
blue eyes and the same jacket
Was a general of twenty years
son of a storm

Now the children are asleep
on the bottom of Sand Creek"

https://www.youtube.com/watch?v=_KuTI...


Oggi è il giorno della memoria degli indiani Sioux: 100 milioni di nativi sterminati


Oggi cade l'anniversario di una dichiarazione di guerra troppo spesso ignorata o non considerata come tale. Il 1 febbraio 1876 il ministro degli Interni degli Stati Uniti d'America dichiarò guerra ai Sioux “ostili”, quelli cioè che non avevano accettato di trasferirsi nelle riserve, dopo che era stato scoperto l'oro nelle Black Hills, il cuore del territorio Lakota. Come si potevano traferire migliaia di uomini, donne e bambini dalla terra dov'erano nati, in una stagione dell'anno in cui il territorio era coperto di neve? Molti indiani pare neanche ricevettero l'ordine, in quanto impegnati nelle loro attività di caccia, lontano dalla propria residenza.



Quella dichiarazione di guerra del 1 febbraio fu l'inizio del massacro degli Indiani d'America, che culminerà con l'eccidio di Wounded Knee, passato alla storia grazie a canzoni, libri e film. Sul finire del dicembre 1890, la tribù di Miniconjou guidata da Piede Grosso, appresa la notizia dell'assassinio di Toro Seduto, partì dall'accampamento sul torrente Cherry, sperando nella protezione di Nuvola Rossa. Il 28 dicembre furono intercettati dal Settimo Reggimento, che aveva l'ordine di condurli in un accampamento sul Wounded Knee: 120 uomini e 230 tra donne e bambini furono portati sulla riva del torrente, circondati da due squadroni di cavalleria e trucidati.




"Seppellite il mio cuore a Wounded Knee” di Dee Brown è il libro (anche film) che ha commosso generazioni di persone e ispirato cantanti di tutte le generazioni e latitudini, fino a Fabrizio De Andrè che compose la canzone “Fiume Sand Creek”, Prince e Luciano Ligabue. Protagonista delle lotte indiane per 40 anni fu il Capo Nuvola Rossa (1822-1909) che si confrontò aspramente con l'agente governativo perché venisse rispettata l'autorità tradizionale dei capi indiani. Nel 1888 invitò i Gesuiti a creare una scuola per i bambini Lakota nella riserva indiana, una scelta necessaria per mantenere il legame degli Indiani con la loro terra. Pochi anni prima il governo aveva cercato di obbligare i bambini a frequentare una scuola “bianca” per essere “civilizzati” con risultati disastrosi per la cultura indiana.



Nuvola Rossa andò a Washington più volte di ogni altro capo indiano e rimane il leader più rispettato del suo popolo, insieme ad Alce Nero, noto per la sua forte carica spirituale. Quest'ultimo aveva 13 anni nel 1876 ed era già impegnato nella causa, tanto che l'anno dopo andò a Londra per incontrare la Regina Elisabetta. Così racconta il massacro di Wounded Knee: «Brillava il sole in cielo. Ma quando i soldati abbandonarono il campo dopo il loro sporco lavoro, iniziò una forte nevicata. Nella notte arrivò anche il vento. Ci fu una tempesta e il freddo gelido penetrava nelle ossa. Quello che rimase fu un unico immenso cimitero di donne, bambini e neonati che non avevano fatto alcun male se non cercare di scappare via».

I Sioux, che preferiscono chiamarsi Dakota o Lakota, sono la principale tribù degli Stati Uniti, con 25.000 membri. Ora vivono in riserve nei loro antichi territori. Continuare a raccontare la loro storia (pochi giorni fa è stata la Giornata della memoria) è un modo per non dimenticare di cosa è stato capace l'uomo nel corso della storia e fare in modo che episodi simili non si ripetano.

🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻


Ti presento i miei "amici" libri




Il 7 febbraio alle 20.45 all'Eremo di Santa Maria ci troviamo per un appuntamento di condivisione delle nostre letture.

A molti piace leggere e spaziare attraverso generi diversi o autori che in un momento o l'altro della vita ci hanno parlato o ci parlano permettendoci così di muoverci nel nostro mondo interiore attraverso viaggi che ci danno la possibilità di far ritornare a galla emozioni sopite e nascoste dentro di noi, la possibilità di trovare risposte scritte a domande silenziose o di incuriosirci ad un nuovo sapere attraverso gli stimoli che le parole ci regalano.

 L'intento di queste serate di presentazione degli "amici libri" è di aiutare gli altri attraverso la nostra condivisione ad aprirsi a nuovi mondi di lettura.

"Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso"
Queste le parole di Francesco Petrarca.

 Come si svolgerà? 
Ognuno porterà un libro e durante la serata lo presenterà agli altri spiegando il motivo per cui la sua scelta è ricaduta su quel libro di cui leggerà anche qualche brano.

La serata è gratuita, è necessario però confermare la propria presenza scrivendo a lisolakece@libero.it


giovedì 9 febbraio 2017

Pregherò (Stand by Me) un giorno credi...credevi nell'isola che non c'è & non ...sono solo canzonette


NON...  SONO SOLO CANZONETTE!


ADRIANO CELENTANO - Pregherò (Stand by Me)



                                            Preghero live


                                 Ben E. King - Stand by me


When the night has come, and the land is dark
And the moon is the only light we will see
No, I won't be afraid, oh, I won't be afraid
Just as long as you stand, stand by me
So darlin', darlin' stand by me
Oh stand by me
Oh stand, stand by me, stand by me

If the sky that we look upon should tumble and fall
Or the mountain should crumble to the sea
I won't cry, I won't cry, no, I won't shed a tear
Just as long as you stand, stand by me
And darlin', darlin' stand by me
Oh stand by me
Whoa stand now, stand by me, stand by me
*Solo*

And darlin', darlin' stand by me
Oh stand by me
Oh stand now, stand by me, stand by me

If the sky that we look upon should tumble and fall
Or the mountain should crumble to the sea
I won't cry, I won't cry, no, I won't shed a tear
Just as long as you stand, stand by me
And darlin', darlin' stand by me
Oh stand by me
Whoa stand now, stand by me, stand by me
So darlin', darlin' stand by me
Oh stand by me
Oh stand now, stand by me, stand by me
Whenever you're in trouble won't you stand by me
Oh stand by me
Whoa stand now, oh stand, stand by me... 




                           Edoardo Bennato - "Un giorno credi"



                             Un giorno credi - Edoardo Bennato


                             l'isola che non c'è - edoardo bennato

Attenti A Quei Due - The Persuaders - Sigla iniziale

wordpress.com/post/girobloggando.wordpress.com


IL SOGNO DI MARIA - Fabrizio De Andrè

1970 La buona novella..
Dei versi di Fabrizio, ormai giunto alla maturità espressiva, c'è da segnare l'uso della metrica e della rima. Ne è divenuto così padrone da non perdere occasione per proporre un'immagine. E qui le immagini si rincorrono, si sovrappongono, si ammucchiano una contro l'altra dal primo verso all'ultimo..

IL SOGNO DI MARIA (Testo)

"Nel Grembo umido, scuro del tempio,
l'ombra era fredda, gonfia d'incenso;
l'angelo scese, come ogni sera,
ad insegnarmi una nuova preghiera:
poi, d'improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese - Conosci l'estate -
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Volammo davvero sopra le case,
oltre i cancelli, gli orti, le strade,
poi scivolammo tra valli fiorite
dove all'ulivo si abbraccia la vite.

Scendemmo là, dove il giorno si perde
a cercarsi da solo nascosto tra il verde,
e lui parlò come quando si prega,
ed alla fine d'ogni preghiera
contava una vertebra della mia schiena.

(... e l' angelo disse: "Non
temere, Maria, infatti hai
trovato grazia presso il
Signore e per opera Sua
concepirai un figlio...)

Le ombre lunghe dei sacerdoti
costrinsero il sogno in un cerchio di voci.
Con le ali di prima pensai di scappare
ma il braccio era nudo e non seppe volare:
poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra,
le loro braccia profili di rami,
nei gesti immobili d'un altra vita,
foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente,
mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.
Sbiadì l'immagine, stinse il colore,
ma l'eco lontana di brevi parole
ripeteva d'un angelo la strana preghiera
dove forse era sogno ma sonno non era

- Lo chiameranno figlio di Dio -
Parole confuse nella mia mente,
svanite in un sogno, ma impresse nel ventre."

E la parola ormai sfinita
si sciolse in pianto,
ma la paura dalle labbra
si raccolse negli occhi
semichiusi nel gesto
d'una quiete apparente
che si consuma nell'attesa
d'uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posasti le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte.

Il sogno di Maria è la spiegazione che Maria, con ingenuità e timore, dà a Giuseppe, per giustificare il suo stato. Attraverso le immagini oniriche di un volo, Maria ricostruisce l'incontro con l'angelo che le ha lasciato "parole confuse ... nella mente / svanite in un sogno, ma impresse nel ventre". La reazione del buon vecchio Giuseppe, nonostante lo stupore, è piena di calma e di tenerezza e si esprime attraverso una dolcissima carezza, come dolce, e a tratti da brivido, è la linea melodico-armonica, in minore ammiccante al maggiore. Tale effetto viene esaltato da alcuni segmenti di arrangiamento, forse qui più curato che altrove. www.giuseppecirigliano.it/
http://www.giuseppecirigliano.it/FDA/enterdeandr%C3%A9.htm

domenica 9 ottobre 2016

❤ ♡ Poesia Erotica contemporanea ♡ ❤

Antologia della Poesia Erotica contemporanea

By ItaliaLibri

Sezione Citazioni | (Testi)

    THE INVOCATION

    AT the last, tenderly,

    From the walls of the powerful fortress'd house,
    From the clasp of the knitted locks, from the keep of the well-closed doors,
    Let me be wafted.
    Let me glide noiselessly forth;
    With the key of softness unlock the locks--with a whisper,\r\nSet open the doors O soul.

    Tenderly--be not impatient,
    (Strong is your hold, O mortal flesh,
    Strong is your hold O love.)

(di Walt Whitman, tratto da opera non segnalata)
Suggerita da Alex Forti, in data 2006-06-21 20:15:38

    MÍA
    Mía: así te llamas.
    ¿Qué más harmonía?
    Mía: luz del día;
    mía: rosas, llamas.

    ¡Qué aroma derramas
    en el alma mía
    si sé que me amas!
    ¡Oh Mía! ¡Oh Mía!

    Tu sexo fundiste
    con mi sexo fuerte,
    fundiendo dos bronces.

    Yo triste, tú triste…
    ¿No has de ser entonces
    mía hasta la muerte?

(di Ruben Darìo, tratto da fonte sconosciuta)
Suggerita da Renato Corpaci, in data 2006-06-20 11:36:43

    ACCONCIATEVI, SPIRTI STANCHI E FRALI

    Amor, lo stato tuo è proprio quale
    è una ruota, che mai sempre gira,
    e chi v'è suso or canta ed or sospira,
    e senza mai fermarsi or scende or sale.
    Or ti chiama fedele, or disleale;
    or fa pace con teco, ed or s'adira;
    ora ti si dà in preda, or si ritira;
    or nel ben teme, ed or spera nel male;
    or s'alza al cielo, or cade ne l'inferno;
    or è lunge dal lido, or giunge in porto;
    or trema a mezza state, or suda il verno.
    Io, lassa me, nel mio maggior conforto
    sono assalita d'un sospetto interno,
    che mi tien sempre il cor fra vivo e morto.

(di Gaspara Stampa, tratto da opera non segnalata)
Suggerita da Renato Corpaci, in data 2006-06-20 11:59:38

    TI AMO COME
    Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
    come se alzandomi la notte bruciante di febbre
    bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
    ti amo come guardo il pesante sacco della posta
    non so che cosa contenga e da chi
    pieno di gioia pieno di sospetto agitato
    ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
    ti amo come qualche cosa che si muove in me
    quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
    ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

(di Nazim Hikmet, tratto da opera non segnalata)
Suggerita da Serena Accàscina, in data 2006-07-12 22:09:00

    Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
    era la comunione con la terra.
    Bevevo con la mia magnifica
    esultanza
    guardando i suoi occhi neri
    che fuggivano come gazzelle.
    E mai coltre fu più calda e lontana
    e mai fu più feroce
    il piacere dentro la carne.
    Ci spezzavamo in due
    come il timone di una nave
    che si era aperta per un lungo viaggio.
    Avevamo con noi i viveri
    per molti anni ancora
    i baci e le speranze
    e non credevamo più in Dio
    perché eravamo felici.

(di Alda Merini, tratto da Clinica dell’abbandono (Einaudi 2003))
Suggerita da Ilaria Di Francesco, in data 2006-07-20 09:40:53

    E VATTENE, SEI TROPPO INNAMOREVOLE!

    E vattene, sei troppo innamorevole!
    Sei troppa seta per questa plastica rotta,
    troppi smeraldi, fibbie con cinghiali,
    e quando ti carezzi lo sguardo con le ciglia
    io Ravenna e Pisa su un sedile
    non so da dove cominciare a ammirarle,
    né so guidare con un Tiziano accanto
    che di sbieco e lontano tra alberelli
    mostra come un segreto un‘acqua azzurra
    ma di un azzurro che non è che un‘idea,
    l‘idea del fondo che sta di là del fondo
    di un labirinto come te di bellezza,
    che dall‘avorio ti porta alle perle
    e dalle perle alla schiuma del mare
    e dalla schiuma...scendi da questa macchina,
    sei troppo interamente seducente!

(di Rodolfo Wilcock, tratto da Poesia d'amore del novecento, Crocetti,)
Suggerita da Antonio Fiori, in data 2006-08-01 10:10:48

    LA RISSA DEGLI ANGELI

    Scorgendo d‘un tratto i nostri corpi allacciati
    ingigantiti dal lume sulla parete di fronte
    penso con rimorso ai tuoi anni:
    non ho da offrirti che questo amoroso sperpero
    di carezze,questi battiti forsennati del cuore
    mentre affondo nel tuo mistero di brividi
    nel tuo modo spaventato di godere.

(di Stefano Simoncelli, tratto da Opera non specificata)
Suggerita da Carla Cesarina Maria Saraceni, in data 2006-08-19 10:01:10

    DEJAMES SUELTAS LOS MANOS

    Lasciami sciolte le mani e il cuore,
    lasciami libero.
    Lascia che le mie dita percorrano
    i sentieri del tuo corpo.
    La passione - sangue, fuoco, baci -
    mi incendia a fiamme tremanti.
    Ah, tu non sai che cos‘è questo!
    È la furia dei miei sensi che piega la foresta
    sensibile dei nervi.
    È la carne che grida con parole ardenti!
    È l‘incendio!
    E tu sei qui, donna, come un tronco intatto
    ora che va via tutta la mia vita in cenere
    verso il tuo corpo pieno, come la notte, di stelle.

    Lasciami libere le mani e il cuore,
    lasciami libero!
    Semplicemente ti desidero, io solo te desidero!
    Non è amore, è desiderio che brucia e si estingue,
    è precipitare di furie,
    avvicinamento dell‘impossibile,
    ma tu ci sei, ci sei per darmi tutto,
    e per darmi ciò che hai nascesti
    come io per raccoglierti,
    e desiderarti,
    e riceverti.

(di Pablo Neruda, tratto da Opera non specificata)
Suggerita da Elisabetta Mori, in data 2006-08-25 13:15:18

    GLYKIPIKROS EROS

    Amore, non t‘incolpo, poiché la colpa fu mia, non fossi stato di creta comune,
    Avrei scalato le altezze somme, inviolate tuttora, visto l‘aria più piena, il giorno più ampio.
    Dalla ferocia della mia passione sprecata avrei tratto un canto migliore, più limpido,
    Acceso una luce più luminosa di più libera libertà, combattuto ingiustizie dalla testa d‘Idra.
    Se le mie labbra avessero avuto il dono della musica dai baci pungenti che le fecero sanguinare,
    Tu avresti camminato con gli angeli su quel prato verde e smalto.
    Avrei percorso la strada sulla quale Dante vide rifulgere i soli di sette cerchi,
    Si! forse avrei visto aprirsi i cieli, come si aprirono al Fiorentino.
    E le potenti nazioni avrebbero incoronato me, che ora sono senza corona e senza nome,
    E un‘alba d‘oriente mi avrebbe trovato genuflesso sulla soglia della Casa della Fama.
    Mi ero seduto in quel circolo marmoreo dove il bardo più vecchio è come il giovane
    E la zampogna versa eternamente miele, e le corde della lira sono tese in eterno.
    Keats avrebbe sollevato le sue chiome imenee dal vino di semi di papavero,
    Con bocca di ambrosia mi avrebbe baciato in fronte, la mia mano avrebbe serrato con la mano
    del nobile amore.
    E a primavera, quando i germogli del melo sfiorano il seno lucido della colomba,
    Due giovani amanti distesi in un frutteto avrebbero letto la storia del nostro amore.
    Avrebbero letto la leggenda della mia passione, conosciuto l‘amaro segreto del mio cuore,
    Si sarebbero baciati come ci siamo baciati noi, ma non separati come ora è destino
    che ci separiamo.
    Poiché il fiore cremisi della nostra vita è divorato dal verme della verità
    E nessuna mano può raccogliere i petali caduti e secchi della rosa della giovinezza.
    Pure non rimpiango di averti amato - ah! che altro avrei dovuto fare io...(...) -
    Poiché i famelici denti del tempo sbranano, e gli anni dai piedi silenziosi inseguono.
    Senza timone, andiamo alla deriva nella tempesta, e una volta passato il fortunale della gioventù, Senza lira, senza liuto o coro, la Morte, pilota silenzioso, finalmente viene.
    E nella tomba non c‘è piacere, poiché la cecilia si pasce della radice,
    E il desiderio diventa rabbrividendo cenere, e l‘albero della passione non da frutti.
    E meno cara la Citerea che si levava come un giglio d‘argento dal mare.
    Ho fatto la mia scelta, ho vissuto i miei carmi, e anche se la gioventù è sparita in sogni sprecati,
    Ho trovato la corona di mirto dell‘amante migliore di quella d‘alloro del poeta.

(di Oscar Wilde, tratto da Poems)
Suggerita da Elisabetta Mori, in data 2006-08-23 22:08:48

    DOLCENERA

    Nera che porta via che porta via la via
    nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
    nera che picchia forte che butta giù le porte
    nera di malasorte che ammazza e passa oltre
    nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c‘è luna luna
    nera di falde amare che passano le bare
    ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
    ché è venuta per me
    è arrivata da un‘ora
    e l‘amore ha l‘amore come solo argomento
    e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
    acqua che non si aspetta altro che benedetta
    acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
    acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte
    ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
    quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
    e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell‘onda
    e la lotta si fa scivolosa e profonda
    acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
    acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
    acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti
    oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
    che si prende per mano
    a battaglia finita
    come fa questo amore che dall‘ansia di perdersi
    ha avuto in un giorno la certezza di aversi
    acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
    bassa sfila tra la gente come un innocente che non c‘entra niente
    fredda come un dolore Dolcenera senza cuore
    e la moglie di Anselmo sente l‘acqua che scende
    dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
    nel suo tram scollegato da ogni distanza
    nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza
    così fu quell‘amore dal mancato finale
    così splendido e vero da potervi ingannare

(di Fabrizio De Andrè, tratto da opera non segnalata)
Suggerita da Emanuele Sorrentino, in data 2006-09-07 21:38:07

    EROS

    Corpo nudo
    come la nuda lama d‘un pugnale
    il brivido che dai è come il sangue
    che sgorga a fiotti.
    Se mordo il tuo seno
    o imprimo una rosa alla tua spalla
    s‘inarca il dorso
    poggiato sulla morsa delle braccia
    e altro pugnale
    s‘insinua, neve e fuoco,
    nel tuo segreto fiume.

(di Stefano Mangione, tratto da 7 Poeti del Premio Montale, Roma 1990, All'insegna del pesce d'oro)
Suggerita da Antonio Fiori, in data 2006-09-11 00:06:50

    L‘acqua imprigionata nel grembo della terra,
    la terra non la trova.
    Quando fugge da lei nel lontano cielo,
    e le tenebrose nubi tracciano lassù misteriosi
    disegni,
    la terra non la trova.
    Allora il tuono la percuote col fuoco del dolore,
    e la tempesta gemendo la spinge in tutte le direzioni.
    Il tesoro che un tempo era così vicino
    torna nuovamente al cuore.
    In lacrime essa giunge diluviando,
    e la terra infine la trova.

(di Kahlil Gibran, tratto da opera non segnalata)
Suggerita da Ilena Di Fina, in data 2006-09-13 14:09:15

    Poco dopo quella visita si ripeté “l‘impossibile“ che già fluttuava quasi materialmente intorno ad Agathe e Ulrich; accadde veramente senza che nulla accadesse.

    I fratelli si vestivano per una serata e non c‘era nessuno in casa, tranne Ulrich, per aiutare Agathe; non avevano incominciato in tempo e perciò per un quarto d‘ora s‘erano affrettati il più possibile, poi vi fu una piccola pausa. Sugli appoggi e sui piani della stanza era sparso pezzo per pezzo tutto l‘armamentario che una donna adopera in tali occasioni, e Agathe si chinava verso il suo piede con tutta l‘attenzione che esige l‘infilare una sottile calza di seta. Ulrich stava dietro di lei. Vedeva il capo, il collo, le spalle e quella schiena quasi nuda; il corpo era piegato un po‘ di lato, verso il ginocchio rialzato, e sul collo la tansione formava tre pieghe che attraversavano, agili ed allegre come tre frecce, la pelle chiara; la leggiadra corposità di quell‘immagine, scaturita da un silenzio improvviso, pareva aver perso la sua cornice e si trasmise così immediata e incomunicabile al corpo di Ulrich, che questi lasciò il suo posto e, non proprio inconscio quanto una bandiera spiegata dal vento, ma pur senza una risoluzione consapevole, s‘avvicinò in punta di piedi, piombò sulla reclinata e con dolce furore morse una di quelle frecce, mentre il suo braccio cingeva la sorella. Poi i denti di Ulrich si staccarono con la stessa cautela; con la mano destra egli aveva ghermito il ginocchio di Agathe e mentre col braccio sinistro stringeva a sé il suo corpo la strappò su scattando sui garetti.

    Agathe gettò un grido di spavento. Finora tutto si era svolto allegramente e scherzosamente, come in tanti episodi precedenti, e anche se era tinto dai colori dell‘amore, era pur sempre solo con l‘intenzione, timida in fondo, di nascondere, sotto questa veste serenamente familiare, la natura insolita e più pericolosa di quell‘amore.

    Ma quando Agathe ebbe vinto il proprio sgomento e non si sentì sospesa bensì adagiata nell‘aria, libera a un tratto da ogni peso, e guidata invece dalla dolce costrizione del movimento sempre più rallentato, ecco che per uno di quei casi che nessuno può dominare ella si trovò meravigliosamente placata e anzi affrancata da ogni inquietudine terrena; con un movimento che mutò l‘equilibrio del suo corpo e che mai avrebbe saputo ripetere ella strappò anche l‘ultimo filo di seta della costrizione, si volse cadendo verso il fratello, continuò ad ascendere pur nella caduta, e giacque precipitando come una nuvola di felicità nelle braccia di Ulrich. Egli la portò, stringendola dolcemente a sé, attraverso la stanza che si oscurava, fino alla finestra, e le stette accanto nella penombra mite della sera che le inondava la faccia come un fiotto di lacrime. Nonostante la forza che tutto questo esigeva, e la violenza che Ulrich aveva esercitato sulla sorella, tutto ciò che essi facevano parve loro stranamente remoto dalla forza edalla violenza; si sarebbe forse potuto paragonare con lo strano e meraviglioso fervore di un quadro, che per la mano che lo afferra dall‘esterno non é altro che una ridicola superficie pitturata. Così essi non aveveno in mente null‘altro che l‘evento corporeo che occupava tutta la loro coscienza, eppure accanto alla sua natura di scherzo innocente e all‘inizio anche un po‘ rozzo che metteva in moto tutti i muscoli, esso presentava una seconda natura che paralizzava delicatissimamente tutte le membra e al tempo stesso le recingeva con inesprimibile sensitività. Con aria interrogativa essi si avvinsero le braccia intorno alle spalle. Divennero partecipi della figura fraterna dei loro corpi, come cresciuti entrambi da una stessa radice. Si guardarono l‘un l‘altro negli occhi, come se vedessero per la prima volta qualche cosa di simile. E anche se non avrebbero saputo raccontare ciò che era accaduto perché la loro partecipazione era troppo fervida, sapevano tuttavia di essersi trovati all‘improvviso, per un attimo, proprio dentro a quello stato comune al cui limite avevano spesso esitato, che tante volte s‘erano descritto a vicenda e che pure avevano sempre contemplato solo dal di fuori. Esaminando l‘accaduto a sangue freddo - e così, nascostamente, cercavano di fare entrambi - esso sembrava poco più che un caso fortuito e affascinente, che tra un istante, o almeno col ritorno di un‘occupazione, si sarebbe dissolto nel nulla; tuttavia ciò non accadde. Al contrario, essi vennero via dalla finestra, accesero la luce, ripresero le loro attività, ma ben presto tornarono ad abbandonarle; e senza aver preso accordi, Ulrich andò al telefono e informò la casa dov‘erano aspettati che non sarebbero venuti.

(di Robert Musil, tratto da L'uomo senza qualità)
Suggerita da Ilena Di Fina, in data 2006-09-15 21:05:32

lunedì 21 marzo 2016

COMANDAMENTI ...


 

Non so dove arriveremo ma so da dove siamo partiti!

E' un po arduo citarli  tutti!

Quanti? quali! di chi... animali, uomini...di Dio 


 Partiamo …piano!
con l’allegoria di Giorge Orwell
       I SETTE COMANDAMENTI...
anche se   riguarda gli animali!

1) Tutto ciò che va su due gambe è nemico. 
2) Tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è amico.
3) Nessun animale vestirà abiti. 
4) Nessun animale dormirà in un letto. 
5) Nessun animale berrà alcolici.
6) Nessun animale ucciderà un altro animale.
7) Tutti gli animali sono uguali.

                                                                                       fonte: La fattoria degli animali


La_fattoria_degli_animali   
« All animals are equal but some animals are more equal than others »


« Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »
(Frase che nell'ultimo capitolo viene scritta al posto dei Sette Comandamenti)
                                     
Animal Farm - 1st edition.jpg
                 10 COMANDAMENTI


                                        


José de Ribera, I Dieci comandamenti


I dieci comandamenti, detti anche Decalogo, sono i comandamenti scritti sulle tavole dellalegge che, secondo la Bibbia, furono date daDio a Mosè sul monte Sinai. Sono i Settantache riportano l'espressione dèka lògous (dieci parole), da cui deriva il termine Decalogo o Dieci Parole. In realtà le ingiunzioni sono più di dieci e il testo è presente in due versioni leggermente diverse in due diversi libri della Bibbia (Esodo eDeuteronomio) e ciò ha portato a una certa varietà nelle loro suddivisioni.

Sono un punto fondamentale nell'Antico Testamento e nell'ebraismo; quest'ultimo ricorda e festeggia l'evento in cui gli sono state consegnate le tavole con i 10 comandamenti in occasione della festa diShavuot.>>>  (wikipedia)








AMA E FATTI AMARE E SII FELICE I Dieci Comandamenti - Roberto Benigni


(Catechismo della Chiesa Cattolica)

 Io sono il Signore Dio Tuo:

bulletNon avrai altro Dio fuori di me
bulletNon nominare il nome di Dio invano
bulletRicordati di santificare le feste
bulletOnora il Padre e la Madre
bulletNon uccidere
bulletNon commettere atti impuri
bulletNon rubare
bulletNon dire falsa testimonianza
bulletNon desiderare la donna d'altri
bulletNon desiderare la roba d'altri
>>>  padrepio.catholicwebservices.com


Roberto Benigni-Il decalogo-Finale

                                      



Fabrizio De Andrè - Il Testamento di Tito
Non avrai altro Dio all'infuori di me,
spesso mi ha fatto pensare:
genti diverse venute dall'est
dicevan che in fondo era uguale.

Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.
Credevano a un altro diverso da te
e non mi hanno fatto del male.

Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Con un coltello piantato nel fianco
gridai la mia pena e il suo nome:

ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascoltò il mio dolore.
Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
davvero lo nominai invano.

Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
bacia la mano che ruppe il tuo naso
perché le chiedevi un boccone:

quando a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.
Quanto a mio padre si fermò il cuore
non ho provato dolore.

Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
entrare nei templi che riguargitan salmi
di schiavi e dei loro padroni

senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.

Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:

ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.

Non commettere atti che non siano puri
cioè non disperdere il seme.
Feconda una donna ogni volta che l'ami
così sarai uomo di fede:

Poi la voglia svanisce e il figlio rimane
e tanti ne uccide la fame.
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore:
ma non ho creato dolore.

Il settimo dice non ammazzare
se del cielo vuoi essere degno.
Guardatela oggi, questa legge di Dio,
tre volte inchiodata nel legno:

guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.
Guardate la fine di quel nazzareno
e un ladro non muore di meno.

Non dire falsa testimonianza
e aiutali a uccidere un uomo.
Lo sanno a memoria il diritto divino,
e scordano sempre il perdono:

ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore
e no, non ne provo dolore.

Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa.
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
che hanno una donna e qualcosa:

nei letti degli altri già caldi d'amore
non ho provato dolore.
L'invidia di ieri non è già finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore                             @#@#@

Il discorso della Montagna. Dipinto di Carl Heinrich Bloch.



Comandamento dell'amore

Comandamento dell'amore è un insegnamento lasciato da Gesù Cristo che costituisce il fulcro dell'etica cristiana . Ha un ruolo centrale nel Nuovo Testamento, dove il comandamento viene ribadito e declinato più volte e in formule diverse.... >       >>>comadamento dell' amore



Il decalogo di Kieślowski – Scheda critica di Farinotti

613 Mitzvot

« Rabbi Khananyà, figlio di 'Akashyà, diceva: "Il Santo e Benedetto (Qadosh BarukhHu) volle che Israel "acquistasse" molti meriti: per questo gli diede molte leggi e numerosi precetti (uMitzvot)", come è detto: "HaShem vuole ciò per la giustizia... farà grande la Torah e la farà gloriosa (Libro di Isaia 42.12)" »
(TalmudPirqei Avot[1])
Le 613 mitzvòt (ebraico: תרי"ג מצוות taryag mitzvot; forma singolare del termine è מצוה, mitzvàh), o 613 precetti, sono il fulcro dell'ebraismo che è fondamentalmente uno stile di vita regolato da precetti che l'ebreo ortodosso deve seguire per adempiere al suo ruolo sacerdotale nel mondo.
Il Talmud (trattato Makkoth 23b) stabilisce che la Torah contiene 613 mitzvot delle quali 248 sono מצות עשה (mitzvot aseh, comandamenti positivi, obblighi) e 365 sono מצות לא תעשה (mitzvot lo taaseh, comandamenti negativi, divieti): i precetti positivi obbligano a compiere una determinata azione (come ad esempio l'obbligo della circoncisione maschile); quelli negativi vietano di fare una determinata azione (come ad esempio il divieto di indossare capi composti da lana e lino insieme detti Shaatnez). Il numero di questi precetti è sicuramente carico di significati simbolici: come ci insegna la TradizioneRabbinica 248 era considerato infatti il numero delle ossa del corpo umano e 365 sono notoriamente i giorni dell'anno (inoltre i legamenti che collegano tra loro le ossa); attraverso questi numeri la Torah quindi vuol dire che con le nostre 248 singole ossa dobbiamo compiere le 248 azioni prescritte e che ogni giorno dell'anno dobbiamo impegnarci a non violare i 365 precetti negativi.
Nella pratica però non tutti questi precetti sono attuabili e non tutti da tutti: alcuni necessitano dell'esistenza del Tempio di Gerusalemme, che secondo la Tradizione Rabbinica potrà essere ricostruito solo quando giungerà il Messia e radunerà tutte le 10 tribù disperse del popolo d'Israele, altri sono limitati ai soli uomini, altri alle donne, altri sono rivolti solo ai Kohanim (i membri della famiglia sacerdotale, coloro che cioè vantano di discendere da Aronne, il fratello di Mosè). >>>  613_Mitzvot
                  
83 COMANDAMENTI...


 
Comandamenti di Gurdjieff 
1. Fissa la tua attenzione su te stessa.Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
2. Finisci sempre quello che hai iniziato.
3. Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
4. Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
5. Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
6. Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
7. Metti in ordine quello che hai disordinato.
8. Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
9. Smetti di autodefinirti.
10. Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
11. Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
12. Non desiderare di essere imitato.
13. Fai progetti di lavoro e completali.
14. Non occupare troppo spazio.
15. Non fare rumore né gesti innecessari.
16. Se non la possiedi, imita la fede.
17. Non lasciarti impressionare da personalità forti.
18. Non impossessarti di niente né di nessuno.
19. Distribuisci equitativamente.
20. Non sedurre.
21. Mangia e dormi lo strettamente necessario.
22. Non parlare dei tuoi problemi personali.
23. Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
24. Non stabilire amicizie inutili.
25. Non seguire mode.
26. Non venderti.
27. Rispetta i contratti che hai firmato.
28. Sii puntuale.
29. Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
30. Parla solo di ciò che è necessario.
31. Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera..
32. Giammai minaccia.
33. Realizza le tue promesse.
34 In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
35. Ammetti che qualcuno ti superi.
36. No elimines, sino transforma.
37. Vinci le tue paure.
38. Aiuta all’altro ad aiutare sé stesso.
39. Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
40. No actues por reacción a lo que digan bueno o malo de ti.
41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
42. Trasforma la tua collera in creatività.
43. Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
45. Trasforma il tuo odio in carità.
46. Non ti lodare né ti insultare.
47. Tratta ciò che non ti appartiene, come se ti appartenesse.
48. Non lamentarti.
49. Sviluppa la tua immaginazione.
50. Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
51. Paga i servizi che ti danno.
52. Non fare propaganda delle tue opere o idee.
53. Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità .
54. Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
55. Non contraddire mai, solo taci.
56. Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
57. Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
58. Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
59. Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
60. Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
61. Non conservare oggetti inutili.
62. Non decorarti con idee altrui.
63. Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
64. Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
65. Non definirti mai per quello che possiedi.
66. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
67. Renditi conto che niente è tuo.
68. Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.
69. Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
70. Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
71. Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
72. Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
73. Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
74. Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
75. Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
76. Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
77 Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
78. Vivi di soldi guadagnati da te.
79. Non ti invischiare in avventure amorose.
80. Non ti vantare delle tue debolezze.
81. Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
82. Ottieni per distribuire.
83. Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare … 
                                         @#@#@#@#@




George Ivanovich Gurdjíeff  wikipedia


GLI 82 COMANDAMENTI DI ALEJANDRO JODOROWSKY

«Non instaurare amicizie inutili», gli 82 comandamenti di Alejandro Jodorowsky

«NON INSTAURARE AMICIZIE INUTILI» 

di Elena Brenna
«Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse»


Reyna d’Assia. Se cercate informazioni su di lei nella grande enciclopedia che è il web, non troverete molte notizie, ma solo qualche dato confuso e parecchi dubbi. Si dice sia figlia del celebre filosofo e mistico armeno Georges Gurdjieff, ma Dushka Howarth, l’ultima nata, ancora in vita affermò di non averne mai sentito parlare (e Wikipedia non le dà torto).
Ciò in cui certamente vi imbatterete, cercando informazioni su Reyna d’Assia, sono 82 comandamenti che afferma esserle stati impartiti dal padre. Nessuno ha mai però trovato il modo di confermare l’attendibilità della leggenda narrata. Gli 82 comandamenti, infatti, appaiono nel libro The Spiritual Journey of Alejandro Jodorowsky.
Secondo chi ha studiato approfonditamente il testo, cogliendo indizi e contraddizioni, la storia narrata da Jodorowsky potrebbe realmente essere frutto della sua fantasia. Nel testo, il regista cileno descrive il primo incontro con Reyna d’Assia, avvenuto intorno al 1970 a Città del Messico dopo una proiezione di El Topo. La passione li ha infuocati e così è iniziata una relazione tra i due. Durante il suo parlare incessante, Reyna d’Assia avrebbe rivelato a Jodorowsky gli insegnamenti di Gurdjieff:
Jodorowsky: Reyna, mi stai raccontando favole! Questi obiettivi sono illusori al 100%, e anche se fossero veri, quale sarebbe il primo passo su questo percorso?
Reyna d’Assia: Chiunque desideri raggiungere lo scopo supremo deve prima di tutto cambiare le proprie abitudini, sconfiggere la pigrizia e divenire un essere umano moralmente sano. Per essere forti nelle cose grandi, dobbiamo essere forti anche in quelle piccole.
Jodorowsky: Come?
Reyna d’Assia: Siamo stati educati male. Viviamo in un mondo di competizione nel quale onestà è sinonimo di ingenuità. Dobbiamo prima sviluppare abitudini buone. Alcune di quelle potrebbero sembrare semplici, ma sono molto difficili da realizzare. Credendo che siano ovvie, non riusciamo a vederle come la chiave della coscienza immortale. Ora dovrei offrirti un dettato dei comandamenti che il mio beato padre mi ha insegnato…
Non sappiamo se gli 82 comandamenti siano realmente stati impartiti da Gurdjieff a Reyna o siano invece frutto della mente profonda e complessa dello stesso Jodorowsky, ma non ci resta che trarne ispirazione per migliorare noi stessi:
1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo.
2. Finisci sempre ciò che hai iniziato.
3. Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile.
4. Non attaccarti a niente che possa distruggerti nel corso del tempo.
5. Sviluppa la tua generosità – ma fallo segretamente.
6. Tratta chiunque come se fosse un parente stretto.
7. Organizza quello che hai disorganizzato.
8. Impara a ricevere e ringrazia per ogni regalo ricevuto.
9. Smetti di definire te stesso.
10. Non mentire e non rubare, perché facendolo menti a te stesso e rubi a te stesso.
11. Aiuta il tuo vicino, ma non renderlo dipendente.
12. Non incoraggiare altri ad imitarti.
13. Fai piani di lavoro e portali a termine.
14. Non occupare troppo spazio.
15. Non fare movimenti o suoni inutili.
16. Se ti manca la fede, fingi di averla.
17. Non permettere a te stesso di essere impressionato da personalità forti.
18. Non considerare nessuno e niente come di tuo possesso.
19. Condividi equamente.
20. Non sedurre.
21. Dormi e mangia solo il necessario.
22. Non parlare dei tuoi problemi personali.
23. Non esprimere giudizi o critiche quando sei ignorante della maggior parte dei fattori coinvolti.
24. Non instaurare amicizie inutili.
25. Non seguire le mode.
26. Non vendere te stesso.
27. Rispetta i contratti che hai firmato.
28. Sii puntuale.
29. Non invidiare mai la fortuna o il successo di qualcuno.
30. Non dire più del necessario.
31. Non pensare ai profitti che il tuo lavoro genererà.
32. Non minacciare nessuno.
33. Mantieni le tue promesse.
34. Nelle discussioni, mettiti al posto dell’altra persona.
35. Ammetti che qualcun altro potrebbe essere superiore a te.
36. Non eliminare, trasforma.
37. Sconfiggi le tue paure, perché ognuna di loro rappresenta un desiderio camuffato.
38. Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
39. Sconfiggi le tue avversioni e avvicinati a coloro che ti inspirano rifiuto.
40. Non reagire a ciò che gli altri dicono di te, che siano lodi o colpe.
41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
42. Trasforma la tua rabbia in creatività.
43. Trasforma la tua avidità in rispetto per la bellezza.
44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
45. Trasforma il tuo odio in carità.
46. Non elogiare né insultare mai te stesso.
47. Considera ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.
48. Non protestare.
49. Sviluppa la tua immaginazione.
50. Non dare mai ordini per ottenere soddisfazione dall’essere ubbidito.
51. Paga per i servizi eseguiti per te.
52. Non fare proseliti del tuo lavoro o delle tue idee.
53. Non tentare di far provare agli altri nei tuoi confronti emozioni come pietà, ammirazione, compassione o complicità.
54. Non tentare di distinguerti con la tua apparenza.
55. Non contraddire; piuttosto, resta in silenzio.
56. Non contrarre debiti; acquista e paga immediatamente.
57. Se offendi qualcuno, chiedi il suo perdono; se hai offeso qualcuno pubblicamente, scusati pubblicamente.
58. Quando realizzi di aver detto qualcosa di sbagliato, non persistere nell’errore per orgoglio; piuttosto, ritratta immediatamente.
59. Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse.
60. Non tenere oggetti inutili.
61. Non adornare te stesso con idee esotiche.
62. Non tenere le tue fotografie con persone famose.
63. Non giustificarti con nessuno e tieni per te le tue opinioni.
64. Non definire te stesso in base a ciò che possiedi.
65. Non parlare a te stesso senza considerare che potresti cambiare.
66. Accetta che niente ti appartiene.
67. Quando qualcuno chiede la tua opinione circa qualcosa o qualcuno, parla solo delle sue qualità.
68. Quando ti ammali, considera la tua malattia come il tuo maestro, non come qualcosa da odiare.
69. Osserva direttamente e non nasconderti.
70. Non dimenticare i morti cari, ma concedi loro uno spazio limitato e non permettergli di invadere la tua vita.
71. Ovunque tu viva, trova sempre uno spazio da dedicare al sacro.
72. Quando offri un servizio, rendi il tuo sforzo poco appariscente.
73. Se decidi di lavorare per aiutare gli altri, fallo con piacere.
74. Se stai esitando tra il fare e il non fare, corri il rischio del fare.
75. Non tentare di essere tutto per il tuo sposo/la tua sposa; accetta che ci siano cose che non puoi dargli/darle ma che altre persone possono.
76. Quando qualcuno sta parlando ad un pubblico interessato, non contraddire quella persona e non rubare il suo pubblico.
77. Vivi dei soldi che hai guadagnato.
78. Non vantarti mai delle avventure amorose.
79. Non glorificare mai la tua debolezza.
80. Non fare visita a qualcuno solo per passare il tempo.
81. Ottieni cose per poi condividerle.
82. Se stai meditando e il diavolo appare, fai meditare anche il diavolo.


Alejandro_Jodorowsky wikipedia

I 10 comandamenti di Osho

“Io sono contrario a ogni sorta di comandamenti tuttavia, tanto per divertirci però, eccoti un elenco”. Tratto da “Una tazza di té”.
“Love.
Mi chiedi quali sono i miei dieci comandamenti.
Chiedi qualcosa di molto complesso perché io sono contrario a ogni sorta di comandamenti.
Tuttavia, tanto per divertirci, ho fatto questo elenco:
1. Non ubbidire ad alcun ordine all’infuori di quello interiore.
2. L’unico Dio è la vita stessa.
3. La verità è dentro di te, non cercarla altrove.
4. L’amore è preghiera.
5. Il vuoto è la soglia della verità: è il mezzo, il fine e la realizzazione.
6. La vita è qui e ora.
7. Vivi totalmente desto.
8. Non nuotare, galleggia.
9. Muori a ogni istante, così da essere rinnovato a ogni istante.
10. Smetti di cercare. Ciò che è, è: fermati e guarda.”
Osho
dieci comandamenti



ecco  La  FINE ...!