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Visualizzazione post con etichetta Dietrich Bonhoeffer. Mostra tutti i post
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venerdì 29 luglio 2016

Ho ascoltato il Silenzio


Chi non sa ascoltare il proprio fratello non saprà neppure ascoltare Dio, sarà sempre lui a parlare, anche con il Signore.
Dietrich Bonhoeffer

Oggi fa' ardere calde e chiare le candele che hai trasportato tu alla nostra oscurità;conducici, se si può, di nuovo insieme.E' ciò che noi sappiamo: arde di notte la luce tua.Quando su di noi discende il silenzio profondo oh, lascia che udiamo quel timbro pieno del mondo, che invisibile si estende intorno a noi di tutti i figli tuoi canto alto di lode. "Da forze buone, miracolosamente accolti, qualunque cosa accada, attendiamo confidenti.Dio è con noi alla sera e al mattino e, stanne certa, in ogni nuovo giorno." 
Pastore luterano.+ Dietrich Bonhoeffer.


 Dietrich Bonhoeffer così esprimeva le motivazioni del silenzio raccomandato a ogni cristiano che voglia crescere nella vita spirituale: 

«Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola. Facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola, e facciamo silenzio prima di coricarci perché l'ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola». E Ildegarda di Bingen diceva: «Dio ci dà volentieri appuntamento nella casa del silenzio».


                                                                 romena.it

Ho ascoltato il Silenzio 

chiunque tu sia

“Vieni, vieni chiunque tu sia,
sognatore, devoto, vagabondo
poco importa.
La nostra non è
una carovana di disperazione.
Vieni,
anche se hai infranto i tuoi voti mille volte.
Vieni, vieni,
nonostante tutto vieni”

Giala’l Ad-din Rumi

http://hoascoltatoilsilenzio.blogspot.it/?m=1

sabato 12 dicembre 2015

Il Natale è una verità

Originally posted on leggoerifletto

da: "Un Natale vero?" - card. Giacomo Biffi

"Il Natale è una verità:
la verità di Dio che sorprendentemente ci ama 
ed è venuto a farsi uno di noi. 
Dio ormai non ci lascia più; 
non siamo più soli: i compagni, gli amici, i parenti 
ci possono abbandonare.
Ma il Dio che ha tanto amato il mondo 
da dare il suo unico Figlio, 
unito personalmente per sempre alla nostra natura 
di creature fragili e dolenti, 
non ci abbandonerà mai alle nostre tristezze, 
alla nostra inquietudine, 
al nostro peccato. 
Non è una fiaba, è una notizia, 
cioè l'informazione su un fatto avvenuto; 
non è un bel sogno, 
è una realtà ancora più bella 
di ciò che desidereremmo sognare. 
Nessun uomo ormai può sfuggire al suo Creatore, 
che lo insegue, 
lo vuol raggiungere e legare a sè. 
Non possiamo sfuggirgli, 
perché il suo amore corre più veloce di noi."



- Cardinale Giacomo Biffi - 
da: "Un Natale Vero?", Edizioni Studio Domenicano

Giotto -Natività, particolare- Cappella degli Scrovegni, Padova

«Cristo nella mangiatoia [...]. Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro [...]. Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì Egli dice “salvato”; dove gli uomini dicono “no”, lì Egli dice “sì”. 
Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì Egli posa il suo sguardo pieno di amore ardente incomparabile. 
Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”. 
Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima, lì 
Egli vuole irrompere nella nostra vita, lì ci fa sentire il Suo approssimarsi, affinché comprendiamo il miracolo del Suo amore, della Sua vicinanza e della Sua grazia».


- Dietrich Bonhoeffer -





Dal Natale nasce una famiglia. È la festa di oggi: la famiglia di Gesù, santa perché Sua. Non si diventa familiari di Dio per diritto; non è un’eredità; non è mai un possesso. È la famiglia di coloro che lo hanno accolto nella fede, che da lui ricevono il potere di diventare figli di Dio.
È una famiglia larga, di uomini e donne veri, di fratelli più piccoli di Gesù, di peccatori perdonati, di uomini qualsiasi chiamati a seguirlo. È quella discendenza enorme che compone il cielo stellato promesso ad Abramo.
La liturgia ci presenta la Santa Famiglia di Nazareth. Cosa vuole insegnarci? Che il bambino Gesù ne è il centro, il cuore, il motivo dell’amore. Come dire che senza Gesù, e senza averlo preso con sé, non ci sarebbe stata quella famiglia, si sarebbe rotta al suo nascere.
Prendiamo Gesù con noi e saremo salvi. Prendiamo Gesù con noi e sapremo vivere assieme, in famiglia e con gli altri. Accogliamo la parola dell’Angelo, il Vangelo, e sapremo percorrere le vie della vita, sapremo evitare i pericoli, e comunque trovare il nostro Egitto, il nostro rifugio, anche se ci costa.

- Papa Benedetto XVI - 


























Buona giornata a tutti. :-)

leggoerifletto

martedì 24 novembre 2015

Senso di qualità

Dietrich Bonhoeffer : Senso di qualità

by sgolisch
Dietrich Bonhoeffer
Dietrich Bonhoeffer
Se non troviamo il coraggio di ritrovare un autentico senso per le distanze umane e quindi la forza di lottare personalmente per esse, ci perdiamo nell’anarchia dei valori umani. La sfacciataggine la cui origine è la mancanza di rispetto delle distanze umane, è la caratteristica della gente volgare. L’insicurezza interiore, il mercanteggiare e il mendicare per la benevolenza degli sfacciati, cioè l’adeguarsi alle persone volgari può portare soltanto alla propria ‘volgarizzazione’. Quando si dimentica ciò che si deve a se stessi e ciò che si deve agli altri, quando la sensibilità per le qualità umane e la capacità di tenere le distanze si spegne, il caos è vicino. Laddove nel nome della comodità materiale si accetta di farsi sfiorare dalla sfacciataggine, permettendo al caos di rompere l’argine, si è ormai rinunciato a se stessi e quindi si è diventati colpevoli nei confronti di tutta la comunità. In altre epoche è stato il compito del cristianesimo testimoniare l’uguaglianza degli uomini; il compito del cristianesimo oggi è quello di difendere appassionatamente il rispetto per le distanze umane e lottare per le qualità umane. E’ necessario mettere in conto il fraintendimento dell’egoismo e il sospetto che questo atteggiamento sia dovuto a uno spirito asociale. Questi sono sempre gli stessi rimproveri delle persone volgari contro l’ordine. Chi cede su questo punto, non comprende di che cosa si tratta e, probabilmente, i rimproveri sono giustificati. Tutte le classi sociali sono entrate in un processo di volgarizzazione, al contempo però assistiamo alla nascita di una nuova nobiltà dello spirito che unisce un cerchia di uomini provenienti da tutte le classi sociali.   
 LA POESIA E LO SPIRITO

martedì 7 aprile 2015

Il cristiano che sfidò Hitler




BONHOEFFER 9 aprile 1945-2015.
di Marco Roncalli

«Ditegli che questa è la fine per me, ma anche l’inizio. Insieme a lui credo nel principio della nostra fratellanza universale cristiana che si eleva al di sopra di ogni interesse nazionale e credo che la nostra vittoria è certa...». Così Dietrich Bonhoeffer, l’8 aprile 1945, – giorno prima della sua impiccagione – nel messaggio affidato a un compagno di prigionia e destinato all’amico George Bell, vescovo anglicano di Chichester, conosciuto nel 1933. Era un saluto sprigionatosi di domenica, dal cuore di un uomo libero, calato nel mondo e nella signoria di Gesù Cristo, un cristiano consapevole di un destino di eternità. 

Era una domenica quando le pronunciò e Bonhoeffer era in viaggio verso il lager di Flossenbürg. L’indomani dopo l’alba fu subito giustiziato: nato a Breslavia, nel 1906, non aveva neanche quarant’anni. Ci fu anche un testimone oculare che raccontò quelle ultime sequenze di vita, settant’anni fa. Era il medico del campo. Uno che di lui non sapeva niente. E che ha lasciato scritto altre parole capaci di commuoverci: «Attraverso la porta semiaperta in una stanza delle baracche vidi il Pastore Bonhoeffer, prima di levarsi la sua divisa carceraria, inginocchiarsi sul pavimento per pregare Dio con fervore. Fui profondamente toccato dal modo in cui questo uomo amabile pregava, così devoto e sicuro che Dio udisse la sua preghiera». E ancora: «Sul posto dell’esecuzione, disse un’altra breve preghiera e quindi salì gli scalini verso il patibolo, coraggioso e composto. La sua morte seguì dopo pochi secondi. Nei quasi cinquant’anni di professione medica, non ho mai visto un uomo morire così totalmente sottomesso alla volontà di Dio».
Bonhoeffer, «teologo, cristiano, contemporaneo», per usare la sintesi del suo biografo Eberhard Berthge, certamente è stato uno dei rari uomini di Chiesa che – senza dimenticare una fugace simpatia nel 1920 per il nazionalismo che fu presto in grado di spazzare via–, ben presto scese direttamente nell’agone politico e nella resistenza al Male hitleriano. Bonhoeffer, però, è stato l’uomo che, soprattutto, ha motivato con il suo essere cristiano quelle sue scelte. Come aveva scritto nel 1934 a Valdemar Ammundsen, il vescovo danese direttore del Weltbund für internationale Freundschaftsarbeit der Kirchen (la Federazione mondiale per la promozione dell’amicizia internazionale fra le Chiese): «Qui, anche proprio nella nostra posizione verso lo Stato, si deve parlare in modo del tutto franco, per amore di Gesù Cristo e della causa ecumenica. Dev’essere chiaro – per quanto terribile sia – che di fronte a noi sta questa decisione: o nazionalsocialisti oppure cristiani». 
Da quella data alla morte sarebbero passati per Dietrich altri dodici anni costellati di scritti densi (molti quali resi pubblici solo recentemente), che rendono conto del suo impegno nel Kirchenkampf, nella lotta fra la Chiesa confessante antinazista e la Chiesa dei Deutsche Christen (i cristiano-tedeschi sostenitori del nazionalsocialismo), ma che pure offrono uno spaccato storico- politico e le direttrici di un dibattito teologico- culturale ben oltre la sua figura . Un periodo fitto di lettere, specie dall’inizio degli anni Quaranta, a testimoniare una vasta rete di interlocutori e di conoscenze, ma anche un’ampia irradiazione di pensiero sulla premessa di una profonda riflessione esistenziale. 
Ben documentata, ad esempio, nella silloge arrivata in libreria a cura di Alberto (Scritti scelti 1933-1945, Queriniana, pagine 920, euro 93) dedicata proprio all’“ultimo Bonhoeffer”, lavoro che conclude la serie dei dieci volumi delle Opere meritoriamente edita da Queriniana. Dove trovano spazio tanti elementi del suo impegno. La questione ecumenica, che assorbì Bonhoeffer sia sul piano del dialogo fra le Chiese sia su quello dell’elaborazione teologica. L’approfondimento biblico, centrale, dal periodo nel seminario clandestino di Finkenwalde a quello – diciotto mesi sino all’ottobre ’44 – nel carcere berlinese di Tegel, prima di essere internato a Buchenwald. E, ancora, la riflessione sull’etica sempre più urgente (con la scelta personale della cospirazione) e la questione della sequela di Cristo in una condizione storica intrisa di violenza. Oppure la riflessione sul significato di una fede personale declinata nel mondo divenuto adulto che ha eliminato l’ipotesi del «Dio tappabuchi». 
Pagine e pagine innervate da una fede spesa a dare concretezza alla Parola dentro la storia, a servire la verità che «rimane pur sempre il servizio più grande che si possa tributare all’amore nella comunità di Cristo». Quanto basta per spiegare il pastore teologo del confronto con la modernità, della fedeltà alla terra, dell’obbedienza al Vangelo, della caritasancorata alla trascendenza, che si fa cospiratore, convinto che la Rivelazione comporta più una fede che una religione, e comunque esige una responsabilità personale nel farsi carico dei destini di ogni persona. Se necessario assumendo la Croce. Per gli altri. Per amore.

giovedì 26 febbraio 2015

"FILM"

segnideitempi.blogspot.it


IL FILM DELLA SETTIMANA: 





FILM DA NON PERDERE





[L]








ULTIMI FILM INSERITI


IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI CRISTO RE

October baby Un film da vedere, assolutamente


Uomini di Dio. Il film e la documentazione









I SANTI

Gigi Proietti è San Filippo Neri


San Francesco di Assisi


San Francesco. I film, i documentari




Santa Teresa di Lisieux







Sant'Agostino


Bakhita

Santa Faustina Kowalska

San Francesco di Paola













Uomini di Dio. Il martirio dei monaci in Algeria



Il bicentenario di Don Bosco
San Giovanni Bosco. I film, i documentari

In preparazione all’ostensione della Sindone

Due film molto belli sulle apparizioni della Vergine Maria. E molto altro (film, documentari e documenti)

Lourdes



Relazioni in famiglia





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Il grande silenzio (film 2005)







Risultato di metri e metri di pellicola girati dal regista durante i suoi quattro mesi di permanenza presso il monastero della Grande Chartreuse, sulle Alpi francesi (circa a 30 Km da Grenoble), Il grande silenzio è un’opera trasversale nel panorama del cinema contemporaneo occidentale. Si tratta di uno dei pochi casi in cui l’occhio del regista e quello dello spettatore registrano le stesse sensazioni, hanno gli stessi dubbi, cercano le stesse vie di fuga; non è semplice rimanere seduti per quasi tre ore ad ascoltare il silenzio, e per di più al buio, eppure l’attenzione cede al fascino dell’immagine e si lascia condurre lungo i corridoi del monastero a seguire la quotidianità dei padri.

Quello di Gröning non è però uno sguardo invasivo e nulla ha a che vedere con la dimensione voyueristica che di recente ha stravolto i palinsesti televisivi dei cinque continenti.
Un film fisico che ridefinisce i concetti di spazio e tempo, tramutando la visione in un’esperienza non solo emotiva, ma anche percettiva. Bellissima la fotografia naturale, curata dallo stesso regista.
ildocumentario.it 



Home

ww1.1b1s.org/it

Menù Films

Di seguito si riportano link a film da poter vedere da soli o in compagnia, in famiglia o tra amici. Vi auguriamo una buona visione a tutti.


Selezionare il Film che si vuole vedere: 



2) - Sant'Antonio di Padova 

3) - Don Bosco

12) - San Paolo


FONTE:ww1.1b1s.org/it


N.B.: i video non risiedono nel server di 1b1s.org. Tutti i video sono tratti da youtube.com ed in quanto tali possono subire rallentamenti o rimozioni da parte del portale youtube.com

 - See more at:


Video

La Sindone 

Concerto a Betlemme

La sofferenza degli innocenti


Un grido di sofferenza espresso in musica… Per la prima volta in Palestina, a Betlemme, e’ stata eseguita la sinfonia dedicata alla Sofferenza degli Innocenti e composta da Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale. 28/12/2011




Universitari romani ad Assisi 2011 – Don Fabio Rosini:
 “Il tuo volto, Signore, io cerco”


promemoria: 

 celluloidportraits.com 

esempio


Titolo in italiano: La casa sul lago del tempo
Titolo in lingua originale: The Lake House

IL TEMPO NELLE VESTI DEL TERZO PROTAGONISTA

"Mi piace vedere come si sviluppa una storia, come con questi due personaggi. Mi piace anche che la storia giochi con il tempo e con i due innamorati che non possono incontrarsi. All'inizio loro pensano che sia un gioco lasciarsi le lettere. Ma quello che sembra illogico inizia ad avere una sua logica... Ogni ripresa era preparata era preparata con un obiettivo e tutto, da un mobile a un oggetto d'arte nell'angolo di ripresa, era legato direttamente a qualcosa o era un simbolo, così Kate (Bullock) e Alex (Reeves) erano sempre in contatto, che ne fossero consapevoli o no. Anche se non erano nella stessa stanza, un gesto o un movimento di Kate si riflettevano sul mondo di Alex e viceversa".
Il regista Alejandro Agresti
(The Lake House, USA 2006; drammatico; 99'; Produz.: Warner Bros/Village Roadshow Pictures/Vertigo Entertainment; Distribuz.: Warner Bros. Pictures Italia)


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