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venerdì 14 ottobre 2016

Annotazioni 1988 - 2014 ( nn. 31 - 40 )

Kiko Arguello: Annotazioni nn. 31 - 40

ANNOTAZIONI 1988 - 2014


31. Salmo
........................

32. Quando ti perseguiteranno, figlio mio, ricorda che è meglio essere perseguitati che perseguitare. Quando ti umilieranno, ricorda che è meglio essere umiliato che umiliare. E rallegrati! (29).

33. Il principio della conversione è considerarsi peccatori.

34. Se in ogni momento cercherai di fare la volontà di Dio, sarai felice, tutto ti riuscirà bene (30)

35. La volontà di Dio è che tu sia santo (31). La volontà di Dio è santa. Dio è santo (32).

36. Signore, Tu sei nella mia storia. "Io Sono Colui che Sono" (Colui che sarà, Colui che starà...) (33). Tu sei Colui che sta. Quanti prodigi, quanto amore, quante prove in cui Tu sei apparso e hai agito salvando. La perfezione della storia... La profezia della Parola compiuta: come è scritto, così accade. La tua Parola fa la storia, la salva, e in essa noi apparteniamo a Te.

37. Ogni Parola che ho letto nella Scrittura la ho vista realizzarsi. Per questo la Scrittura è fonte di fede e di speranza.

38. Scrutare le Scritture significa conoscere il tuo amore e la mia storia.

39. Nel tuo libro di me è scritto che io compia, Signore, la tua volontà. Eccomi! (34)

40. Dobbiamo accettare il fatto che Cristo è il Servo di Jahvè, il Servo sofferente che porta su di sè i peccati dell'umanità (35). La Chiesa, che lo ha incontrato resuscitato, lo dà al mondo attraverso la stoltezza della predicazione (36): Costui, che per un poco di tempo vediamo coperto di ignominia, tornerà come il "Figlio dell'Uomo" sulle nubi del cielo con potere e gloria grande (37). 
Portiamo la sua debolezza e la sua ignominia, completando nel nostro corpo quello che manca alla sua passione in questa generazione (38). Cacciamo via la tentazione del potere,  perchè è la debolezza di Dio quella che ci converte, quella che salva il mondo. Noi predichiamo Cristo e questi crocifisso (39). Mentre gli uomini si divorano l'un l'altro e uccidono... La Chiesa porta i peccati con Cristo sulla croce, non li distrugge con la spada. Anche se a volte la tentazione totalitaria è molto forte, è sempre una menzogna, è sempre una tentazione. Cristo è morto senza armi sopra una croce, senza giudicare, perdonando. Quelli che hanno ricevuto del suo Spirito fanno sempre questa stessa cosa. Non lasciamoci ingannare.

***

(29): Cfr. Mt. 5, 11-12
(30): Cfr. Sal. 1, 3
(31): Cfr. 1Ts. 4,3
(32): Cfr. Lv.19, 2
(33): Cfr. Es. 3, 14
(34): Cfr. Sal. 40, 7-8; eb. 10,7
(35): Cfr. Is. 53, 4
(36): Cfr. 1Cor. 1, 18
(37): Cfr. Mt. 24, 30
(38): Cfr. Col. 1, 24
(39): Cfr. 1Cor. 1, 23; 2,2.

Traduzione dall'originale spagnolo di Vito Valente P.bro

mercoledì 12 ottobre 2016

Annotazioni 1988 - 2114 n.11-20

Kiko Arguello: Annotazioni nn.11-20






 Kiko Argüello





11. Che cosa ci attira tanto nella natura? La sua perfezione? La sua forza? La sua bellezza? La sua immobilità? La sua umiltà e la sua obbedienza: aneliamo ad esse perchè non le abbiamo. L'umiltà e l'obbedienza della natura ci parlano di Dio.

12. Ricorda, figlio mio, che prima di tutto e sopra tutto hai bisogno di umiltà, poichè questa sconfigge l'avversario e distrugge tutto quello che proviene dal nemico.

13. Nella tua relazione con gli altri non si allontani mai dalla tua bocca il chiedere perdono. Questo allontana l'insidia del demonio.

14. Ricorda, tu che ti stai preparando ad essere presbitero della Santa Chiesa di Dio, che sarai ministro di un nuovo culto, di una nuova alleanza, di un nuovo santuario purificato con il sangue di Dio stesso. Cristo conferma, sigilla, benedice e rende presente questa nuova realtà attraverso di te. Lui vive in te e per te. Lui ha già santificato, insegnato, guarito; tu lo dai gratis, lo amministri oggi, facendo sì che tutti lodino Cristo.
Cristo non ti dà un potere di tipo umano, ma la capacità di rendere un servizio, il suo servizio. Questo servizio è fondamentalmente sacramentale. Cristo agisce e vive nella storia attraverso di te e di tutta la Chiesa. Tu stai alla Chiesa come il capo al corpo: la testa sola senza il corpo non può esitere; non esiste nè ha senso. Tu ti trovi sopra il corpo, è il corpo che ti sostiene, che ti fa vivere. Cammina sempre con il tuo corpo: non sei solo.
Tu significhi, rendi presente, "crei" la nuova realtà escatologica in cui si trova Cristo risorto.

15. "Se vuoi essere perfetto, và, vendi i tuoi beni, poi vieni e seguimi" (1).

16. Ricorda, figlio mio, che la unica felicità in questo mondo è amare Dio; il resto è vanità.

17. Amarti, Signore mio, è la autentica felicità.

18. Che dolore la vita e i miei peccati, senza di Te! E la bellezza Tua e del Tuo Amore, e camminare verso la morte... verso di Te.

19. "Il Signore disse: "Ho sete". E Gli diedero da bere aceto" (2). Il Suo sangue scorreva perchè i nostri peccati fossero perdonati e la Sua sete cresceva. Il nostro bisogno di amore, sete di amore... "Dammi da bere"(3), disse Gesù alla donna samaritana. "Potete bere il calice che io devo bere...?(4)". E dice il salmo: "Quando avevo sete mi hanno dato da bere aceto"(5). "Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.  E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò" (6). "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati" (7).  "O voi tutti assetati venite all'acqua, 


chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte" (8).  "La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola. Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato"(9). 


Gesù mio, hai sete del mio amore. Se smetto di peccare sazio la tua sete. I miei peccati  ti fanno versare sangue; ed io come la emorroissa (10). E ti fanno venire sete, una sete atroce. Che io smetta di versare il Tuo sangue. Che possa saziare la Tua sete. Che possa amarti.

20. Mi impressiona la mia totale debolezza. Signore Gesù, abbi pietà di me! Non abbandonarmi. Sono un miserabile e Tu mi ricolmi della tua grazia, della tua tenerezza, del tuo amore e della tua misericordia. Seguire le tue orme. Di grazia in grazia, di regalo in regalo, di sorpresa in sorpresa, e il tuo amore, meraviglioso, ed io... ingrato, peccatore. Aiutami Tu, Signore!


***



(1): Cfr. Mt. 19,21.
(2): Cfr. Gv. 19,28-29.
(3): Gv. 4, 7
(4): Mt. 20,22
(5): Sal. 69, 21
(6): Gv. 19, 29-30.
(7): Mt. 5, 6.
(8): Is. 55,1
(9): Pr. 9. 1-2.5
(10): Cfr. Mc. 5, 25-34

Traduzione dall'originale spagnolo di Vito Valente P.bro

***

Autore: Kiko Arguello
Editore: Cantagalli
Data di pubblicazione: In uscita
Codice: 9788868794330

Prezzo: 20 euro


ANNOTAZIONI 1988 - 2014
Descrizione di "ANNOTAZIONI 1988 - 2014" 
Il libro è composto da 506 riflessioni (annotazioni) su temi vari. Esse si possono suddividere in:
Pensieri edificanti, diario intimo, note storiche, alcune poesie. L’ordine di itali pensieri è cronologico dal 1988 al 2014. Le riflessioni sono annotazioni che Kiko ha fatto sul suo diario. Particolarmente interessante è il Diario intimo dal quale emerge la personalità dell’autore e la grande umanità dello stesso. Kiko non è un uomo diverso dagli altri, pur essendo l’iniziatore insieme a Carmen Hernández di una delle realtà ecclesiali più importanti nella Storia della Chiesa, esso è soggetto alle contraddizioni e agli slanci propri della natura umana. La Sua fede è segno di comunione con il divino e causa di sofferenze, di dolori e grandi gioie. In alcuni parti il libro è commovente raccontando in presa diretta, attraverso i pensieri e le sensazioni dell’autore, la storia vera di un uomo che ha ricevuto la grazia di parlare con Dio. Un Dio padre che lo accoglie e lo tratta come un figlio; Un figlio che a volte disobbedisce e altre lo abbraccia. Sembra di essere realmente presenti nella scena dipinta da Rembrandt nel Figliol Prodigo, di sentire quegli odori, di vedere le lacrime del Padre e del figlio, di ascoltare le loro parole. Una storia di amore ed di odio di fedeltà e di tradimento, di gioia e di dolore. Un mosaico variegato composto da una miriade di tessere colorate che danno al lettore una immagine definita, quella di una grande bellezza e di una vera umanità, di una grande letizia e di una grande sofferenza, di una natura umana perennemente in bilico tra la grazia e il peccato.
Il libro può essere letto senza continuità. Esso può essere aperto a caso ed offrire in una sola pagina o in una riflessione una chiave di lettura della vita o dei problemi esistenziali, offrendo a volte una soluzione che sembra impossibile o inesistente.
Queste riflessioni sono il frutto di un uomo qualunque con i suoi problemi, dubbi, speranze, gioie e dolori. Un uomo normale che ha compiuto nella sua vita opere impossibili e straordinarie. La vita dei santi è la vita di uomini e donne normali pregni dell’amore di Cristo, sempre più somiglianti alla bellezza del Suo volto.




By Kairos


venerdì 6 settembre 2013

Il "silenzio" per mettere Dio al primo posto ...Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.

Silenzio per dare a Dio il primo posto
Educarsi alla vita interiore. Il silenzio può fare paura, eppure è un compagno discreto a cui attingere per trovare le risposte che spesso cerchiamo negli avvenimenti della vita. Il silenzio non è soltanto assenza di parola ma spazio interiore per accogliere il Verbo della Vita. Dal silenzio, come da terra fertile, fioriscono tutte le virtù.




In una civiltà come la nostra, spesso chiamata "civiltà della comunicazione", ma che di fatto rischia di diventare una "babele", una società della confusione, non è facile creare spazi di silenzio. Si vive immersi nell'inflazione della parola, e quando le parole si moltiplicano, diventano facilmente superficiali; e rendono pure incapaci di ascolto.
 Il silenzio può fare paura, eppure è un compagno discreto a cui attingere per trovare le risposte che spesso cerchiamo negli avvenimenti della vita.

          È necessario il silenzio perché il lavoro diventi missione, le preoccupazioni e le difficoltà diventino paziente attesa, la fatica diventi passione. Ogni costruzione umana significativa ha bisogno di tempo e di silenzio. Il silenzio permette di recuperare noi stessi e di crescere in umanità. È bello il silenzio quando lo si vive come spazio abitato. Il silenzio infatti porta alla scoperta della presenza di Dio in noi, mette le basi della preghiera: «Può pregare con sincerità - insegnava Gandhi - solo colui che è convinto di avere Dio dentro di sé». Il silenzio educa e rafforza nella vigilanza, che è attenzione al vissuto fin nei dettagli, capaci di rivelare la novità che si nasconde persino nella monotonia, nel quotidiano mai banale anche se spesso è banalizzato dalla poca attenzione e da una diffusa superficialità.


          «Nel silenzio è insito un meraviglioso potere di osservazione, di chiarificazione, di concentrazione sulle cose essenziali» (D. Bonhoeffer). 

          In una sua preghiera, Etty Hillesum scrive: «Tutto avviene secondo un ritmo più profondo … che si dovrebbe insegnare ad ascoltare: è la cosa più importante che si può imparare in questa vita. Il silenzio può così essere strada che conduce alla profondità. Ecco perché le grandi donne e i grandi uomini dello spirito hanno amato e vissuto il silenzio».

Silenzio, ascolto, preghiera   
       Una donna del nostro tempo, che ama e vive il silenzio, è madre Anna Maria Canopi, abbadessa e fondatrice dell'abbazia Mater Ecclesiæ sull'isola San Giulio (Orta, Novara).
 Il suo ottantesimo compleanno è stato un'occasione per la sua comunità per raccogliere in un libro , parte delle sue tante riflessioni donate alle numerose persone approdate al monastero, col desiderio di ascoltare "una parola", di ritrovare il silenzio, e con il silenzio se stessi. «Ogni persona che giunge all'abbazia, si trova accolta, tenuta per mano, ascoltata nella sua unicità da un cuore capace di quell'amore gratuito e personale che può nascere soltanto da lunghe ore di silenzio, di adorazione e di preghiera. Solo chi sa essere discepolo del Signore può infatti diventare evangelicamente maestro, nel suo divenire trasparenza dell'unico Maestro».

          È un cammino graduale e paziente di educazione della mente e del cuore, è espressione della bontà del cuore, è dono. Il silenzio è anche frutto di quell'esercizio ascetico che permette di dominare la propria istintività e rende capaci di tacere e parlare al momento opportuno e in modo giusto.          «Per educarci al silenzio - scrive la Canopi - è necessario cominciare a tacere, a disciplinare la lingua, ma non basta, perché fare silenzio non è soltanto non parlare. Dobbiamo riempirci del silenzio che coincide con il Verbo di Dio, Verbo silente, e poi parlare attingendo da quella sorgente; allora le parole sono calme, sono essenziali, sono buone, sono vere, sono belle, sono creatrici. Le parole che scaturiscono dal silenzio, cioè da Dio, partecipano della stessa creatività di Dio, sono feconde di vita» .
          La vita interiore richiede l'uso della ragione e della volontà, ha bisogno di discernimento e di azione, tuttavia al centro dello spirito sta qualcosa di semplice e radicale da cui dipende l'educabilità vera ed efficace del cuore: silenzio, ascolto, preghiera. Non sono solo atti tipici della vita religiosa e monastica, ma primi e fondamentali passi dell'esperienza umana come tale. Per parlare con libertà e coscienza, bisogna sapersi educare al silenzio, inteso come una predisposizione all'ascolto profondo di se stessi, del prossimo e di Dio.
        
  Dietrich Bonhoeffer così esprimeva le motivazioni del silenzio raccomandato a ogni cristiano che voglia crescere nella vita spirituale: 
«Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola. Facciamo silenzio dopo l'ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto, perché Dio deve avere la prima Parola, e facciamo silenzio prima di coricarci perché l'ultima Parola appartiene a Dio. Facciamo silenzio solo per amore della Parola». E Ildegarda di Bingen diceva: «Dio ci dà volentieri appuntamento nella casa del silenzio».

Espressione del primato di Dio          Il silenzio non è soltanto assenza di parola - anche se esige una limitazione nell'uso della parola - ma spazio interiore per accogliere il Verbo della Vita.
«In sostanza, - scrive ancora la Canopi - il silenzio è un'espressione concreta del primato accordato a Dio. Se davvero diamo a Dio il primo posto, se a lui consacriamo le primizie del nostro cuore, a lui rivolgiamo i nostri desideri e lo mettiamo al di sopra di tutte le nostre attese, allora certamente cercheremo di far tacere tutti gli altri rumori, per poter percepire il "mormorio leggero" della sua presenza, per lasciar risuonare in noi solo la sua Parola, che è lui stesso.
          Il silenzio sta alla base dell'educazione dell'uomo. Dal silenzio, come da terra fertile, fioriscono tutte le virtù; senza il silenzio anche le virtù già acquisite diventano scadenti, perdono la loro specifica bellezza, la loro lucentezza e profondità. Non è facile quando si è sempre immersi in ambienti rumorosi e superficiali custodire il raccoglimento ed essere testimoni della Parola che non passa, della purezza del cuore, della vera bellezza della vita. Eppure tale testimonianza è oggi quanto mai urgente".
          Tutti, soprattutto oggi, abbiamo bisogno del silenzio! È dal silenzio che può nascere una parola acuta, penetrante, comunicativa, sensata. Dio preferisce il silenzio, parla all'uomo se sa mettersi in ascolto. Il silenzio è indispensabile! È nel silenzio che s'impara a stare con la gente in modo diverso, a parlare alla gente in modo diverso, a gioire con la gente in modo diverso. Si diventa più lieti e più profondi nello stesso tempo.
          «Più passa il tempo - diceva Gandhi - e più mi accorgo che non riesco ad essere felice senza silenzio, senza preghiera... La preghiera mi ha salvato la vita. Senza di essa sarei pazzo da molto tempo».

Rivestirsi di silenzio 

         Ancora madre Canopi sottolinea quanto sia importante «per la vita spirituale, all'inizio della giornata, attingere da Cristo forza, amore, pace, nutrirsi di lui, ricolmarsi di lui. Un cristiano - tanto più se consacrato - dovrebbe sempre essere riconoscibile per una "qualità" diversa di essere: qualunque cosa faccia, dovrebbe lasciar trasparire la sua relazione profonda con il Signore. Qualcosa di divino dovrebbe irradiarsi dal suo modo di essere, di agire, di pensare, al punto da costituire nel mondo un segno del trascendente e un docile strumento nelle mani del Signore per educare gli altri alla purezza, alla finezza spirituale, alla delicatezza dei sentimenti».
Siamo in un'epoca dove si parla facilmente in modo volgare, ma tale modo di esprimersi dimostra che non c'è cuore puro, che manca il gusto della vera bellezza. Un cuore non educato al vero, al buono, al bello, vale a dire alla santità, è un cuore non ancora evangelizzato e perciò incapace di evangelizzare.
          «La Vergine Maria può esserci anche in questo di modello e di aiuto. In lei, concepita senza peccato, tutto è sempre stato compostezza, silenzio e pace. È la bellezza pura e santa che, come terra umile e tutta aperta alla fecondazione della grazia, genera il Verbo. Ella è insieme la Vergine del silenzio e dell'ascolto, la Madre del Verbo e la Madre del bell'Amore, la Regina della Pace. Guardando a lei, ognuno può chiedersi come, nella propria situazione, possa fare qualcosa di più per coltivare il silenzio e per aiutare gli altri a scoprirne la bellezza».

Silenzio e Parola

           Per stare alla presenza di Dio, in ascolto della sua Parola, bisogna innanzitutto mettersi in stato di silenzio. «Taccia, davanti a lui, tutta la terra» esclama il profeta Abacuc (2,20). Taccia tutta la terra, tacciano tutti gli uomini, tacciano tutte le creature, tacciano i nostri cuori, i nostri pensieri... per ascoltare il Signore che è Parola di amore e suscita sempre "cose nuove".
          Un analogo invito al silenzio si trova nei Salmi: «Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui» (Sal 37,7). Il silenzio è fonte di speranza, espressione di abbandono fiducioso.
Il profeta Osea ci mostra come il silenzio sia fondamentale perché sia vera la relazione con Dio. Israele ha violato l'alleanza nuziale con il suo Signore, e il Signore, vuole portarlo a conversione, vuole risvegliare l'amore genuino degli inizi.
          "Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore» (Os 2,16). La condurrò lontano dalla vita tumultuosa, la condurrò in un luogo di silenzio e là, quando il suo cuore sarà in silenzio, le parlerò ed essa saprà ascoltarmi. Allora le toglierò gli idoli che aveva sulla bocca e nel cuore e farò con lei un'alleanza nuova: Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore" (Os 2,21-22).
          C'è una relazione profonda fra silenzio e purezza di cuore, come pure tra silenzio e carità, tra silenzio e preghiera. Soltanto dove regna il silenzio possono fiorire la Parola, la preghiera e la carità. Solo nel silenzio è possibile far crescere uno spazio interiore per accogliere il Verbo della Vita e trasmetterlo come Parola che dà vita.

(Teologo Borèl) Aprile 2012 - autore: Gellini Anna Maria


PROMEMORIA 

Tre poesie di Dietrich Bonhoeffer

Chi sono? Cristiani e pagani. Luce

Parole di vita

Spiritualità, preghiere, testimonianze...



etty  
«Penso anche alla figura di Etty Hillesum, una giovane olandese di origine ebraica che morirà ad Auschwitz. Inizialmente lontana da Dio, lo scopre guardando in profondità dentro se stessa e scrive: "Un pozzo molto profondo è dentro di me. E Dio c’è in quel pozzo. Talvolta mi riesce di raggiungerlo, più spesso pietra e sabbia lo coprono: allora Dio è sepolto. Bisogna di nuovo che lo dissotterri" (Diario, 97). Nella sua vita dispersa e inquieta, ritrova Dio proprio in mezzo alla grande tragedia del Novecento, la Shoah. Questa giovane fragile e insoddisfatta, trasfigurata dalla fede, si trasforma in una donna piena di amore e di pace interiore, capace di affermare: "Vivo costantemente in intimità con Dio"» (Benedetto XVI, Udienza generale 13 febbraio 2013).
(NB. Dal n. 6 la ricerca è condotta sul DIARIO integrale di Etty Hillesum) 


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...Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.

Agonia - Cesare Pavese

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni
ora è come quel pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.

Cesare Pavese





"Cara Connie, volevo fare l’uomo forte e non scriverti subito, ma a che servirebbe? Sarebbe soltanto una posa. Il pensiero di te e un ricordo o un’idea indegni, brutti, non s’accordano. Ti amo. Cara Connie, di questa parola so tutto il peso -l’orrore e la meraviglia- eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me. […] Amore, il pensiero che quando leggerai questa lettera sarai già a Roma - finito tutto il disagio e la confusione del viaggio-, che vedrai nello specchio il tuo sorriso e riprenderai le tue abitudini, e dormirai da brava, mi commuove.
Sei una cosa più dolce e più terribile, e a pensarci mi tremano i polsi."



- Cesare Pavese -



Io trovo molto bello questo maltrattarci insaziabile [...] siamo una bellissima coppia discorde. 
(dal carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi)



“Passo la giornata come chi ha urtato uno spigolo con la rotula interna del ginocchio: tutta la giornata come quell’istante intollerabile. Il dolore è nel petto, che mi sembra sfondato e ancora avido, pulsante di sangue che fugge e non ritorna, come da un’enorme ferita. Naturalmente, è tutta una fissazione. Dio mio, ma è perché sono solo, e domani avrò una rapida felicità, e poi di nuovo i brividi, la stretta, lo squarcio. Non ho più fisicamente la forza di star solo.” 

Cesare Pavese (Il mestiere di vivere)