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venerdì 19 giugno 2015

Da "L'Ultima Cima" alla Terra di Maria, di Juan Manuel Cotelo.

Da La ultima CIMA...

La Ultima Cima Custom V2 Por Matojin - dvd



alla Terra di Mariadi Juan Manuel Cotelo

da questa sera  Venerdi 19 Giugno

VICENZA, Cinema Primavera

Venerdì 19 Giugno, ore 21:00.
Sabato 20 Giugno, ore 21:00.
Domenica 21 Giugno, ore 21:00.

Terra di Maria Italia

www.facebook.com/TerradiMaria

DOVE VEDERLO IN ITALIA



Scheda Tecnica


http://www.terradimaria.it/


di Juan Manuel Cotelo

ma vi consiglio di vedere anche 


Manifesto dell'Ultima CimaA

L'Ultima Cima



la storia di Don Pablo Domínguez Prieto

     


in un incidente, mentre scendeva dalla cima del Moncayo.
Questa conferenza è stata la miccia scatenante di un film-documentario sulla figura di questo prete:

 "L'ultima cima"




 (qui il trailer in italiano: http://www.youtube.com/watch?v=a35PZo...)


Pablo era conosciuto e amato da un numero incalcolabile di persone,
che hanno lasciato una testimonianza di questo dopo la sua morte.
 
mostra l’impronta profonda che può lasciare 
un buon sacerdote nelle persone che incrocia. 
E provoca una domanda compromettente nello spettatore:
 POTREI VIVERE ANCHE IO COSÌ?

fonte :www.laultimacima.it


...qualche GIORNO PRIMA DI MORIRE!
conferenza del 3 febbraio 2009


La crisi della ragione
Conferenza di Pablo Dominguez sulla Fede e Ragione
 doppiata da Sebastiano Zappalà (sotto i video originali)











altri video originali



Pablo Domínguez... claro, gracioso... religión vs filosofía



La existencia de Dios. Intervención Pablo Domínguez Prieto 1/2
https://www.youtube.com/watch?v=YL5lkn1Xwhg

La existencia de Dios. Intervención Pablo Domínguez Prieto 2/2
https://www.youtube.com/watch?v=vIX24Mvriaw


l'articolo su:

Don Pablo Domínguez. La verità è contagiosa
di Cara Ronza


Quando un incontro è dirompente, non solo è indimenticabile, ma non si può fare a meno di raccontarlo a tutti. Fa esplodere il desiderio di domandare, di approfondire, di conoscerne ancora meglio il protagonista. Un incontro del genere è capitato al regista spagnolo Juan Manuel Cotelo, che il 3 febbraio 2009 partecipò alla conferenza di un giovane filosofo e teologo, don Pablo Domínguez, decano della Facoltà Teologica di San Dámaso, Madrid. «Andai a quella conferenza di malavoglia – racconta Cotelo – però quel prete mi colpì, perché era provocatorio, era ironico, era incisivo. Osava dire che per credere in Dio bisogna usare la testa».Finita la conferenza, lo scambio di qualche parola e l'intenzione di rivederlo. Le cose però andarono diversamente, perché appena 12 giorni dopo Cotelo scoprì attraverso la televisione che don Pablo, quel prete di 42 anni così brillante e convincente, era morto, scendendo con un'amica scalatrice le pendici del Moncayo (2.300 metri s.l.m.) appena conquistato. Per don Pablo quella era la sola cima spagnola che ancora mancava al suo carnet di scalatore esperto e appassionato. L'ultima cima. L'ultima cima è il titolo del docu-film, incalzante e avvincente, forte e pieno di pace (come era don Pablo), che racconta chi era don Pablo Domínguez e che Cotelo ha realizzato fondando una casa di produzionead hoc, la Infinito más uno. In Spagna la pellicola ha avuto una diffusione e un successo quasi virali. Senza alcuna pubblicità, solo con il passaparola, dalle prime 4 sale di Madrid nel giro di 10 giorni è stato proiettato in 80 sale. Dopo due settimane è arrivato in 168 sale di tutta la Spagna, in alcune delle quali è rimasto in cartellone 5 mesi. Da noi questo bel film è arrivato un po' dopo, perché quando la sera del 5 luglio 2010 fu proiettato nel cortile del palazzo arcivescovile di piazza Fontana, a Milano, alcuni esperti decretarono che in Italia sarebbe stato un investimento in perdita, che non avrebbe avuto pubblico. Così, nonostante l'Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) fosse pronta a mettere a disposizione le sue sale, non si trovarono distributori. Ma le cose belle, le cose vere riemergono, tornano sempre. Qualcuno aveva visto il film, qualcun altro ha continuato a parlarne, qualche coraggioso si è coinvolto nell'impresa e il passaparola è ripartito anche in Italia. Dal blog di Costanza Miriano l'appello di un ragazzo di Firenze ha riacceso la curiosità nei confronti di questa pellicola e della storia che racconta, la storia ordinaria di un prete straordinario, perché profondamente umano, profondamente intelligente, profondamente invaso dall'amore di Cristo e quindi capace di guardare con lo stesso amore chiunque incontrava, di gustare tutta la realtà. Diceva: «Tutti noi siamo degli inquieti cercatori della verità» e la sua vita è stata esattamente questo, la continua ricerca della verità nella realtà, nei volti degli altri, negli autori che studiava, nella bellezza delle montagne che amava e che chiamava «l'anticamera del Cielo».Il film riporta alcuni flash della conferenza del 3 febbraio 2009, brani registrati di lezioni o interviste a don Pablo e le testimonianze di chi lo ha conosciuto: studenti e vescovi, laici e consacrati, amici e fratelli, i suoi genitori, persone che senza tristezza parlano della sua allegria e della sua disponibilità, delle sue doti e della sua umiltà, della sua cultura, della sua finezza e della sua semplicità, della gratitudine per aver incontrato un prete che non voleva essere altro che un prete e che per questo era figura di Cristo. Don Pablo faceva, anzi fa venire voglia di essere come lui, perché in ogni suo gesto e in ogni sua parola si vede quanto possa essere travolgente e convincente l'incontro con Cristo. Fa esplodere il desiderio di parlarne, di domandare, di approfondire, di conoscere ancora meglio il Protagonista di quell'incontro.

Fino alla cima. Testamento spirituale
Fino alla cima. Testamento spirituale

Pablo Domínguez Prieto


Descrizione
Pablo Domínguez Prieto si trovava a Tulebras (in Navarra) a predicare gli Esercizi spirituali alle monache cistercensi quando trovò la morte mentre si dedicava a una delle sue grandi passioni: l’alpinismo. Il Moncayo, il monte che domina tutta la valle, diventa inconsapevolmente metafora della vita dell’uomo, che deve scalare ogni giorno le montagne che Dio costruisce per consentirgli di arrivare fino in cima, cioè in cielo. Questo lavoro è composto dalla rielaborazione delle parole di don Pablo che le monache poterono sentire quasi fossero il suo testamento spirituale. Parla di temi complessi come la Parola, la vita, la morte e le difficoltà della vita in cui anche un buon cristiano inciampa, affrontati con l’ironia e l’umorismo che da sempre hanno caratterizzato la sua persona e l’hanno resa tanto amata dalle persone che incontrava. Pablo ci ha lasciato la migliore eredità che si possa lasciare a una famiglia: la sua fede allegra e fiduciosa; la sua speranza entusiastica; il suo amore senza limiti per Cristo e per la sua Chiesa.
 


Don Pablo Dominguez Prieto

filosofo e teologoma sopratutto un sacerdote... innamorato di jesus Cristo,un ombre allegro e sorridente, pieno d'entusiasmola sua giornata era di 48 ore!era una persona buona.

                                      ***


La ultima cima (titolo esp.)




Vidas con Luz: Juan Manuel Cotelo

 Fonte: CulturaCattolica.it



mercoledì 17 giugno 2015

Terra di Maria, di Juan Manuel Cotelo.

Terra di Maria, di Juan Manuel Cotelo,

 a Vicenza città.

Sono felice di annunciare che il film 
Terra di Mariadi Juan Manuel Cotelo, ritorna finalmente a Vicenza città 
  con le seguenti date: 

19 - 21 Giugno

VICENZA, Cinema Primavera

Venerdì 19 Giugno, ore 21:00.
Sabato 20 Giugno, ore 21:00.
Domenica 21 Giugno, ore 21:00.

Terra di Maria Italia


Scheda Tecnica


Così il cinema di Cotelo racconta la fede

30 - 08 - 2014  di Giuseppe Brienza  
Così il cinema di Cotelo racconta la fede
Sarà proiettato in anteprima in Italia a metà settembre, Mary’s Land, “La terra di Maria” (116 minuti, Spagna 2013), il nuovo film di Juan Manual Cotelo (nella foto), il regista che con “L’Ultima Cima” ha riscosso fuori di ogni canale ufficiale un incredibile successo di pubblico in Spagna e in tutto il mondo. Anche nel nostro Paese, il documentario girato nel 2010 in onore del sacerdote spagnolo Pablo Domínguez Prieto (1966-2009), mai apparso nelle sale cinematografiche, è stato presentato in molti centri culturali, cine forum e parrocchie grazie ad un “passaparola” senza precedenti, che ha coinvolto (ed ancora coinvolge) migliaia di persone ed associazioni.
QUELLA “CIMA” DI DON PABLO
Don Prieto, sacerdote di cui Cotelo è stato letteralmente “fulminato” assistendo nel 2009 ad una conferenza poco prima della sua tragica scomparsa, è da 5 anni una delle figure cattoliche più amate nel suo Paese e, sicuramente, nella Chiesa di Madrid. All’amicizia all’argomentazione ed alla vicinanza apostolica del grande filosofo, teologo e predicatore sono dovute numerose conversioni. Infatti, Don Prieto, oltre che persona di umanità e sensibilità cristiana non comuni, è stato anche un uomo di scienza di tutto riguardo se, per esempio, nel 2008, l’arcivescovo di Madrid e presidente per quasi vent’anni della Conferenza episcopale spagnola (dal 1999 al 2005 e dal 2008 al 2014) card. Antonio Maria Rouco Varela lo scelse come suo delegato nella Facoltà Teologica di Madrid, a motivo della sua riconosciuta competenza soprattutto nei campi della Logica e della Filosofia della scienza.
Dopo l’uscita del lavoro cinematografico a lui dedicato e la successiva enorme diffusione a livello internazionale, la “fama di santità” di Don Prieto è tale che qualcuno sta persino pensando all’istruzione di una sua causa di canonizzazione.
SCALATORE, NON SOLO “DI ANIME”
Il titolo del documentario “L’Ultima Cima” risale ad un fatto straordinario e “profetico”, che chiude degnamente la vita terrena del sacerdote madrileno. Don Prieto, infatti, che era persona di notevole prestanza fisica e buon scalatore, alcuni minuti prima di morire comunicò, per telefono, alla sua famiglia quella che considerava la sua ultima, imminente, conquista, umana e soprannaturale (come si vedrà!). In procinto di conquistare la vetta della montagna spagnola del Moncayo, di oltre 2.300 metri, il sacerdote disse infatti a mo’ di suo ultimo testamento spirituale: “Sono arrivato alla cima”! A questo proposito è stato appena pubblicato dalle Edizioni San Paolo il libro Fino alla cima-Testamento spirituale, che documenta in questo senso la vicenda e la testimonianza di Don Pablo Domínguez.
“LA TERRA DI MARIA”
Venendo al nuovo film di Juan Manual Cotelo, anche in questo caso si può dire che il successo di “La terra di Maria” dipende soprattutto dall’impegno di quei tanti “volontari del cinema cristiano” che, ancora una volta, stanno supplendo all’assenza di promozione e sostegno da parte delle major e delle grandi catene di distribuzione internazionali. La pellicola, che è uscita in Spagna nel dicembre dello scorso anno, è stata completamente doppiata in italiano a cura di una piccola casa di produzione cinematografica indipendente, la Infinito+1, che si sta impegnando in questi mesi a diffonderla in tutto il territorio nazionale.
L’anteprima in Italia è prevista il 12 settembre presso un luogo mariano d’eccezione, il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, dove il 29 agosto del 1953, in una modesta casa siciliana, il quadro della Madonnina iniziò a piangere davanti agli occhi incantati della signora Antonina Iannuso.
La prima assoluta del film si avrà invece all’Odeon cinema di Firenze il 16 settembre, alla presenza del regista, che terrà anche una conferenza stampa prima della proiezione, e dei doppiatori italiani. Sul sito ufficiale http://www.terradimaria.it/ è possibile trovare l’indicazione di tutti i cinema nei quali, alla fine di settembre, il film sarà proiettato.
LA TRAMA, TRA FICTION E REALTA’
La trama di “La terra di Maria”, a metà strada fra fiction e documentario-intervista, vede come protagonista un agente segreto, appartenente alla schiera dei c.d. “cristiani non praticanti”, che indaga sulla vita reale dei tanti convertiti di oggi che, dopo l’incontro con Maria di Nazaret, hanno deciso di dedicare tutta la loro vita a Dio. A guidarlo è una domanda: la felicità ritrovata da quella gente, prima “sazia e disperata” ed ora serena e consapevole, è davvero tale o è solo una consolazione della mente? Per questo il sottotitolo del film è nell’intrigante domanda: Realtà o finzione?
Fra i personaggi reali intervistati dall’agente segreto c’è un medico abortista, la cui esistenza è stata stravolta a Guadalupe, oggi Santuario di Città del Messico, dove la “Stella della Nuova Evangelizzazione e Madre della Civiltà dell’Amore” apparve al giovane indio Juan Diego, una modella colombiana, che dopo tre aborti ritrova la pace in Dio attraverso la Madonna, ed un infermiere di Guadalajara che, dopo il lavoro, gira nelle periferie della città messicana fra prostitute e viados ad annunciare il Vangelo della Salvezza.
IL MIRACOLO DELLA GOSPA
Non può mancare, naturalmente, nel film, una testimonianza sul “fenomeno Medjugorje”, paesino dell’Erzegovina divenuto oltre trent’anni fa’ luogo di apparizioni mariane e meta ormai di pellegrinaggio quotidiano di decine di migliaia di persone. Per saggiare la soprannaturalità dell’evento, Benedetto XVI ha costituto verso la fine del suo Pontificato una commissione internazionale d’indagine su Medjugorje, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, i cui risultati sono stati consegnati a febbraio, a mano personalmente dal porporato italiano, direttamente a Papa Francesco. Il dossier, che è top secret, è ora depositato presso la Congregazione per la dottrina della fede, dove già si trova altro materiale sul fenomeno delle apparizioni e, tuttora, si è in attesa del responso della Chiesa.
In Mary’s Land è presentato il racconto di una ragazza che non credeva nei miracoli ma che, dopo aver assistito a Medjugorje ad un’apparizione ai veggenti della Gospa, guarisce immediatamente dalla tetraplegia e si alza dalla sua carrozzina fra gli occhi esterrefatti dei presenti. C’è da dire che Cotelo non conclude il suo film dando una dimostrazione della veridicità di tutti i fatti raccontati, perché è il metodo stesso d’indagine a testimoniare che la felicità che il Cristianesimo assicura a tutti gli intervistati sarebbe semplicemente inspiegabile se nulla di quello che hanno vissuto fosse vero.
Avendo già visto personalmente la pellicola, garantisco che merita senz’altro, ed anche di esser diffusa in piccoli e grandi centri. Infatti, con gli stessi ritmi serrati e coinvolgenti de “L’Ultima Cima”, e con una fotografia fantastica, il nuovo lavoro di Cotelo reca un grande messaggio di speranza, dal punto di vista umano e soprannaturale, prezioso in un clima di grande incertezza e pessimismo come quello che stiamo vivendo.


"La macchina del tempo non ha il motore!"

ARTE SU DUE RUOTE:

ARTE SU DUE RUOTE: La macchina del tempo non ha il motore!




Presentazione di: 

 Presentazione del libro: "La macchina del tempo non ha il motore!" di Roberto Sironi

"La macchina del tempo non ha il motore!"

 di Roberto Sironi



Expo in città 2015 Per la mostra "Arte su due ruote", presentazione del libro: "La macchina del tempo non ha il motore!" di Roberto Sironi dedicato all'universo bicicletta. Questo taccuino di riflessioni “ciclosofiche” sulla strada del pensiero è un’antologia “pedalante” dove le ruote sono le pagine di un libro che scorrono liberamente in ogni direzione, descrivendo chilometri e chilometri di vita attraverso una straordinaria macchina del tempo senza motore: la bicicletta!
fonte :  http://it.expoincitta.com

martedì 16 giugno 2015

Quando qualcuno giudica il tuo cammino, prestagli le tue scarpe.

Il mestiere di vivere

Il mestiere più grande è educare gli uomini a ritrovare la propria vita, la propria dignità, la propria libertà.
Che c’è di più grande di ridare agli uomini fiducia?
Che c’è di più grande che gli uomini ritrovino la forza di vivere e si rialzino dalle loro cadute?
Che c’è di più grande che gli uomini riscoprano quanto sia bello e intenso vivere?
Che c’è di più grande che gli uomini ritrovino il coraggio di vivere, di uscire dalle proprie prigioni, dai propri rifugi e si sentano degni di vivere così da sperimentare la forza e la bellezza dell’esserci?
Che c’è di più grande di quando gli uomini si sentono felici di essere quello che sono?
Che c’è di più grande di quando gli uomini percepiscono di non essere qui a caso, ma che si sentano amati, voluti, scelti dalla Vita, perché hanno qualcosa di grande, di prezioso, di loro, di proprio da dare e da donare a questo mondo?
Che c’è di più grande di far sentire agli uomini che sono vivi, che sono degni di vivere, che non si devono nascondere, che non devono mascherarsi ma che possono essere quello che sono, che non devono dimostrare chissà cosa o chissà che, ma che possono semplicemente espandersi, esprimersi, essere se stessi?
Che c’è di più grande che gli uomini possano vivere la vita senza temere, nella fiducia che c’è un Padre che li protegge, che non li abbandonerà, che li accompagna e che un giorno li abbraccerà?
Che c’è di più grande della vita? Che c’è di più grande di salvare un uomo, di riportarlo a vivere?
Questo è ciò che vuole Gesù da ciascuno di noi; questo è ciò per cui vale la pena di vivere e tutto il resto, direbbe S. Paolo, è spazzatura, vanità, niente di fronte a questo.
Lavora per i tuoi figli, dagli tutto il bene di cui hanno bisogno, ma non ti serve a niente se tutto il tuo lavorare non arricchisce la loro vita interiore, se non li fa più sorridenti, più creativi, più liberi.

Agisci, costruisci, relazionati, ma ricordati che non ti serve a niente se tutto quello che fai non ti fa “pescatore di vita”, cioè se non ti fa ricco delle tue giornate, più sensibile, meno duro e intransigente con te e con gli altri, più flessibile, capace di ricevere e di donare, se non ti fa, insomma, grato di esistere!

- Fraternità Francescana Secolare -



Devi percorrere la strada infinita, poichè la vita non scorre su una via definita, ma su una strada illimitata. La mancanza di limiti ti fa però paura perchè è spaventosa e la tua umanità vi si ribella; perciò cerchi limiti e restrizioni, per non perderti barcollando nell'infinito. 
Una delimitazione diviene per te indispensabile. 
Per sottrarti alla sconfinata molteplicità di significati, reclami a gran voce la parola dotata di un unico significato e di quello soltanto. 
La parola diventa il tuo dio, perchè ti protegge dalle innumerevoli possibilità d'interpretazione. 
La parola è una magia protettiva contro i demoni dell'infinito, che vogliono lacerare la tua anima e disperderla ai quattro venti. Sei salvo se puoi esclamare infine: questo è questo e soltanto questo. 
Pronunci la parola magica, e ciò che è sconfinato viene fissato nella sfera di ciò che è finito. 
Per questo gli uomini cercano e creano parole.

-Carl Gustave Jung - 
da: Liber Novus



Quando qualcuno vi fa arrabbiare, è come se vi avessero scagliato una freccia al cuore. 
Ma non vi ha colpito, e giace a terra, ai vostri piedi. 
Allora voi la raccogliete e vi colpite da soli ancora e ancora, ripetutamente. Questo è ciò che accade con la rabbia. 
Qualunque cosa nella vita può essere causa di lite, ma la scelta di arrabbiarsi o meno, è solo nostra.

- Chakdud Rinpoche - 



Buona giornata a tutti. :-) www.leggoerifletto.it

da leggoerifletto