La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/
Avvertenza Alcuni testi o immagini inserite in questo blog potrebbero essere tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora, però, la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'Autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. L'Autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

venerdì 15 dicembre 2017

ripensare intelligenza artificiale

deep learning

Ripensare l’Intelligenza Artificiale

Algoritmi come cervelli umani: promesse e illusioni del deep learning, la tecnica che ha rivoluzionato il campo.

Nicola Nosengo è un giornalista, e si occupa di scienza e tecnologia. Collabora con Nature, con la RAI e con diverse testate italiane. Ha pubblicato "L’Estinzione dei Tecnosauri" (Sironi, 2003), "Compagno Darwin" (Sironi 2009, con Daniela Cipolloni) e "I Robot ci guardano" (Zanichelli 2013) >>> http://www.iltascabile.com/scienze/ripensare-intelligenza-artificiale/

Il viaggio di Elisabet

Avvento letterario

IL VIAGGIO DI ELISABET di Jostein Gaarder

AdventskranzOggi è la prima domenica di Avvento ed io, nonostante i postumi di una terribile e devastante influenza, sono felice. La casa è già addobbata da qualche giorno, questo weekend è dedicato ai mercatini di Natale, oggi ho acceso la prima delle quattro candele della mia Adventskranz e non resta che godersi l’attesa in compagnia (anche) di buoni libri. Il viaggio di Elisabet di Jostein Gaarder è il libro che, invariabilmente, da qualche anno, accompagna i miei Avventi, ed ogni volta la magia è la stessa…

http://www.elisagelsomino.com/avvento-letterario-viaggio-elisabet-jostein-gaarder/



giovedì 14 dicembre 2017

Non auguri di non buone feste di non Natale a tutti (e non)

✨🎄❄️🎄❄️✨

Il Caffè

Non buon non Natale di Massimo Gramellini ❄️🎄❄️🌲❄️🎄❄️Trovoilluminante la decisione della scuola milanese «Italo Calvino» di chiamare la festa di Natale «grande festa delle Buone Feste» per non urtare la sensibilità di chi non festeggia il Natale. Ispirandomi a questo fulgido esempio di apertura, smetterò di festeggiare il mio compleanno perché mangiare una fetta della mia torta preferita in presenza di altre persone sarebbe un’ingiuria nei confronti di quelle che non sono nate il mio stesso giorno: la maggioranza, temo. «Grande festa delle Buone Feste» è un primo passo, ma ancora non basta. Intanto la parola «grande» discrimina con ogni evidenza le altre feste. Si è calcolato quale enorme danno può produrre nella psiche di un bambino la decisione arrogante, tipica della mentalità competitiva occidentale, di stabilire una gerarchia tra feste presunte «grandi» e feste medie, medio-piccole, festicciole e, non sia mai, festini? Ma è la parola «festa» in sé a suonare irrispettosa verso chi non ha niente da festeggiare. Si pretende di imporre anche a costui una festa, anzi «la grande festa», anzi «la grande festa delle Buone Feste». E perché mai dovrebbero essere «buone», di grazia? Se uno volesse delle feste «cattive» dovrebbe sentirsi escluso, magari additato come un diverso?Esiste un modo infallibile di non offendere la sensibilità degli altri ed è smettere di averne una propria. Ci stiamo arrivando. Nel mondo slavato dei non luoghi e delle non identità, l’unica soluzione possibile è la negazione perpetua. 

Non auguri di non buone feste di non Natale a tutti (e non)

M. Gramellini

Video Player
00:00
03:07
🎄Buone 🌲Feste🎄

martedì 12 dicembre 2017

SINFONIE DI UMANITA’

NON BASTA ESSERE NATI NEL GENERE UMANO PER ESSERE CAPACI DI UMANITÀ. UMANI NON SI NASCE MA SI DIVENTA.

Standard
SINFONIE DI UMANITA’Torna in libreria Fratel MichaelDavide, con un’originale proposta di cammino spirituale costruito a mo’ di parabola musicale.Fratel MichaelDavide è una delle voci più interessanti della spiritualità contemporanea. Monaco dal 1983, è benedettino della Koinonia de la Visitation a Rhêmes-Notre-Dame, in Valle d’Aosta. Dopo i primi anni di formazione monastica, ha conseguito il dottorato in Teologia Spirituale presso l’Università Gregoriana di Roma. Coniugando la sua esperienza monastica con l’ascolto delle tematiche che turbano e appassionano il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo, collabora con alcune riviste, tiene conferenze e accompagna ritiri (cfr. http://www.lavisitation.it).Autore di diversi testi, con Paoline ha pubblicato: Etty Hillesum. Umanità radicata in Dio (2013); Saliamo a Gerusalemme. Itinerario quaresimale quotidiano(2014); Andiamo a Betlemme! Itinerario quotidiano per l’Avvento (2014); Venite e guarite. I « dieci gesti » di Gesù per una nuova umanità (2015).Torna ora in libreria con il libro Sinfonie di umanità, un intenso cammino spirituale costruito come fosse una parabola musicale. La sfida è chiara: lavorare su stessi per aprirsi al grido di umanità che si innalza da tanti fratelli e sorelle e dallo stesso Spirito e per divenire capaci di scelte quotidiane che siano pienamente umane. Scrive fratel MichaelDavide nel preludio al libro: “Il processo di umanizzazione, che ciascuno di noi è chiamato a onorare con lo stile proprio di una vita riconoscibile come affidabile, si gioca a due livelli: quello dell’intimità della propria coscienza e quello della relazione con gli altri, dove più esigente è l’esercizio della libertà. Per questo dobbiamo pure dare la parola al credente che cerca in noi le vie e i modi di una fedeltà creativa”.L’autore focalizza cinque ambiti specifici (i cinque righi del pentagramma: la coscienza, l’ascolto, la libertà, la gentilezza, il discernimento), perché questi saranno poi il fondamento sul potranno essere scritte-vissute, in modo personale e situato, le note di umanità, quegli atteggiamenti cioè da vivere (la fede, la speranza, la carità, la prudenza, la giustizia, la mite fortezza, la temperanza), con coraggio e umiltà. Perché, come suggerisce fratel MichaelDavide: “Non basta essere nati nel genere umano per essere capaci di umanità. Umani si diventa, ma non lo saremo mai troppo”.

domenica 26 novembre 2017

Annotazioni

Argüello: “Il mio libro, un testamento spirituale. Carmen, insostituibile…”

L’iniziatore del Cammino Neocatecumenale presenta il nuovo volume “Annotazioni” che raccoglie riflessioni, preghiere, poesie dal 1988 al 2014 e racconta della prossima missione di evangelizzazione in tutto il mondo 


Kiko Argüello Con Il Suo Libro "Annotazioni" (Ed. Cantagalli) - Foto: ZENIT - SC
“Nel mio petto, Signore, hai aperto una fessura. È un abisso oscuro, un universo che ti anela. In esso mi perdo e soffro”. “Concedimi di volerti bene, Signore”. “Arma del cristiano, la preghiera”. Sono solo alcune delle 506 preghiere, riflessioni, poesie, pensieri, che Kiko Argüello ha annotato su un piccolo taccuino per circa 25 anni e che ora vengono rese pubbliche in un libro.“Annotazioni” il titolo del volume dell’iniziatore del Cammino Neocatecumenale, il secondo dopo il best-seller del 2012 “Il Kerygma. Nelle baracche con i poveri”. Edito da Cantagalli, con la prefazione del cardinale Ricardo Blázquez, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, il libro viene presentato oggi, venerdì 25 novembre, al Teatro Olimpico di Roma, dallo stesso Argüello insieme al cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e a Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Prima dell’incontro, Kiko ha concesso un’intervista esclusiva a ZENIT.***Come definirebbe il suo libro? E perché la necessità di pubblicare queste riflessioni che risultano, a tratti, così intime?Sono state le sofferenze che ho avuto, momenti di “rigurgito” spirituale, di sfogo, durante i quali ho iniziato a fare un dialogo con me stesso scrivendo su un quaderno. Ho scritto, anno dopo anno, queste annotazioni… Mai avrei pensato di pubblicarle! Dal 1988 portavo queste carte nella borsa e dato che mi si stavano distruggendo ho chiesto ad un amico di trasferirle sul computer. Lui mi ha detto: “Kiko, questo è fortissimo, perché non lo pubblichi? Farebbe molto bene ai fratelli del Cammino, perché qui c’è la tua anima”. Ci ho pensato e, su incitazione anche della BAC (Biblioteca de Autores Cristianos), ho deciso di scrivere allora il libro che considero una sorta di “testamento spirituale”, un regalo per le mie comunità fondate a Madrid, a Roma, nel mondo, a cui voglio molto bene. Eccolo qui (mi mostra il volume), mi vergogno di leggerlo, perché è troppo intimo… Però a qualcuno magari farà del bene. In quel caso, benedetto sia il Signore!La morte di Carmen a luglio ha contribuito in qualche modo?Sicuramente ha accelerato la pubblicazione, perché mi ha fatto rendere conto che presto anche io morirò. Ho pensato allora che qualcuno avrebbe trovato questi fogli. Chi li avrebbe pubblicati? Chi li avrebbe presentati? Forse, ho riflettuto, è meglio che lo faccia io stesso prima di morire.A proposito di Carmen, sono tanti fuori e dentro il Cammino che si domandano se sarà sostituita…Ci abbiamo pensato e abbiamo valutato mille ipotesi. Però pensiamo di no: finché io e padre Mario (Pezzi, il sacerdote terzo responsabile dell’èquipe internazionale del Cammino Neocatecumenale, ndr) siamo in salute andiamo avanti come due apostoli. Alcuni fratelli ci aiutano nell’evangelizzazione e in altre cose pratiche di tutti i giorni. Ma non pensiamo di sostituire Carmen, anche perché lei è insostituibile.Le manca?Eh sì, non poco.Che ricordo ha di quella che è stata sua compagna di evangelizzazione per così tanto tempo?Carmen è stata meravigliosa. Un amore a Cristo impressionante. Dio ci ha unito e preparato per questa opera grande in mezzo ai poveri. Abbiamo portato l’iniziazione cristiana nelle parrocchie, almeno in quelle che lo hanno voluto, e la gente ha scoperto cosa vuol dire essere cristiani. Essere cristiani è la cosa più grande che possa esserci nella vita. È la partecipazione alla vita di Cristo, alla vita divina, all’amore di Dio che ama in maniera sorprendente fino a morire crocifisso come l’ultimo della terra. Sulla scia dei ricordi, il Cammino Neocatecumenale tra qualche anno celebra il suo 50° anniversario. Qual è la prima cosa che le viene in mente ripercorrendo questo mezzo secolo?Penso soprattutto al fatto che insieme a Carmen abbiamo viaggiato per il mondo intero: tutta l’America, tutta l’Asia, tutta l’Europa, predicando il Vangelo nelle Chiese, nelle piazze, negli Stadi. Quanti giovani abbiamo incontrato, migliaia! Quante vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata, alla missione, il Signore ha suscitato! Davvero Dio non ci ha voluto tenere fermi un istante… Ha fatto tutto Lui con il suo zelo di salvare l’umanità, e noi siamo stati solo strumenti. Si sente soddisfatto?Sì sono contento, ma sempre sofferente! Mi considero un peccatore, un poveraccio, non so perché Dio mi dà questi sentimenti…. Sinceramente, quale crede che sia stato il contributo che il Cammino ha dato alla Chiesa?Sono stati i Papi stessi a riconoscere sempre il grande contributo del Cammino Neocatecumenale alla Chiesa, non ultimo Papa Francesco che ci vuole molto bene e che lo ha definito “un dono”. Credo che il Cammino sia servito anche ad uscire dai limiti del clericalismo che, come dice spesso il Santo Padre, è uno dei “cancri” della Chiesa. A 50 anni dal Concilio, sono tanti ancora nella Chiesa che non sopportano che un laico dica certe cose, è un’anomalia, o che il Signore possa dare un carisma a un laico, perché questo significa avere “potere”. Questo ancora oggi ci fa un po’ soffrire, ma Cristo ha sofferto molto più di noi.Si prevede qualche novità per il futuro?Il futuro? Il futuro è nelle mani di Dio! Proseguiamo con l’evangelizzazione nelle parrocchie: sono tante quelle nuove nel mondo che hanno aperto le porte a questa realtà di iniziazione cristiana. E poi le missio ad gentes, che sono un aiuto soprattutto per le famiglie a farle rimanere unite. Prosegue, invece, l’evangelizzazione in Asia? Assolutamente! Il Papa ha già inviato circa 400 famiglie in Asia: si sta aprendo la Mongolia, il Laos, il Vietnam e anche, poco a poco, la Cina. Parlavo giorni fa con l’arcivescovo di Pechino che mi ha detto: “Abbiamo bisogno di voi, perché abbiamo urgente bisogno di un nuovo catecumenato”. Hanno aperto tantissime Chiese ma ci sono cinesi che non sanno niente di Cristo, del cristianesimo, non si sa come educarli, come avvicinarli alla Chiesa…. Io ho detto: “Stiamo preparando 20mila sacerdoti per la Chiesa in Cina, ma siamo ancora troppo pochi, come fare?”. D’altro canto, cosa sono 20mila sacerdoti per oltre 300mila Chiese? Niente. La Cina è immensa, ma adesso è in un momento di kayròs, ha bisogno di apostoli. E noi, nella misura del possibile, proviamo a favorire l’evangelizzazione. Nei seminari Redemptoris Mater dico di preparare un gruppo per la Cina, per portare Gesù Cristo. In Cina, infatti, ora ci sono solo i soldi… Soldi, soldi, soldi… E, come dice sempre il Papa, i soldi sono l’anti-Dio.Invece in Europa, ha detto in diverse occasioni, si rischia l’apostasia…No, no, non si rischia l’apostasia, l’Europa è già nell’apostasia. E questo è un fatto serio, è la preparazione dell’Anticristo. San Paolo dice nella seconda Lettera ai Tessalonicesi che: “Prima verrà l’apostasia e si rivelerà l’uomo dell’iniquità”, ma “il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca”. Noi pensiamo che questo soffio sia l’annuncio del kerygma. Per questo stiamo preparando per i prossimi mesi una missione in tutto il mondo di migliaia di apostoli che, a due a due, “senza borsa né denaro”, annuncino l’amore di Dio per la strada.
...
Promemoria

sabato 18 novembre 2017

Cina, la biblioteca futuristica di Tianjin.

FOTO | Sky TG24

Cina, la biblioteca futuristica di Tianjin. FOTO •Getti Images

Con il suo aspetto da film di fantascienza, la creazione dello studio di architettura olandese MVRDV si estende per 33mila metri quadrati e contiene 1,2 milioni di libri. 

LA FOTOGALLERY >>>tg24.sky.it/mondo/photogallery/2017/11/18/cina-libreria-tianjin.html

venerdì 17 novembre 2017

Puoi , leggere,leggere,leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù:e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura.

Alla mia nazione

Pier Paolo Pasolini (Bologna5 marzo 1922 – Roma2 novembre 1975


By leggoerifletto

La meglio gioventù - Pier Paolo Pasolini

Un poco ubriachi cantano, alla mattina presto,
coi fazzoletti rossi stretti intorno alla gola,
poi comandano rauchi quattro litri di vino
e caffè per le ragazze, che ormai tacciono piangendo.
Venite, treni, caricate questi giovani che cantano
coi loro blusoni inglesi e le magliette bianche.
Venite, treni, portate lontano la gioventù
a cercare per il mondo ciò che qui è perduto.
Portate, treni, per il mondo, a non ridere mai più,
questi allegri ragazzi scacciati dal paese.




Che cos'è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall'ansia economica di esserlo? 
Che cos'è che ha trasformato le "masse" dei giovani in "masse" di criminaloidi? L'ho detto e ripetuto ormai decine di volte: una "seconda" rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la "prima": il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo "reale", trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c'è più scelta possibile tra male e bene. Donde l'ambiguità che caratterizza i criminali e la loro ferocia, prodotta dall'assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore. Non c'è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c'è stata: la scelta dell'impietrimento, della mancanza di ogni pietà.



 Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.



Alla mia nazione


Poesie mondane - Pier Paolo Pasolini

Ci vediamo in proiezione, ed ecco
la città, in una sua povera ora nuda,
terrificante come ogni nudità.
Terra incendiata il cui incendio
spento stasera o da millenni,
è una cerchia infinita di ruderi rosa,
carboni e ossa biancheggianti, impalcature
dilavate dall'acqua e poi bruciate
da nuovo sole. La radiosa Appia
che formicola di migliaia di insetti
- gli uomini d'oggi - i neorealistici
ossessi delle Cronache in volgare.
Poi compare Testaccio, in quella luce
di miele proiettata sulla terra
dall'oltretomba. Forse è scoppiata,
la Bomba, fuori dalla mia coscienza.
Anzi, è così certamente. E la fine
del Mondo è già accaduta: una cosa
muta, calata nel controluce del crepuscolo.
Ombra, chi opera in questa èra.
Ah, sacro Novecento, regione dell'anima
in cui l'Apocalisse è un vecchio evento!
Il Pontormo con un operatore
meticoloso, ha disposto cantoni
di case giallastre, a tagliare
questa luce friabile e molle,
che dal cielo giallo si fa marrone
impolverato d'oro sul mondo cittadino...
e come piante senza radice, case e uomini,
creano solo muti monumenti di luce
e d'ombra, in movimento: perché
la loro morte è nel loro moto.
Vanno, come senza alcuna colonna sonora,
automobili e camion, sotto gli archi,
sull 'asfalto, contro il gasometro,
nell'ora, d'oro, di Hiroscima,
dopo vent'anni, sempre più dentro
in quella loro morte gesticolante: e io
ritardatario sulla morte, in anticipo
sulla vita vera, bevo l'incubo
della luce come un vino smagliante.
Nazione senza speranze! L'Apocalisse
esploso fuori dalle coscienze
nella malinconia dell'Italia dei Manieristi,
ha ucciso tutti: guardateli - ombre
grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.







L'occhio guarda, per questo è fondamentale. 
È l’unico che può accorgersi della bellezza. La visione può essere simmetrica lineare o parallela in perfetto affiancamento con l’orizzonte. Ma può essere anche asimmetrica, sghemba, capricciosa, non importa, perché la bellezza può passare per le più strane vie, anche quelle non codificate dal senso comune. E dunque la bellezza si vede perché è viva e quindi reale. Diciamo meglio che può capitare di vederla. Dipende da dove si svela. Ma che certe volte si sveli non c’è dubbio […]. Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.





Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell'esperienza speciale che è la cultura.







Buona giornata a tutti. :-)



giovedì 16 novembre 2017

SI SALVI CHI VUOLE – Manuale di imperfezione spirituale

Avete letto di tutto, dalle regole giapponesi al metodo danese, avete ascoltato guru improbabili, dal Grande Cocomero ai maestri orientali. Perché non provare allora a riscoprire una tradizione che, almeno, ha duemila anni di storia e miliardi di clienti molto soddisfatti e indubbiamente rimborsati? Recintare uno spazio per l’incontro con Dio, il totalmente Altro, e cercare di difenderlo a ogni costo è decisivo per la nostra felicità, eppure molti di noi procedono improvvisando, a tratti, con le energie residue, quando si ricordano. Ma come si fa a organizzare una vita spirituale nelle nostre giornate troppo connesse, compresse, piene di urgenze che altri hanno deciso per noi? Costanza Miriano – moglie carente, madre limitata, lavoratrice in ritardo – prova a proporre una regola di vita fondata su cinque pilastri:
preghiera, parola di Dio, confessione, Eucaristia, digiuno.
Tante persone questa regola già cercano…
View original post 2.183 altre parole