La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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domenica 17 febbraio 2019

LEGGERE … SCRIVERE

💕LeggiAmo🎼🙏🏻
Leggere,
Leggere un libro
Leggere i comportamenti della gente
Leggere negli occhi le parole non dette
Leggere e trovare l’amore
Per caso,
Smarrito e perso,
Ammazzato, deriso, nascosto.
L’amore lo trovi per caso
Che cammina perso nel mondo

mercoledì 13 febbraio 2019

Undici minuti.




Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica”.

La Lettrice Assorta


2018-10-10 08.53.10

Oggi vorrei parlare di un romanzo interessante la cui pubblicazione risale ad un po’ di anni fa, firmato da Paulo Coelho e intitolato Undici minuti. 
L’autore conferma in questa opera la sua capacità di cambiare pelle ogni volta e regalare al lettore delle storie sempre diverse, caratterizzate dalla freschezza e dalla novità.
Di Coelho ho già avuto modo di parlare qui sul blog, quando ho recensito Il vincitore è solo. Quello che ho apprezzato maggiormente in Undici minuti è la nota di vivacità e candore, quel pizzico di sottile guizzante ironia, la capacità di trattare importanti e drammatici argomenti senza perdere l’ottimismo, tutti elementi che da sempre contraddistinguono lo stile e la firma di Coelho. Non si può rimanere indifferenti leggendo la bellissima dedica della prima pagina che l’autore scrive ad un uomo e i suoi familiari, suoi estimatori, incontrati per caso a Lourdes. Parole toccanti che terminano così:
View original post 482 altre parole

lunedì 11 febbraio 2019

LeggiAmo...


Ecco le prime 25 citazioni, che potete aggiungere alla vostra lista

“Ogni lettore, quando legge, legge se stesso”
(Marcel Proust)
“Nessun uomo è un’isola, ogni libro è un mondo”
(Gabrielle Zevin)
“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”
(Irving Stone)
“Interrogo i libri e mi rispondono. 
E parlano e cantano per me. 
Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. 
Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)
“È meglio stare da soli piuttosto che con qualcuno che non condivida la tua passione per la lettura.”
(Gabrielle Zevin)
“Talvolta penso che il paradiso 
sia leggere continuamente, senza fine.”
(Virginia Woolf)
“Non posso vivere senza libri”
(Thomas Jefferson)
“Questa è la parte più bella di tutta la letteratura:
 scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali,
 che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”.
(Francis Scott Fitzgerald)
“Fino al giorno in cui mi minacciarono
 di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare
 la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”
(Harper Lee)
I libri ci danno un diletto che va in profondità,
 discorrono con noi, ci consigliano e si legano
 a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante”
(Fernando Pessoa)
“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita:
 la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni:
 c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia,
 quando Leopardi ammirava l’infinito … 
perché la lettura è un’immortalità all’indietro”
(Umberto Eco)
“Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi 
cosa, persino da te stesso”
(Daniel Pennac)
“Sapeva leggere. Fu la scoperta più 
importante di tutta la sua vita. Sapeva leggere.
 Possedeva l’antidoto contro il terribile veleno della vecchiaia”
(Luis Sepùlveda)
“La lettura dei buoni libri è una sorta di
 conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati”
(Cartesio)
“Se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza,
 dobbiamo aprire un libro: là in fondo,
 nell’angolo più oscuro del capitolo,
 c’è una frase scritta apposta per noi
(Pietro Citati)
“I libri che ami sono come vecchi amici”
(Gabrielle Zevin)
“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato 
sono i libri che quando li hai finiti di 
leggere vorresti che l’autore fosse un tuo amico
per la pelle e poterlo chiamare 
al telefono tutte le volte che ti gira”
(J.D. Salinger)
“Puoi leggere, leggere, leggere, 
che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù:
 e piano piano ti sentirai arricchire dentro, 
sentirai formarsi dentro di te 
quell’esperienza speciale che è la cultura”
(Pier Paolo Pasolini)
“Quando penso a tutti i libri che mi
 restano ancora da leggere, 
ho la certezza di essere ancora felice”
(Jules Redard)
“Sapere che si ha qualcosa di bello da 
leggere prima di coricarsi è una 
delle sensazioni più piacevoli della vita”
(Vladimir Vladimirovi Nabokov)
“Noi non siamo veri e propri romanzi. 
Noi non siamo veri e propri racconti. 
Noi siamo opere complete”
(Gabrielle Zevin)
“La lettura è il viaggio di chi 
non può prendere un treno”
(Francis de Croisset)
“Ho scoperto prestissimo che i migliori 
compagni di viaggio sono i libri: 
parlano quando si ha bisogno,
 tacciono quando si vuole silenzio.
 Fanno compagnia senza essere invadenti.
 Danno moltissimo, senza chiedere nulla.’
(Tiziano Terzani)
“Leggendo non cerchiamo idee nuove,
 ma pensieri già da noi pensati, che acquistano
 sulla pagina un suggello di conferma. 
Ci colpiscono degli altri le parole che 
risuonano in una zona già nostra – 
che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono
 di cogliere nuovi spunti dentro di noi”
(Cesare Pavese)
“I libri pesano tanto: eppure, 
chi se ne ciba e se li mette in corpo, 
vive tra le nuvole”
(Luigi Pirandello)
 Da libreriamo
Siete curiosi di conoscere le altre citazioni? 
A questo link  trovate la seconda parte.
libreriamo.it/libri/
le-50-frasi-celebri-piu-belle-sul-piacere-di-leggere-i-parte/
LeggiAmo
Si scrive sul vuoto e sull’assenza,
assorbiti dal silenzio friabile di ricordi
decomposti che prendono alla gola,
nella frana del tempo che tutto divora
e trasforma, cercando la propria voce
e l’altrui orma nella terra impastata
di buio, dove ogni cosa ormai tace.
Si scrive, ed è una lotta con l’ombra
che sempre sfugge e sempre ci minaccia
presi da un’onda che lascerà una traccia
Ma leggere senza scrivere è come dormire.
San Girolamo

LEGGERE E SCRIVERE…



🎼🙏🏻LeggiAmo🎶🎵
DA: LEZIONI DI IMMORTALITÀ
FLAMINIA CRUCIANI
La scrittura è in me il passaggio, entrata, uscita,
dimora dell’altro che io sono e non sono,
che io non so essere, ma che sento passare,
che mi fa vivere –
 
che mi lacera, m’inquieta, mi altera, chi?
Una, uno,…
Hélène Cixous

LE OSTERIE

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite.
LE OSTERIE, ALDA MERINI 
(MILANO, 1931 – 2009)

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

domenica 20 gennaio 2019

Scuola di politica, nel tempo della vita pubblica ...

PERSONA E COMUNITA'.



Post di Gian Maria Zavattaro
Immagini di Carlo Stanga, illustratore (qui il sito), per gentile autorizzazione.

Carlo Stanga, 
Visione globale
Ho letto su  La Repubblica del 16 gennaio scorso l’articolo di Goffredo De Marchis, dal titolo: "Caro deputato, ecco cosa puoi dire". Il kit 5S per indottrinare i parlamentari; che così inizia: “Dimenticato su un divano di Montecitorio un plico di 6 pagine: "Spunti comunicativi per la settimana 12-18 gennaio". Prontuario di linea e dichiarazioni su tutti i temi caldi. Con i consigli sulle stoccate alla Lega” (vedere qui). Al lettore ogni commento. Di seguito il mio, che si limita a prendere spunto dal caso  riportato  per proporre alcune riflessioni.

Definire la politica. Restaurare la città e la vita pubblica in disfacimento significa innanzitutto rifare i cittadini e i piccoli gruppi: compito squisitamente politico.  La "politica" - come democrazia, libertà, uguaglianza, giustizia - è parola che ha ricevuto tantissime definizioni spesso contrastanti. Definire la politica non è asettica disputa teorica: se la definisco è per cercare di capire che relazione c’è tra lei e me.
Forse in senso stretto la politica è la capacità di una persona, specializzata nel campo delle responsabilità e delle decisioni, di operare con successo secondo le regole della conquista del potere, della formazione del consenso e della soluzione dei conflitti. Il panorama odierno è da questo punto di vista per nulla confortante.

Carlo Stanga, 
Piazza italiana
La politica in senso lato. Ma se la concepiamo in modo più aperto, perché riteniamo che ogni persona è tale solo se realizza la sua  identità lungo la strada della partecipazione di tutti i cittadini al potere ed alle responsabilità sociali, allora non incontriamo la politica solo quando un bel giorno decidiamo di "scendere in campo", quando votiamo, quando diamo vita ad un movimento od associazione.
La politica è il nostro  stesso difficile mestiere di vivere, maturare, crescere; è un aspetto di ogni situazione ed ogni istituzione (famiglia, gruppo, scuola, impresa, sindacato, partito, stato…) in cui trascorriamo l'intera nostra vita quotidiana. Insomma la politica è dentro ognuno di noi, è inevitabile. Dire "la politica non mi riguarda" è affermazione discutibile, anzi proposizione falsa.
Carlo Stanga, 
Mondo
L'interdipendenza reciproca. Per costruirci come persone e costruire  la comunità non bastano sdegno ed indignazione morale, occorre incidere concretamente sui processi decisionali, assumerci le nostre responsabilità, com-prometterci, uscendo dalla comoda paratia del "piove governo ladro". La comunità non si costruisce a parole. Se la politica abita nelle situazioni che quotidianamente viviamo, questa scomoda consapevolezza ci obbliga ad una quota relativa di responsabilità in un mondo sempre più interdipendente: le mie azioni buone o cattive e le mie omissioni ricadono sugli altri anche se in tempi e distanze che non so prevedere. La  politica è la consapevolezza dell’unicità del nostro destino: siamo interdipendenti e non possiamo esimerci dal  prenderci cura degli altri.
Scuola di politica. Occorre, oggi più che mai,  impegnarci e tornare nei luoghi dove si decide l’andamento e il futuro della società - la politica l’economia la finanza la scuola -  per non lasciare il posto vuoto  "alla mercé di cattivi coppieri", come direbbe Platone.
Certo non è facile esercitare la politica - lo constatiamo ogni giorno sulla nostra pelle -, perché è relazione estremamente complessa con gli altri e il mondo.
Carlo Stanga, 
Scrittori dissidenti
L'inestricabile nodo problematico si può sciogliere solo attraverso l'impegno corale nel formare noi adulti ed anziani (impresa quasi disperata e disperante), i giovani e le nuove generazioni a pensare la politica ed il potere come "diaconia", gratuito amore per gli altri. Ciò vuol dire collocarsi agli antipodi - sia ben chiaro - delle attuali cosiddette scuole di  partito (nel passato molto diverse!), che appaiono e sono sempre più patinate congreghe di indottrinamento ideologico volte alla perpetuazione del partito stesso (cioè  dei suoi interessi di parte), dove assoldati "professionisti dell'inganno mediatico" insegnano non a servire ma a servirsi della credulità degli altri, a turlupinare e non a "coscientizzare", a manipolare e non a liberare e liberarsi, ad espellere ogni sentore di diversità, ad occupare a tempo pieno tutti gli spazi televisivi e virtuali, a clonare gli incauti di slogan subliminali, in una parola non ad essere cittadini attivi appassionati dell' I care, ma servi mascherati e prezzolati, più o meno consapevoli.
E' possibile oggi pensare a vere "scuole" di formazione ed autoformazione all'impegno politico e sociale, vale a dire ad autentici focolai gestiti da giovani ed adulti credibili, non asettici né faziosi ma pluralisti, rivolti a tutti ma soprattutto ai giovani, dove utopia e speranza si radicano in un realismo senza illusioni?
Sono molteplici le esperienze in proposito in tutta Italia, e non da ieri. Penso in ambito cattolico alla scuola di Palermo di p. Sorgi e  alle comunità di base; in ambito ecumenico e laico ai tanti circoli e gruppi, autentiche scuole sparse in tutta Italia.
Carlo Stanga, 
Progetto sorriso nel mondo
Pur con  velato "ottimismo tragico", ognuno  di noi è in grado di scorgere - se vuole vedere -  un silenzioso pullulare di segnali positivi in Italia, in Europa e persino nella mia Albenga, dove giovani adulti ed anziani si fanno al tempo stesso educatori ed educandi, si incontrano, agiscono nel quotidiano,  ognuno portando i suoi limiti ed i suoi carismi generazionali, si riconoscono in comuni ideali e valori. Con un’unica inderogabile discriminante: quella della politica (stricto sensu et lato) vissuta e testimoniata come servizio oblativo, come modo concreto di esprimere la speranza di chi è in cammino e che "vede quel che non è ancora e che sarà, ama quel che non è ancora e che sarà".

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"La speranza, dice Dio, la speranza, sì, che mi sorprende. Che questi poveri figli vedano come vanno le cose oggi e credano che domani andrà meglio.[…] Questa speranza bambina che di tutte le virtù, e delle tre virtù teologali, è forse quella più gradita a Dio. Che è certamente la più difficile, che è forse l'unica difficile[…] La piccola, quella che va ancora a scuola. E che cammina. È lei, questa piccola, che spinge avanti ogni cosa. Perché la Fede vede ciò che è. Nel Tempo e nell'Eternità. La Speranza vede ciò che sarà. Nel tempo e per l'eternità. Per così dire nel futuro della stessa eternità. La Carità ama ciò che è. Nel Tempo e nell'Eternità. Dio e il prossimo. Ma la Speranza ama ciò che sarà. Nel tempo e per l'eternità. Per così dire nel futuro dell'eternità. La Speranza vede quel che non è ancora e che sarà. Ama quel che non è ancora e che sarà. Nel futuro del tempo e dell'eternità".  (Ch.Péguy, Il portico del mistero della seconda virtù, Mi, Jaca Book, 1978).
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