La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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venerdì 30 maggio 2014

“Il VATICANO secondo FRANCESCO”

Il Vaticano secondo Francesco




Nel corso della presentazione alla Stampa estera del libro di Massimo Franco 

“Il Vaticano secondo Francesco”, 

Romano Prodi ha rilevato che le decisioni politiche su vita e famiglia non hanno dato risultati: bisogna richiamare i valori cristiani di fondo senza usare ’ i bastoni della legge e dell’imposizione’. All’uscita è poi tornato sul ‘Family day’ del 2007: “Una strumentalizzazione vergognosa, l’hanno fatto per far cadere il governo, nessuno era interessato alla famiglia”. 
La Sala Stampa estera è spesso teatro di incontri che offrono a chi scrive spunti di riflessione su questioni di fondo. Lo è stata anche nel tardo pomeriggio di giovedì 29 maggio, con la presentazione del libro (che contiene certo pagine interessanti) di Massimo Franco sulla prima parte del pontificato di Jorge Mario Bergoglio: “Il Vaticano secondo Francesco - Da Buenos Aires a Santa Marta: come Bergoglio sta cambiando la Chiesa e conquistando fedeli in tutto il mondo” (Ndr: su quest’ultima asserzione si potrebbe discettare a lungo…). Accanto all’autore, Giulio Anselmi, Romano Prodi e padre Giampaolo Salvini, già direttore per 26 anni de La Civiltà cattolica. In sala tra gli altri il cardinale Raffaele Farina, il professor Guzman Carriquiry, l’ambasciatore Francesco Greco, padre Scannone (‘maestro di Jorge Mario Bergoglio”), Dino Boffo, Sergio Zavoli. Insomma un bel parterre per il noto editorialista del Corriere della Sera, già firma di Avvenire.
Dopo il saluto di Maarten van Aalderen (presidente della Stampa estera in Italia) e una breve introduzione di Elisabetta Piquè (giornalista argentina biografa di Bergoglio), Giulio Anselmi ha posto sul tappeto tutta una serie di domande riguardanti il comportamento di papa Francesco e le sue conseguenze, difficili ancora in sé da valutare dopo un solo anno di Pontificato. Tra le domande: “Da quel che appare, nella Chiesa c’è quasi solo papa Francesco?”. Per Romano Prodi l’azione da Papa non è in contraddizione con quella da religioso e arcivescovo in Argentina; inoltre “è un multipolarista convinto”. Padre Salvini ha definito la scelta di Santa Marta come “non tanto sceltà di povertà quanto di disponibilità, di una Chiesa con le porte aperte”. E, per quel che riguarda colui che “ha reso possibile Bergoglio, cioè Benedetto XVI”, papa Ratzinger ha compiuto “uno dei gesti più rivoluzionari nella storia della Chiesa, evitando tra l’altro che si ripetesse quanto era sempre successo: negli ultimi anni di Pontificato in genere è la Curia a governare”.
Ci si è poi chiesti se il Papa, “vincente nel mondo” (Ndr: anche qui ci sarebbe da discutere a lungo), riuscirà “a vincere anche a Roma”. E le valutazioni sono state diverse, pur se in genere molto caute.
PRODI: VALORI NON NEGOZIABILI, LEGGI INUTILI, FAMILY DAY VERGOGNOSO
Non cessano – salvo eccezioni - gli applausi scroscianti verso papa Francesco da parte della cultura politica e massmediatica dominante. E tuttavia…
Mercoledì 28 maggio, nell’ultimo giorno del suo mandato, la Commissione europea ha deciso di rifiutare di trasmettere al Parlamento europeo la petizione popolare “Uno di noi”, voluta da diversi Movimenti per la vita e corredata di circa 1.800.000 firme raccolte nei Paesi dell’UE (600mila in Italia). Giovedì 29 maggio la Camera dei deputati italiana, presieduta da una fervente ammiratrice di papa Francesco come Laura Boldrini, ha approvato in poco tempo – addirittura stravolgendo l’ordine del giorno – la proposta di legge sul ‘divorzio breve’, che consiste nel dare la possibilità di sciogliere il legame coniugale dopo soli sei mesi (se i coniugi sono d’accordo) o un anno (se c’è un contenzioso, indipendente dalla presenza di figli. I tempi di riflessione verrebbero de facto azzerati. La Camera ha approvato la proposta con 381 voti contro 30 e 14 astensioni: un’ammucchiata del pd renziano, di una Forza Italia duduizzata, con contorno di satelliti vari. Pochi (qualcuno di Forza Italia, qualche leghista, qualche ex-montiano, qualcuno del Nuovo centrodestra) coloro che si sono opposti. Ora la proposta di legge passa al Senato.
La nostra domanda all’ex-presidente della Commissione europea e all’ex.-presidente del Consiglio: Non trova che ci sia una contraddizione clamorosa in molti che applaudono pubblicamente Francesco tra il dire e il fare, quando bocciano le idee del Papa su vita e famiglia, espresse più volte pubblicamente? 
La risposta di Romano Prodi, che inizialmente – citando il ‘no’ di Chirac - ha ricordato i suoi tentativi falliti di inserire in qualche modo le radici cristiane nel Preambolo della Costituzione, si può riassumere in un’asserzione netta: “I richiami alla legge e all’autorità nell’ambito anche di vita e famiglia non hanno dato risultati. Molto meglio richiamare nella società i valori cristiani di fondo senza utilizzare leggi e imposizioni”. Traduciamo: i cattolici, su questi temi, alzino bandiera bianca.
Altra nostra domanda a Romano Prodi all’uscita della sala: Come valuta l’idea di promuovere un Family-day bis di quello del 2007, considerata l’avanzata della rivoluzione antropologica libertaria? (Ndr: ricordiamo che il 12 maggio 2007 a piazza san Giovanni in Laterano convenne una folla enorme per una manifestazione in favore della famiglia come riconosciuto dalla Costituzione italiana, formata da uomo e donna e tesa alla procreazione dei figli. Fu una risposta gioiosa di massa al disegno di legge presentato dal Governo Prodi e in particolare dal ministro ed ex-presidente dell'Azione Cattolica Rosi Bondi per il riconoscimento delle coppie di fatto, chiamato 'Dico'). Prima risposta: “Non rispondo” ed è entrato nel bar della Stampa estera. Ne è uscito dopo 10 secondi, ricordando vigorosamente “la strumentalizzazione vergognosa del 2007”, organizzata “per far cadere il governo”, da gente” cui non sono mai interessate per nulla le sorti della famiglia”. La moglie Flavia Prodi ha voluto aggiungere che “la famiglia si difende nelle parrocchie” e non con le leggi. Bandiera bianca (non è quella dei Borbone e neanche della Dc) la trionferà. Ma forse trionfa già. 
G. Rusconi

mercoledì 28 maggio 2014

www.monasterodibose.it- Gesù e la creazione - Le parole dure di Gesù


Ludwig Monti - Le parole dure di Gesù

Le parole dure di Gesù
Le parole dure di Gesù

Ludwig Montimonaco di Bose
Le parole dure di gesù
Padova, 23 maggio 2014
Centro Universitario di via Zabarella
La pagina del Monastero di Bose

 Le parole dure di Gesù




Il corpo delle Scritture sante attesta, dalle prime pagine della Genesi alle ultime dell’Apocalisse, la profonda solidarietà – direi quasi la connaturalità – fra cosmo e liturgia. Sin dall’”In-principio”, l’opera della creazione segue un andamento pressoché liturgico, che presenta il sorgere del cosmo, suscitato dalla Parola di Dio e orientato verso il giorno del riposo, nel segno dell’alleanza; e la rivelazione del Cristo risorto a Giovanni, che sigilla il Nuovo Testamento, mette in scena una liturgia cosmica che risponde al canto di lode della terra.
Ora, queste medesime Scritture, e in particolare i Vangeli, ci portano a contestare un male particolarmente grave e diffuso che affligge la spiritualità occidentale: la schizofrenia tra creazione e redenzione. Dai Vangeli emerge infatti la figura di un Gesù che vive la sua filialità con il Padre in un atteggiamento di grande positività e pace verso la creazione. Gesù narra la parabola del fico e appare chiaro che egli conosce come si coltiva questa pianta, come la si lavora: sa che il terreno va zappato e concimato e solo se il fico non porta frutto dopo alcuni anni, lo si toglie perché non sfrutti inutilmente il terreno (Lc 13, 7-9).
Gesù osserva che il grano di senapa è piccolissimo ma, una volta seminato nell’orto, fa una pianta di dimensioni tali che perfino gli uccelli vengono a farvi il nido (Lc 13, 19). Gesù conosce la vita domestica, osserva la donna di casa che impasta il lievito in tre staia di farina affinché fermenti (Lc 13, 20); Gesù conosce la vita dei pastori, sa che se il pastore smarrisce una pecora la cerca e se la trova la riconduce contento all’ovile (Lc 15, 4-5); sa che non si strappa la zizzania in mezzo al grano per non rischiare di estirpare anche questo (Mt 13, 24-30); sa che quando il ramo di fico diventa tenero e mette germogli è ormai vicina la stagione calda (Mc 13, 28); sa che quando una nuvola sale da ponente poi viene la pioggia e che se soffia lo scirocco poi ci sarà caldo (Lc 12, 54-55); Gesù osserva con amore i gigli del campo e gli uccelli del cielo (Mt 6, 25-34), guarda con commozione la chioccia che raduna sotto le sue ali i pulcini (Lc 13, 34 )...
Gesù ci viene mostrato in un atteggiamento di umanità piena e riconciliata con la creazione, con gli animali, con il lavoro dell'uomo, con la realtà quotidiana che egli sa apprezzare e amare, traendone lezione, consolazione e insegnamento. La vita di Gesù è estremamente attenta alla creazione. Siamo noi che ci siamo costruiti un’immagine ieratica e spiritualizzata di Gesù, ma è un’immagine non conforme al Vangelo e alle parole di Gesù lì confluite. Queste, infatti, sono parole di una persona cresciuta umanamente (nel corpo, nella psiche, nello spirito) «in statura e sapienza, in età e grazia» (Lc 2, 40.52) attraverso il tessuto della ferialità della vita familiare, dell'ambiente della piccola borgata di Nazaret, delle relazioni umane quotidiane.
Così il linguaggio di Gesù lascia trasparire dietro a sé un’attenzione amorosa, piena di buon senso e di sapienza, alla vita quotidiana: è linguaggio che aderisce con forza alla realtà. Anche grandi discorsi rivelativi, come il discorso della montagna (Mt 5-7), mostrano in Gesù uno spirito e una capacità di osservazione del reale che si traducono in sentenze sapienziali ricche di insegnamento e rivelazione. Nelle parabole, poi, Gesù assume le immagini della vita quotidiana, del lavoro del contadino, del vignaiolo, del pastore come il linguaggio più adatto a esprimere e significare il comportamento di Dio verso l’umanità.
Con le parabole Gesù fa la sintesi di sapienza umana e sapienza di Dio, coglie in unità la storia e la creazione, la nostra vita quotidiana e l'agire continuo di Dio ... È in questa umanità piena e semplice di Gesù che va colta la profondità e la realtà dell'incarnazione. La nostra santificazione non avviene per altre vie, ma si nutre di un’adesione al reale che passa anche attraverso l’osservazione delle realtà creazionali e umane, dei cicli vegetali e degli astri nel cielo, dei lavori degli uomini e dei comportamenti degli animali ... e il tutto in un atteggiamento di solidarietà, di simpatia e di riconoscimento che tutto è grazia ... 
Si tratta insomma di prendere sul serio il mondo, il creato in cui siamo, e di avere con esso un rapporto pacificato, armonioso, riconciliato. Troppo sovente noi ci diciamo fedeli al Vangelo, ma poi lo leggiamo solo con la mediazione di schemi teologici, nei Vangeli c'è questa realtà quotidiana, umanissima, grazie alla quale soltanto il cristianesimo può evitare di diventare una gnosi o di ridursi a una celebrazione di misteri liturgici. Noi soffriamo ancora di una schizofrenia per cui crediamo che l'essere cristiani ci debba portare a estraniarci, a porci al di sopra della natura, della creazione e della realtà quotidiana; ma così la confessione di fede si riduce alla mera dimensione intellettuale e la liturgia a momento cultuale di rinnovamento del «mistero» staccato dalla vita. Il Gesù dei Vangeli è anche, e anzitutto, un uomo dalla ricca umanità, che sa osservare e riflettere sulle cose e gli eventi della vita fino ad assumerli e farli propri.
Se nei Vangeli, in Gesù, non si sa percepire questa dimensione elementare, ma essenziale, allora forzatamente si coglierà la parola di Dio disgiunta dalla vita e quest'ultima sarà di fatto intesa come spazio profano verso cui è sempre prudente un atteggiamento di diffidenza e di sospetto. È tipico di una tradizione spirituale-ascetica consolidata insegnare a negarsi e a prendere le distanze dalle realtà della vita, tanto più se sentite come buone: è atteggiamento angosciato e cinico che privilegia la redenzione sulla creazione.
Certam sottomessa alla caducità, c'è il peccato, e tuttavia essa ha come verità ultima non il peccato che la attraversa, ma l'amore di Dio che l'ha voluta buona e che la trascina all'integrità e alla trasfigurazione, affinché il creato diventi la dimora del Regno.
  Enzo Bianchi
29 30 31 maggio 2014 Convegno Liturgico internazionale, Liturgia e cosmo, Monastero di Bose.


venerdì 23 maggio 2014

X^ edizione del Festival Biblico

FESTIVAL BIBLICO 2014

Le Scritture, Dio e l’uomo si raccontano

Lectio Magistralis inaugurale della X edizione del Festival Biblico, tenuta dal Cardinale Gianfranco Ravasi

Ad accompagnare le sue parole, la musica inedita del musicista argentino Jorge A. Bosso che per la rassegna biblica ha composto appositamente Tre meditazioni, opera originale per violoncello e coro. Il tutto esaltato dalle voci talentuose dei Cantori di Santomio diretti da Nicola Sella.

photo Bart Herremann www.bartherreman.it

A Vicenza al via il primo weekend del Festival Biblico









Per il Decennale il Festival Biblico, promosso dalla Diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo, col patrocinio del Ministero del beni e Attività culturali, raddoppia e saranno ben 2 i weekend dedicati alla cultura e alla Parola. Il primo, quello dal 22 al 25 maggio, si apre a Palazzo delle Opere Sociali con il nutrito programma della Linfa dell’Ulivo, ideata dall’Ufficio Pellegrinaggi, un approfondimento biblico, teologico, esegetico, archeologico e culturale del tema del Festival, con uno sguardo privilegiato sulle Terre Bibliche. Il 22 maggio alle 16.30 aprono la sessione dei lavori sul "Il tempio di Gerusalemme, luogo dove dio e l’uomo si raccontano” il noto archeologo ebreo D. Bahat e il professorMarcello Fidanzio (www.linfadellulivo.it). La sera, alle 20.45, la cattedrale di Vicenza ospiterà la Lectio Magistralis inaugurale del Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della cultura, che approfondirà il rapporto tra l’Uomo e Dio nel grande racconto della vita. Ad accompagnare le sue parole, la musica inedita del musicista argentino Jorge A. Bosso che per la rassegna biblica ha composto appositamente Tre meditazioni, opera originale per violoncello e coro. Il tutto esaltato dalle voci talentuose dei Cantori di Santomio diretti da Nicola Sella. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti e l’evento sarà trasmesso in diretta su Telechiara e Radio Oreb, in streaming sul sito di Famiglia Cristiana e del Festival Biblico e sarà prevista anche una traduzione in Lis per il pubblico non udente. Il 23 mattina, con inizio la mattina alle 8.45, altra interessante giornata della Linfa dell’Ulivo con Silvio Barbaglia, Paolo Garuti, Laura Paladino, Marida Nicolaci,Sara Magister e Frédéric Manns. Il 24 maggio è il grande giorno dedicato alla Festa delle Famiglie a Parco Querini: tante le attività colorate e divertenti che già a partire dalle 10 attenderanno i più piccolini e i loro genitori mentre per gli studiosi prosegue la terza e ultima giornata della Linfa con Giorgio Giurisato, Eugenio Alliata e Paolo Bizzeti. Domenica 25 maggio, alle 16.15 nel tempio di Santa Corona un importante evento che coinvolge i giovani. Si terrà infatti la premiazione del concorso di illustrazione 2014 che ha visto in gara promettenti disegnatori dare vita alla propria creatività per aggiudicarsi una pubblicazione con le Edizioni San Paolo. Al termine della cerimonia di premiazione, alle 17.00 circa, andrà in scena a ingresso gratuito l’originale spettacolo L’Arca di Noè, opera sacra di Benjamin Britten per ragazzi e famiglie con la Scuola musicale Jan Novàk e la Scuola musicale civica Riccardo Zandonai.

mercoledì 21 maggio 2014

“Specchi, lampade, finestre” introduzione all’ermeneutica biblica.

“Specchi, lampade, finestre”: come interpretare la Parola di Dio >>> ROBERTA LEONE,Vatican Insider


Una breve introduzione all’ermeneutica delle Sacre Scritture, nata dalla penna del gesuita Jean-Louis Ska uno dei protagonisti della scienza biblica contemporanea.
 Una Bibbia
(
(©LAPRESSE) UNA BIBBIA
“Specchi, lampade e finestre”, ovvero come orientarsi nelle innumerevoli vie, da sempre affascinanti, che portano all’interpretazione del “libro dei libri”, la Bibbia. La curiosità che il titolo sa suscitare – in che modo e a quale titolo possano collocarsi nell’esegesi della Parola di Dio tre oggetti domestici, luminosi quanto ordinari - è solo il primo di molti stimoli che invitano alla lettura di questa breve introduzione all’ermeneutica delle Sacre Scritture, nata dalla penna di uno dei protagonisti della scienza biblica contemporanea.
P. Jean-Louis Ska, gesuita, docente del Pontificio Istituto Biblico e direttore della sezione Antico Testamento della rivista «Biblica», ripercorre le tappe del cammino esegetico dal mondo antico ad oggi, illustra i principali metodi d’interpretazione dei testi sacri, ne spiega le ragioni storiche e culturali, di ciascun approccio mette a fuoco gli elementi più peculiari, puntella ogni passaggio impervio con esempi dalle Scritture. Il risultato è un itinerario avvincente che riesce nello scopo, dichiarato nell’Introduzione, di “fornire innanzitutto una «tavola di orientamento», usando “una serie di parole chiave o di metafore che s’incontrano spesso nei manuali di ermeneutica o di critica letteraria, e che hanno il vantaggio di caratterizzare in modo semplice e comodo le principali tendenze della ricerca”.
Nella tradizione ermeneutica della Bibbia si susseguono l’esegesi rabbinica, quella patristica e poi medievale, il Rinascimento e l’età moderna, fino all’ “immenso delta di letture diverse nel mondo contemporaneo”.
Al suo interno vediamo fronteggiarsi prospettive spesso distanti, talvolta opposte: dal metodo storico-critico viene l’interesse per il mondo degli autori e per il contesto di formazione dell’opera, perché, spiega Ska, “la lettura di testi antichi richiede in ogni modo uno sforzo di traduzione che non è solo linguistico. La distanza culturale che ci separa dalla Bibbia obbliga il lettore moderno a rivedere molte nozioni e rappresentazioni”.
Ma per la critica letteraria – gli studi sincronici di I.A. Richards in testa - “la stessa opera letteraria è autonoma, a sé stante, e non dipende, per la sua interpretazione, dal legame con il suo autore, con i suoi primi destinatari o con il mondo che rappresenta”. Come a dire: “abbiamo il libro della Genesi, abbiamo i vangeli, e il significato dei testi che ha valore per il mondo di oggi, in particolare per i credenti, è quello del testo finale, così come è stato trasmesso e letto per secoli. Il resto è forse interessante, ma rimane un puro gioco accademico”. E non manca, nella dialettica tra metodi, la prospettiva, più recente, di chi assegna al lettore un ruolo giudicato “imprescindibile” nell’elaborazione del significato di un testo. “Il testo è vivo - qui il riferimento diretto di Ska è Umberto Eco con il suo “Lector in fabula” - ma la sua vita dipende dal lettore”.
Con “Specchi, lampade e finestre” padre Ska dischiude l’universo delle scienze bibliche ai “non specialisti” e lo fa attraverso un’opera maneggevole, che ha il pregio di una manifesta accessibilità, pur senza sconti nella trattazione delle questioni ermeneutiche di maggior peso come degli accenti più squisitamente storici, teologici, linguistici. Né si resterà delusi se interessati ad un itinerario di approfondimento, possibile anche grazie a un consistente supplemento di riferimenti bibliografici. Suggerite, quasi “consegnate” al lettore dei nostri tempi, restano le domande-guida incontrate nelle pagine introduttive: “come leggere allora la Bibbia oggi, in un mondo pluralista e secolarizzato? La Bibbia è un libro aperto o sigillato e quasi incomprensibile?”
 (Courtesy of Vatican Insider)

Jean-Louis Ska, “Specchi, lampade e finestre. Introduzione all’ermeneutica biblica”, EDB, 2014, pagg. 90, 8,90 euro.​


"Storie del bosco antico"

da leggere e volare con i pensieri
leggere e volare con i pensieri
leggerevolare


 Ogni tanto adoro leggere qualcosa di Mauro Corona. E' uno scrittore che mi risana con il mondo della natura. 
Mi sono fatta incantare da questo libro "Storie del bosco antico" ed è una specie di miracolo da adulti entrare in punta di piedi nel mondo delle favole. Perchè le favole possono essere anche per gli adulti. Solo che questi racconti che lui scrive sono lezioni di vita e di rispetto sulla natura e sulle cose e sono così belle da sentire nel cuore ogni singola parola ... 
Sono racconti brevi, ve ne cito uno per farvi capire il genere:
" L'allocco era ed è, l'intellettuale del bosco. Studente modello fin da piccolo, aveva accumulato nel tempo una cultura vastissima... Và da sè che ad uno così tutti rompessero le scatole. Chi gli chiedeva consigli, chi una consulenza, chi dei favori e addirittura alcuni anche dei soldi. Aveva uno sguardo talmente bello, intelligente, profondo e misterioso, tanto da far pensare che potesse fare miracoli. Un asino arrivò a chiedergli se potesse trasformarlo in uomo. "Questo non mi è possibile" rispose l'allocco. Tutti lo tempestavano di domande e di richieste. Alla fine si stancò di tutto questo e chiese rimedio al Signore. 

"Ti prego, Signore, fammi diventare rimbambito" 
"Guarda la tv e lo diventerai", rispose il Creatore.
"No, con la tv ci vuole un po' di tempo, io vorrei diventarlo subito".
Allora il Signore gli regalò la faccia più idiota e rimbambita sulla Terra. Da quel giorno nessuno disturbò più l'allocco.
Ecco mettere l'effetto della tv dentro una favola del bosco, secondo me è geniale e siccome questo è un libro per bambini mi piace tanto.

lunedì 19 maggio 2014

Donne di Comunione

Cremaschi 

Esempi di donne di Dio nel mondo antico













Lisa Cremaschi, monaca di Bose sviluppa il tema: (leggi il testo)
“La vita spirituale come cammino nell’esperienza di alcune monache del mondo antico”. Con la presentazione della vita di alcune monache, la relatrice durante la 61° Assemblea Nazionale dell'Usmi in data 23 aprile 2014, ci ha fatto conoscere come si possono vivere situazioni veramente difficili con un cuore innamorato di Dio e in particolare ha presentato Teodora, venerata in Oriente, che è stata capace di vivere le contrarietà in modo fecondo perché tutte le avversità possono diventare “guadagno” se vissute con Cristo. Ha saputo trarre il bene dal male. Sincletica, vissuta del V secolo, ha fatto della malattia un cammino d’amore a Cristo. Isidora invece, discepola mite e umile di cuore, ci insegna a vivere in comunità in modo evangelico. Lei era diventata il capro espiatorio permettendo alle consorelle di sfogare su di lei le loro frustrazioni. Avendo scelto la via della mitezza si è fatta santa.
Continuando poi la carrellata di modelli Lisa Cremaschi ha presentato Macrina, modello di vita secondo il vangelo. Ha fatto della sua vita una continua preghiera. Fin dall’adolescenza costretta a confrontarsi con la morte Macrina ha sofferto ed ha patito la separazione dalle persone che amava: ha vissuto questi lutti come appelli a crescere nella fede in Colui che ha vinto la morte.
Olimpia, donna appartenente alla più alta società di Costantinopoli si è posta a servizio della Chiesa radunando intorno a sé numerose donne attirate dal medesimo desiderio di vivere in povertà e vita comune. In tempi calamitosi e difficili Olimpia ci insegna a non lasciarsi vincere dalla tristezza e dal negativo, ma a dare gloria a Dio in tutto.
Scolastica, sorella di Benedetto, ci insegna la forza dell’amore, come commenta Gregorio “poté di più colei che amò di più”. Ecco il primato dell’amore su ogni regola, su ogni consuetudine.
La pasqua è la vittoria dell’amore e noi viviamo la pasqua ogni volta che amiamo perché “chi ama è passato dalla morte alla vita”.


usminazionale.it

LA PAROLA È CON NOI...
Commenti al Vangelo festivo

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Fatti in Controluce

Tutti i libri su Papa Francesco


Tutti i libri su Papa Francesco  f0rmiche.net



Tutti i libri su Papa Francesco

A molti, specialmente all’interno della Chiesa, questa espressione non piace. Ma che ci si trovi dinanzi ad un vero e proprio “Effetto Francesco” è fuori discussione. Lo dimostrano i milioni (1,7 solo per la pagina italiana) di follower su twitter, le migliaia di persone che partecipano regolarmente alle udienze del mercoledì ed all’Angelus della domenica. Ma c’è soprattutto un indicatore significativo di quello che è il “successo” di Papa Francesco, ovvero il numero di libri che vengono pubblicati ogni giorni e direttamente o indirettamente collegati alla figura del successore di Benedetto XVI.
TUTTI I NUMERI
I numeri li ha forniti il settimanale cattolico Famiglia Cristiana, per il quale “nei primi dodici mesi di pontificato sono stati pubblicati nel nostro Paese 111 titoli scritti dal Papa e 139 a lui dedicati, per un totale di 250 volumi in un anno”. E basta entrare in una libreria qualsiasi per rendersene immediatamente conto: immancabili sono le aree riservate ai libri su Papa Francesco, letteralmente prese d’assalto ogni giorno. Vediamo, quindi, i casi di maggior successo in libreria che testimoniano questa tendenza.
PADRE SPADARO, QUESTO “STAKANOVISTA”
E’ il gesuita più vicino a Papa Francesco. E non potevamo quindi non iniziare da lui. Passato un mese dall’elezione di Bergoglio al soglio pontificio, ecco il racconto del “passaggio” da Benedetto XVI a Francesco in “Da Benedetto a Francesco. Cronaca di una successione al Pontificato”, in cui un gesuita (padre Spadaro) racconta la propria emozione per il primo Papa gesuita. Nel frattempo in tanti (giornalisti, teologi, accademici) provano a descrivere quella che sarà la Chiesa di Papa Francesco. Ci prova anche, con evidente successo, il direttore de La Civiltà Cattolica che “manda” in libreria “Il disegno di Papa Francesco. Il volto futuro della Chiesa”. Ma l’exploit di padre Spadaro arriva verso la fine del 2013, quando viene pubblicato il libro-intervista con Papa Francesco “La mia porta è sempre aperta”: un grande successo editoriale ma, soprattutto, una grande esperienza umana che porta padre Spadaro ad affermare che “quando sei con Bergoglio hai l’impressione che conosca Dio personalmente”. Sino ad arrivare, ovviamente, all’ultima fatica, ovvero la raccolta delle omelie pronunciate da Papa Francesco nel corso della messa mattutina a Santa Marta, che rappresentano, per Spadaro, “il cuore pulsante del ministero di Papa Francesco”.
IL PRIMO E’ STATO RODARI
Spetta forse al vaticanista di La RepubblicaPaolo Rodari, il record di velocità. E’ passata appena una settimana dall’elezione di Papa Francesco che Rodari pubblica “La Chiesa ferita. Papa Francesco e la sfida del futuro” nel quale l’ex vaticanista del Foglio analizza in maniera piuttosto agile le sfide che il nuovo pontefice dovrà affrontare. Un libro che, come lo stesso autore ammette, è stato scritto “a cavallo di due pontificati, dopo le dimissioni del Papa tedesco quando però ancora non si sapeva chi sarebbe stato il suo successore”. Rodari, però, è da poco tornato in libreria con quello che, molto probabilmente, è il miglior libro in circolazione per capire veramente chi è Papa Francesco. “Il progetto di Francesco. Dove vuole portare la Chiesa” è un libro intervista con il vescovo Victor Fernandez, rettore della Pontificia Università Cattolica dell’Argentina, nonché uno dei sacerdoti più vicini a Papa Francesco. Un libro, quest’ultimo, che, come scritto da Lucio Caracciolo, “racconta con profondità e passione, l’avvio di un percorso che in ogni caso non lascerà il cattolicesimo come l’ha trovato”.
I VATICANISTI DEL TG1
Fabio Zavattaro ed Aldo Maria Valli sono i vaticanisti di punta del TG1. Sono loro che hanno raccontato sulla rete ammiraglia della Rai il conclave e sono loro che ogni giorno raccontano Papa Francesco ai telespettatori. “Fratelli e sorelle, buonasera” non è solo il saluto con il quale Papa Francesco si è rivolto ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro dopo l’elezione ma anche il titolo del libro scritto da Fabio Zavattaro, nel quale vengono tratteggiate la vita, le opere e le prime scelte compiute dal successore di Benedetto XVI. Ai primi passi del pontificato di Francesco è dedicato un breve ed intenso saggio di Aldo Maria Valli (“Le sorprese di Dio. I giorni della rivoluzione di Papa Francesco”), nel quale Papa Bergoglio viene descritto come un “dono inatteso, che la comunità cristiana non può che farne tesoro”.
UNA GIUNGLA DI LIBRI TRA CUI DISTRICARSI
Leggerli tutti non è certo possibile. Districarsi nella giungla dei libri dedicati a Papa Francesco è impresa titanica. Imperdibili sono, senza dubbio, i libri scritti da Andrea Tornielli de La Stampa, il vaticanista più citato al mondo. Con il suo “Jorge Mario Bergoglio. Francesco. Insieme”, Tornielli tratteggia la “personalità di uomo di Dio che ha fatto della radicalità evangelica e del messaggio della misericordia i pilastri della sua azione pastorale”. Tornielli, poi, gioca un po’ con IL titolo mandando in libreria il suo secondo libro, ovvero “I fioretti di Papa Francesco”: un chiaro rimando alla famosa opera “I fioretti di San Francesco” dedicata al santo di Assisi. Di taglio chiaramente più politico è il libro di Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera, che ha recentemente pubblicato “Il Vaticano secondo Francesco”. Franco, che si è appositamente recato in Argentina, cerca di delineare gli aspetti principali di quella che viene definita una sfida aperta e difficile e che rappresenta, senza dubbio, anche un “rivolgimento geopolitico”. C’è addirittura chi “scrive” a Papa Francesco: è quanto fa il teologo Matthew Fox con le sue “Lettere a Papa Francesco”. Ma c’è anche chi parla già di encicliche, contandone addirittura dieci: è il noto vaticanista americanoJohn Allen con “Le dieci encicliche di Papa Francesco”, nel quale vengono presentate le dieci parole d’ordine emerse dai primi giorni di pontificato. Alle “parole” di Papa Francesco fa riferimento anche Rosario Carello, ex conduttore della trasmissione religiosa di Rai1 “A Sua immagine”, il quale racconta 80 piccole storie, tutte con Papa Francesco protagonista, in “I racconti di Papa Francesco”. Fondamentali, poi, per conoscere più da vicino la figura di Papa Francesco “Papa Francesco. Il nuovo Papa si raconta”di Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti, traduzione italiana di un’intervista fatta all’allora cardinale Bergoglio, e “Francesco. Vita e rivoluzione” della giornalista Elisabetta Piqué. L’ultimo libro, in rigoroso ordine cronologico, è quello del vaticanista del Fatto Quotidiano Marco Politi che in “Francesco tra i lupi” cerca di evidenziare i segreti della rivoluzione di Papa Francesco.
I “FINTI” LIBRI DI PAPA FRANCESCO
E’ forse, questo, il caso più interessante. Basta entrare in qualsiasi libreria per trovare libri “di” Papa Francesco. Basti pensare, ad esempio, a “Non abbiate paura della tenerezza”, “Dio nella città”, “Umiltà. La strada verso Dio”, “Aprite la mente al vostro cuore”, “Non lasciatevi rubare la speranza”. Un Papa piuttosto prolifico, sembrerebbe. Ma basta sfogliare le prime pagine per capire che in realtà non è proprio così. Si tratta, infatti, nella maggior parte dei casi, di una raccolta di testi ed omelie dell’allora cardinale Bergoglio, quando ancora era lontana anche solo l’idea di una sua elevazione al soglio pontificio. Insomma una vera e propria operazione editoriale nel solco di quello che viene appunto chiamato “Effetto Francesco”.
VATICANISTI ROMANZIERI
“Dalla fiction alla realtà” è forse una delle espressioni più usate quando si ha a che fare con una trasposizione nella realtà di qualcosa sino ad allora fantasioso. In questo caso, però, è forse più appropriato parlare di un passaggio dalla “realtà alla fiction”. Protagonisti ne sono due tra i più autorevoli vaticanisti nel panorama italiano, quale Carlo Marroni del Sole 24 Ore e il già citato Paolo Rodari di La Repubblica. Incentrati sui segreti e sulle trame del Vaticano sono ovviamente i due romanzi di Carlo Marroni. In “Le Mani sul Vaticano” il vaticanista del Sole 24 Ore, al suo esordio letterario, racconta una curia romana cruda, fatta di eminenze in lotta tra di loro in vista di un imminente conclave. Il caso ha voluto che il romanzo uscisse proprio poco prima dell’addio di Benedetto XVI, il che ha ovviamente giovato alla sua diffusione. Nella fatica successiva, “Il conto Vaticano”, Marroni si è concentrato sull’intricato mistero che si snoda intorno ai conti in banca segreti in mano alla Chiesa. Un libro, quest’ultimo, uscito proprio quando Papa Francesco faceva della riforma della governance vaticana dell’economia uno degli assi portanti del suo pontificato. Anche il vaticanista di Repubblica Rodari si è cimentato, con successo, nel passaggio dalla realtà alla fiction. In “L’altare dell’ultimo sacrificio” il Rodari, infatti, racconta di una serie di omicidi seriali, compiuti all’interno di alcune basiliche, volti a gettare discredito sul Papa e sulla Chiesa di Roma. Sarà, guarda caso, un giornalista a dare un contributo decisivo alla soluzione dell’enigma.



PROMEMORIA:

Cremaschi Esempi di donne di Dio nel mondo antico













Lisa Cremaschi, monaca di Bose sviluppa il tema: (leggi il testo)
“La vita spirituale come cammino nell’esperienza di alcune monache del mondo antico”. Con la presentazione della vita di alcune monache, la relatrice durante la 61° Assemblea Nazionale dell'Usmi in data 23 aprile 2014, ci ha fatto conoscere come si possono vivere situazioni veramente difficili con un cuore innamorato di Dio e in particolare ha presentato Teodora, venerata in Oriente, che è stata capace di vivere le contrarietà in modo fecondo perché tutte le avversità possono diventare “guadagno” se vissute con Cristo. Ha saputo trarre il bene dal male. Sincletica, vissuta del V secolo, ha fatto della malattia un cammino d’amore a Cristo. Isidora invece, discepola mite e umile di cuore, ci insegna a vivere in comunità in modo evangelico. Lei era diventata il capro espiatorio permettendo alle consorelle di sfogare su di lei le loro frustrazioni. Avendo scelto la via della mitezza si è fatta santa.
Continuando poi la carrellata di modelli Lisa Cremaschi ha presentato Macrina, modello di vita secondo il vangelo. Ha fatto della sua vita una continua preghiera. Fin dall’adolescenza costretta a confrontarsi con la morte Macrina ha sofferto ed ha patito la separazione dalle persone che amava: ha vissuto questi lutti come appelli a crescere nella fede in Colui che ha vinto la morte.
Olimpia, donna appartenente alla più alta società di Costantinopoli si è posta a servizio della Chiesa radunando intorno a sé numerose donne attirate dal medesimo desiderio di vivere in povertà e vita comune. In tempi calamitosi e difficili Olimpia ci insegna a non lasciarsi vincere dalla tristezza e dal negativo, ma a dare gloria a Dio in tutto.
Scolastica, sorella di Benedetto, ci insegna la forza dell’amore, come commenta Gregorio “poté di più colei che amò di più”. Ecco il primato dell’amore su ogni regola, su ogni consuetudine.
La pasqua è la vittoria dell’amore e noi viviamo la pasqua ogni volta che amiamo perché “chi ama è passato dalla morte alla vita”.


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domenica 18 maggio 2014

L’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” di papa Francesco.

Evangelii nuntiandi, Evangelii gaudium: “Spalancare le porte a Dio”




Un’analisi di Malnati sui punti comuni delle Esortazioni apostoliche di Paolo VI e Francesco

ETTORE MALNATI*  TRIESTE 

L’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” di papa Francesco, anche da alcune confidenze dello stesso pontefice molto si ispira e fa riferimento a quel profetico documento montiniano che è stato l’esortazione apostolica post-sinodale “Evangelii nuntiandi”.
Un documento quello di Montini in sette capitoli più l’introduzione e la conclusione. In tutto ottantadue paragrafi. Quel documento è stato fatto proprio ed elaborato da Paolo VI dopo il Sinodo del 1974 sul tema dell’evangelizzazione. Rileggendolo oggi appare attuale anche nei vari contenuti culturali, sociali antropologici ed ecclesiali.
Montini vuole il primo capitolo imperniato sul passaggio da Cristo evangelizzatore alla Chiesa evangelizzatrice e in tale contesto sottolinea la necessità di Comunità evangelizzate che evangelizzano (En n. 13) e vede in ciò la vocazione primaria della Chiesa (En n. 14). Papa Francesco dedica il primo capitolo dell’Evangelii gaudium alla trasformazione missionaria di tutta la Chiesa (Eg nn. 20-49) e ci parla di una Chiesa in uscita, dando una immagine immediata a quello che scrive Paolo VI: “La Chiesa esiste per evangelizzare… essere il canale del dono della grazia, riconciliare i peccatori con Dio” (En n. 14). Entrambi sono la eco di ciò che disse l’Apostolo “per me evangelizzare non è un titolo di gloria, ma un dovere. Guai a me se non predicassi il Vangelo!" (1Cor 9,16). Che cosa debba essere il cuore dell’evangelizzazione e quindi il suo contenuto: la Buona Notizia cioè il primo “Kerygma” sottolineato sia da Paolo VI (En n. 26) che da papa Francesco (Eg n. 164).
Ciò che appare in simbiosi nei due documenti sull’evangelizzazione lo troviamo per l’Evangelii Nuntiandi già al capitolo IV, nell’Evangelii gaudium al capitolo III, dove appunto si indicano le vie dell’evangelizzazione, tra le quali la catechesi (En n. 44 e Eg nn. 135-136). Si chiede di non sottovalutare la pietà popolare (En n. 48; Eg nn. 122-123); che tutta la Chiesa sia missionaria (En n. 59; Eg n. 26) con una “predicazione vivente” (En n. 42) che parta dall’ascolto della Parola e del popolo (Eg n. 154) per giungere a tutti i lontani (En n. 51), al mondo secolarizzato (En n. 52), ai non credenti (En n. 55), ai non praticanti (En n. 56), al “cuore delle masse” dice Paolo VI (En n. 57) e si ponga come sostegno dei fedeli (En n. 54).
In entrambi i documenti vi è una preoccupazione per un linguaggio incisivo e cordiale (En n.63; Eg nn. 139-140). Vi è ovviamente il richiamo per l’intero popolo di Dio e a coloro che “in primis” sono chiamati all’Annuncio al fine di essere non solo annunciatori ma testimoni (En n. 76; Eg n. 42) del dono del Vangelo.
Non bisogna temere di individuare e adoperare strumenti nuovi per evangelizzare (En n. 45; Eg n. 156). Vi è dunque una reale sinergia, attenzione e preoccupazione per una Chiesa che in uscita sappia raggiungere tutte le periferie esistenziali avendo in animo di dovere all’intera umanità e a ogni cultura e società la sua bella testimonianza che in Cristo vi è vera pace per la famiglia umana e solidale promozione umana avente, quale punto fondante, il primo Annuncio cristiano generatore di stupore e apertura al mistero.
Papa Francesco che ha svolto il suo ministero “alla fine del mondo” cercando di “non rubare la speranza” a un popolo provato si ritrova perfettamente in linea con la sapiente ed evangelica preoccupazione per un rinnovamento dell’evangelizzazione indicato dal Concilio Vaticano II e che fu una delle prioritarie preoccupazioni di Paolo VI.
Cambiano i volti ma il cuore del Vescovo di Roma pulsa per la stessa causa: che si spalanchino le porte del cuore delle singole persone e dei popoli a Cristo l’uomo nuovo che rivela all’uomo tutto l’uomo (Gs n. 22).
* 
«Con l’Evangelii Gaudium l’umanità può stupire»
Un’edizione dell’Esortazione apostolica introdotta e commentata da Malnati, con postfazione di Crepaldi
DOMENICO AGASSO JR TORINO 
È dedicata «al neo membro del Sacro Collegio Loris Francesco Capovilla» l’edizione dell’“Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Con introduzione e commento di Ettore Malnati e postfazione di Giampaolo Crepaldi” (Cantagalli). L'Esortazione è pubblicata integralmente e approfondita in ogni capitolo da monsignor Malnati, vicario per il Laicato e la Cultura della diocesi di Trieste, di cui è vescovo Crepaldi, che in questo volume analizza le implicazioni che l'Esortazione ha sulla Dottrina sociale della Chiesa individuandone i punti sui quali merita fare un approfondimento.
Il libro aiuta a orientarsi e a comprendere cosa papa Francesco intenda per “Nuova evangelizzazione”. Con l’Esortazione il Pontefice invita i fedeli a riscoprire la gioia di essere cristiani, non una gioia vaga e indistinta ma il “gaudio” della persona rinata, della salvezza incontrata e sperimentata, della misericordia.
L’Esortazione contiene provocazioni indirizzate anche alla politica e all’economia: Papa Bergoglio rivolge uno sguardo particolare ai poveri, ai piccoli, parlandone dal punto di vista dell’amore evangelico.
Scrive Crepaldi: «Un’importante novità della “Evangelii Gaudium” è l’ampio approfondimento, contenuto nel capitolo IV, della cosiddetta “scelta preferenziale per i poveri”. Il Papa ne parla dal punto di vista dell’amore evangelico di Gesù per i piccoli e gli ultimi. È una ricca riflessione sull’atteggiamento dei credenti e della Chiesa nei confronti dei poveri e su quanto da essi si possa imparare». E «l’inclusione sociale dei poveri diventa qui qualcosa di più che una politica sociale. Diventa la prospettiva stessa del nostro vivere in società, l’aspetto che continuamente ci ricorda il motivo ultimo per cui esiste la comunità politica». «Viviamo in un momento particolare, da questo punto di vista – sottolinea il Vescovo - La crisi economica fa aumentare le disuguaglianze e, quindi, anche i poveri e la povertà. Un nuovo sguardo sui poveri a partire dai poveri evangelicamente intesi sarà di grande aiuto per tutti.
Per Malnati, il messaggio dell’Esortazione «deve giungere, attraverso la via della misericordia, al cuore di ogni uomo. Non può essere disattesa da chi è impegnato nel campo dell’evangelizzazione partendo dai ministri ordinati – per il modo di vivere il loro ministero come servizio, per come debbono preparare e offrire l’omelia ai fedeli – fino ai catechisti, ai laici impegnati nella cultura e nel sociale, agli educatori ecc. Con la Evangelii Gaudium i Pastori della Chiesa cattolica “con e sotto” le sapienti indicazioni del Vescovo di Roma, chiedono ai singoli battezzati e alle Comunità cristiane una vera riforma interiore e di approccio, perché l’umanità possa stupire e lasciarsi illuminare da Cristo, vera e qualificante luce del mondo».
“Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Con introduzione e commento di Ettore Malnati e postfazione di Giampaolo Crepaldi”, Cantagalli, 2014, pagg. 252, 17 euro.