La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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lunedì 29 dicembre 2014

Libertà "è uno stato d’animo... ? c'è o non c'è ! "freedom is a state of mind"

Libertà 

"è uno stato d’animo...

che è dentro di noi!"


 da Leggo& rifletto

Il Saggio e il Professore - Nyogen Senzaki

Un saggio maestro giapponese, noto per la saggezza delle sue dottrine, ricevette la visita di un dotto professore di università, che era andato da lui per interrogarlo sul suo pensiero. Il saggio maestro, secondo l’usanza, prima di tutto servì il thé: cominciò a versarlo, colmando la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare tranquillamente, con una espressione serena e sorridente. Il professore guardava il thé traboccare, ed era talmente stupito, da non riuscire a chiedere spiegazione di una distrazione così contraria alla norme della buona educazione. 

Ad un certo punto non riuscì più a contenersi: “E’ ricolma! Non ce ne sta più” – esclamò spazientito. 
“Come questa tazza – disse il saggio imperturbabile – tu sei ricolmo della tua cultura, delle tue sicurezze, delle tue congetture erudite e complesse. E allora, come posso parlarti della mia dottrina, che è comprensibile solo agli animi semplici e aperti, se prima non vuoti la tua tazza?” 


- Nyogen Senzaki -





"Le persone hanno delegato le loro anime ai preti, la salute ai medici, i soldi ai banchieri e i figli alla scuola, e così hanno smesso di controllare la propria vita."

(Raymon Grace)



"Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che è. Il bambino apprende come deve percepire il mondo per essere pienamente integrato. Passo dopo passo, gli viene resa familiare una descrizione del mondo, che egli impara a percepire, mantenere e difendere come "la vera realtà". La ragione ci induce a dimenticare che la descrizione è soltanto una descrizione, e prima che arriviamo a capirlo, molti di noi hanno intrappolato la loro essenza in un circolo vizioso da cui emergono solo di rado nell'arco della vita."

(Carlos Castaneda)



"La maggior parte degli uomini è schiava di antichi tabù, retaggi ereditari e condizionamenti ambientali; essa è dominata dal pensiero, dal modo di vivere e di agire degli altri, nonchè dalle proprie emozioni e sentimenti. 
Pur non avendo alcun controllo su di sè e sulla propria vita, ribatte indignata: "Io faccio quello che voglio, agisco come mi pare e piace..." senza però spiegare da cosa ha avuto origine il suo "quel che voglio". 
Quanti pochi sono i pensieri e le azioni originali di un uomo medio! La triste realtà è che la maggior parte degli individui non è che il prodotto, il riflesso di altre personalità infinitamente più forti; il problema principale consiste nel fatto che questi individui non si rendono conto di possedere, oltre al "Me", quel qualcosa chiamato "Io" che, se lasciato inattivo, si atrofizza e perde di forza."
(Kybalion)


da Leggo& rifletto

domenica 28 dicembre 2014

"Da Betlemme è la luce che illumina il mondo, il Pane che sostenta la vita degli uomini".

Vestiti per i poveri . don Bruno Ferrero

Il parroco di una delle sterminate periferie di Pa­rigi, incaricò un giorno la scrittrice Madeleine Del­brel, sua buona parrocchiana, di portare un pacco di vestiti ad una poverissima famiglia di non credenti.
Madeleine prese il pacchetto e si recò all'indiriz­zo che le aveva dato il parroco. Salì i cinque piani del freddo casermone di cemento e consegnò il 
pac­co alla donna dall'aria sciupata con un bambino ac­canto, che era venuta ad aprire la porta. La donna ringraziò e Madeleine riprese le scale. Era appena giunta a pianterreno che si sentì richiamare.
Era la donna del quinto piano che urlava: «Vieni a riprenderti il tuo pacchetto! Sono degli stracci schi­fosi! Siamo poveri, ma non viviamo di rifiuti!».
Madeleine risalì. Vide che la donna aveva ragio­ne: il pacco conteneva biancheria sporca. C'era sta­to qualche errore. Si scusò e ridiscese, addolorata. Non sapeva che cosa fare.
Passò davanti ad un negozio di fiori e vide un cesto di magnifiche rose rosse. Le comperò, ritornò sui suoi passi, incontrò il bambino della donna e gli diede i fiori, dicendogli: «Portali alla tua mamma».
Quel bambino fu il primo battezzato del quartiere.

*****
Un vecchietto ateo, non credente, andò da un noto sacerdote. Sperava di essere aiutato a risolvere i suoi problemi di fede. Non riusciva a convincersi che Gesù di Nazaret fosse veramente risorto. Cercava dei se­gni di questa affermata risurrezione... Quando entrò nella casa canonica, abitazione del sacerdote, c'era già qualcuno nello studio a collo­quio. Il prete intravide il vecchietto in piedi in corri­doio, e subito, sorridente, andò a porgergli una sedia.




Quando l'altro si congedò, il sacerdote fece en­trare l'anziano signore. Conosciuto il problema, gli parlò a lungo e dopo un fitto dialogo, l'anziano da ateo divenne credente, desiderando di ritornare alla parola di Dio, ai sacramenti e alla fiducia nella Madonna. Il sacerdote soddisfatto ma anche un po' meravi­gliato gli chiese: «Mi dica, del lungo colloquio qual è stato l'argomento che l'ha convinta che Cristo è veramente risorto e che Dio esiste?». «Il gesto con il quale mi ha porto la sedia perché non mi stancassi di aspettare», rispose il vecchietto.

don Bruno Ferrero, 
da: "C'è qualcuno lassù"






"Dio è eterno, è nato da una donna e rimane con noi ogni giorno.

In questa fiducia viviamo, in questa fiducia troviamo la strada della nostra vita."

(San Cirillo di Alessandria)





"Da Betlemme è la luce

che illumina il mondo,
il Pane che sostenta
la vita degli uomini".

(San Luigi Guanella)




"Amo il presepe, 

questa gaudiosa rivincita del cuore
sulla specularità del pensiero.
Perché, se sui crinali scoscesi della rivelazione
la teologia si inerpica temerariamente,
il presepe, quello popolare dell'800,
non è da meno.
Anzi, la scavalca in arditezza:
col bilico dei Suoi ponti,
col paradosso delle Sue montagne,
con l'anacronismo delle Sue Città,
con la trasognata semplicità dei Suoi personaggi.
Per questo amo il presepe.
Ma lo amo, soprattutto, perché mi suggerisce
un'arditezza ancora più grande:
che Lui, il Signore,
è disposto a ricollocare la Sua culla,
ancora oggi,
tra le pietraie della mia anima inquieta".

- don Tonino Bello -






Buona giornata a tutti e tutte :-) Leggoerifletto.blogspot.it

venerdì 26 dicembre 2014

è nato! Alleluia, alleluia!...

Il lupo che divenne uomo - Piero Gribaudi
C'era una volta, in un bosco, un lupo molto feroce. 

Si nutriva di polli e di conigli e attaccava le greggi e gli armenti del villaggio. Anche i bambini non uscivano più a giocare. 

Il lupo era diventato il terrore di tutti. Si presero provvedimenti: gli animali dovevano vivere dentro recinti e trappole di ogni tipo vennero appostate nei dintorni. 
Il lupo cominciò a sentirsi braccato e vagava per il bosco, sempre più affamato.
Una sera, inaspettatamente, una stupenda luce illuminò il cielo e durò per tutta la notte. Ad un certo momento diversi gruppi di pastori cominciarono ad arrivare da ogni dove. Andavano tutti verso la medesima direzione. Che cosa stava succedendo?
Il lupo decise di seguirli, tenendosi a debita distanza. Li vide entrare in una grotta. Non si capiva che cosa vi trovassero. Quando uscirono, sembravano trasfigurati e anche una giovane donna comparve in mezzo a loro. 

Era un'occasione propizia. Il lupo furtivamente si intrufolò nella grotta.
Su una minuscola stuoia, un bambino molto piccolo stava disteso e giocava con un filo d'erba tra le dita. Il lupo si illuminò. Ecco il cibo sognato da tanto tempo. La mamma era ancora fuori con gli ospiti e non si sarebbe accorta. Avvicinò il muso al bambino. Sarebbe stata questione di un attimo. Ma successe qualcosa d'inaspettato. Il bambino non si spaventò, non pianse. Lo guardò, anzi, negli occhi, gli sorrise e allungando la manina accarezzò quel muso sporco di polvere. E gli disse: "Ti voglio bene".
Nessuno glielo aveva mai detto. La sua pelliccia di lupo si sfilacciò come una vecchia camicia. Dentro comparve un giovane uomo.



Chinato verso il bambino, trasformato, continuava a gridargli "Grazie! Grazie! Grazie!". Poi corse via. Che cos'altro poteva fare questo ex-lupo se non correre in ogni angolo della terra e raccontare a tutti ciò che quel bambino aveva fatto di lui?

- Piero Gribaudi - 
da: Fiabe della Notte Santa








Fratelli carissimi, il Signore nostro Gesù Cristo, creatore eterno di tutte le cose, oggi nascendo da una madre si è fatto nostro salvatore. E’ nato per noi oggi liberamente nel tempo per introdurci nell’eternità del Padre. Dio si è fatto uomo, perché l’uomo diventasse Dio. Perché l’uomo mangiasse il pane degli angeli, il Signore degli angeli si è fatto uomo… L’uomo ha peccato ed è divenuto reo: Dio è nato come uomo perché fosse liberato il reo. L’uomo cadde, ma Dio discese. Cadde l’uomo miseramente, discese Dio misericordiosamente; cadde l’uomo per la superbia, discese Dio con la grazia. 


Sant' Agostino (Discorso 13) 




...Non aveva bisogno di noi.


E anche Gesù non doveva che starsene ben tranquillo, nel ciel, prima di questa parte centrale, assiale, cardiaca della creazione, prima dell’Incarnazione, prima della redenzione.

È venuto, perché il mondo è venuto.
Diversamente, contrariamente, era tanto semplice, e presto fatto.
Era fatto in anticipo, non doveva che non creare il mondo, non rimaneva che non creare l’uomo.Non c’era più alcuna storia, non c’era più alcun fastidio.Tutto il mondo restava a casa sua.Quanto bisogna che io sia grande, amico mio, per aver spostato tanto mondo, disturbato tanto mondo, e così gran mondo.Un Dio, amico mio, Dio si è disturbato, Dio si è sacrificato per me.Ecco il Cristianesimo.

- Charles Péguy -
Clio, dialogue de l’histoire et de l’âme charnelle


È nato! Alleluia! 



È nato il sovrano bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!

La notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaie
suonate! Squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma come nei libri hanno detto
da quattromill’anni i profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Da quattromill’anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
È nato, è nato il Signore!
È nato nel nostro paese.
Risplende d’un astro divino
la notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino,

è nato! Alleluia, alleluia!




- Guido Gozzano -

Buona giornata a tutti. :-)

LeggiAmo ...

Natale è anche una tregua.... sul fronte franco-tedesco Natale 1914.

La tregua di Natale del 1914, 
una profezia di speranza per tutti noi
DI AUTORI VARI
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Natale è anche una tregua. Come quella che accadde, improvvisa, sul fronte franco-tedesco della Prima Guerra mondiale. Un film, bellissimo, ce la racconta, ed è come una brezza soave in mezzo al freddo e al buio della guerra. Il potere di un Bambino è stato, quella notte, più forte dell’arroganza dei grandi della terra. Ma questo episodio è solo la profezia di quello che davvero la nascita di Dio può originare.
Continua a leggere 

mercoledì 24 dicembre 2014

Le parole di Papa Francesco - proposte per una umanità nuova

Natale


“LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO” –


 «La speranza non indica soltanto il futuro, ma straripa nel presente e si esprime in augurio di pace e fraternità universali che, per trasformarsi in realtà, devono ...
                                         radicarsi in tutti i cuori.
 

LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO


 proposte per una umanità nuova

(estratto dal primo volume dedicato al Natale) 
In una vignetta pubblicata recentemente, una bambina raccontava a un’amica che per questo Natale aveva chiesto ai genitori che non le regalassero giocattoli ma «spirito natalizio» e che questi erano rimasti sconcertati, senza capire e senza sapere il da farsi. Il messaggio mi è sembrato molto acute e ci pone senz’altro la domanda: che cos’è lo spirito del Natale? L’impressione è che per rispondere bisognerebbe intraprendere una corsa a ostacoli, rappresentati da molti impedimenti, tra gli altri quelli che ci sono imposti dall’accelerato consumismo di fine d’anno. Ma la domanda resta. Nel corso del tempo, l’arte ha cercato di esprimerlo in mille modi ed è riuscita ad avvicinarci molto al significato di questo spirito natalizio. Quanti racconti di Natale ci offrono storie che ce lo avvicinano! I bellissimi racconti di Andersen, Tillich, Lenz, Böll, Dickens, Gorkij, Ham-sun, Hesse, Mann e tanti altri, sono riusciti ad aprire orizzonti di significazione che ci fanno addentrare su questa via di comprensione del mistero. Eppure, non sono sufficienti. E tuttavia, è proprio un racconto, un racconto storico, quello che ci apre le porte al reale significato dello «spirito natalizio». Un racconto semplice e preciso. Dice così: «In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc 2,1-7). 
Si tratta di un racconto storico, semplice e con un accentuato riferimento al cammino compiuto dal popolo d’Israele. Quando Dio scelse il suo popolo e iniziò a camminare con lui, gli fece una promessa: non gli vendette illusioni, ma seminò speranza nei loro cuori. Speranza in Lui, Dio che resta fedele perché non può smentire se stesso; diede al suo popolo questa speranza che non delude. Basati sul racconto appena citato, le parole di papa francesco noi cristiani sosteniamo che quella speranza si è consolidata. Si consolida e ci lancia verso il futuro, verso il momento dell’incontro definitivo. Lo «spirito natalizio» si manifesta così: promessa che genera speranza, si consolida in Gesù e si proietta, ancora come speranza, verso la seconda venuta del Signore. Il racconto citato continua con la narrazione della scena dei pastori, l’apparizione degli angeli e un cantico che è messaggio per tutti: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». La speranza consolidata non indica soltanto il futuro, ma straripa nel presente stesso e si esprime in augurio di pace e fraternità universali che, per trasformarsi in realtà, devono radicarsi in tutti i nostri cuori. Ogni volta che leggo il racconto e contemplo la scena addentrandomi in quello spirito di speranza e pace, penso a tutti gli uomini e le donne, credenti e non credenti, che percorrono il cammino della vita e aprono sentieri a tante ricerche fatte di speranza o disperazione, e sgorga in me il desiderio di avvicinarmi, di augurare pace, molta pace, e anche di riceverla; pace di fratelli, perché tutti lo siamo, pace che costruisce. Augurare e ricevere quella pace che alla fine rende possibile, nel mezzo delle nebbie e delle notti, riconoscerci e ritrovarci come fratelli, riconoscerci nel nostro volto che ci riflette come creati a immagine di Dio. Sarà questo parte dello spirito natalizio che quella bambina della vignetta reclamava ai suoi genitori? Lettera pubblicata nel quotidiano
 «La Nación», 23 dicembre 2011
Piano dell’opera: 
Ogni volume monografico è dedicato a un aspetto della fede: 
Natale, Speranza, Desiderio, Educazione, Pace, Misericordia, Testimonianza, Popolo, Scelta, Perdono, Missione, Impegno, Fede, Vita, Umiltà, Pasqua, Presenza, Incontro, Cambiamento, Chiesa.

AUGURI & pace in terra a... TUTTI GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'

"La speranza consolidata non indica soltanto il futuro, ma straripa nel presente stesso e si esprime in augurio di pace e fraternità universali che, per trasformarsi in realtà, devono radicarsi in tutti i nostri cuori". 

*****

“LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO” 
“Proposte per una umanità nuova”: 
 larecherche.it
(estratto dal primo volume dedicato al Natale)

***** 
C’erano in quella regione alcuni pastori [...]. 

Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: 

«Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: 

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

                              BUON NATALE | MERRY CHRISTMAS


                                              GIULIANO



25 dicembre 1955... AUGURI


da leggoerifletto.blogspot.it

25 dicembre 1955 

- Giovanni Papini



Anche se Cristo nascesse 


mille e diecimila volte


a Betlemme,


a nulla ti gioverà


se non nasce almeno una volta


nel tuo cuore.


Ma come potrà accadere


questa nascita interiore?


Eppure questo miracolo nuovo


non è impossibile


purché sia desiderato e aspettato.


Il giorno nel quale non sentirai


una punta di amarezza


e di gelosia dinanzi alla gioia


del nemico o dell'amico,


rallegrati perché è segno


che quella nascita è prossima.


Il giorno nel quale non sentirai


una segreta onda di piacere


dinanzi alla sventura e alla caduta altrui,


consolati perché la nascita è vicina.


Il giorno nel quale sentirai il bisogno


di portare un po’di letizia a chi è triste


e l'impulso di alleggerire il dolore o la miseria


anche di una sola creatura,


sii lieto perché l'arrivo di Dio è imminente.


E se un giorno sarai percosso


e perseguitato dalla sventura


e perderai salute e forza,


figli e amici


e dovrai sopportare l'ottusità,


la malignità e la gelidità


dei vicini e dei lontani,


ma nonostante tutto non ti abbandonerai


a lamenti né a bestemmie


e accetterai con animo sereno il tuo destino,


esulta e trionfa perché il portento


che pareva impossibile


è avvenuto


e il Salvatore è già nato nel tuo cuore.


Non sei più solo, non sarai più solo.


Il buio della notte fiammeggerà


come se mille stelle chiomate


giungessero da ogni punto del cielo


a festeggiare l'incontro


della tua breve giornata umana


con la divina eternità.


(Giovanni Papini)


Dio non ci lascia brancolare nel buio: ha assunto un volto umano. Solo questo Dio ci salva dalla paura del mondo e dall’ansia di fronte al vuoto della nostra esistenza.

Papa Benedetto XVI




Il Natale è  la festa in cui Dio si fa così vicino all’uomo da condividere il suo stesso atto di nascere, per rivelargli la sua dignità più profonda: quella di essere figlio di Dio.
E così il sogno dell’umanità cominciando in Paradiso - vorremmo essere come Dio - si realizza in modo inaspettato non per la grandezza dell’uomo che non può farsi Dio, ma per l’umiltà di Dio che scende e così entra in noi nella sua umiltà e ci eleva alla vera grandezza del suo essere.
 


- Benedetto XVI -


Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l'amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi.
È la festa che canta il dono della vita.

Papa Benedetto XVI
Una vignetta un pò forte per una giornata in cui dovremmo essere tutti quanti più buoni, belli, bravi e sorridenti... così... giusto per non dimenticare chi il Natale non lo festeggia proprio per niente, ed è così povero da non festeggiarlo nemmeno nel cuore.



Buon Natale a tutti gli amici e le 


******


                BUON NATALE | MERRY CHRISTMAS


                                    GIULIANO