La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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lunedì 30 gennaio 2017

Tolkien e l'Italia

Domani avvenne 31/01





Tolkien e l'Italia

Tolkien collection

Tolkien e l'Italia di Oronzo Cilli: la rassegna stampa


In questa pagina si segnalano le recensioni al mio libro "Tolkien e l'Italia" (il Cerchio, 2016). Clicca sull'immagine per leggere il testo dell'articolo. *QUOTIDIANI* Il primo articolo che anticipava la ricerca che mi avrebbe poi portato a pubblicare il libro, uscì su *il Giornale* il 27 giugno 2014 a firma di *Gianfranco de Turris*, che avrebbe poi, due anni dopo firmato l'introduzione. Il quotidiano *Libero*, a firma di *Miska Ruggeri*, presenta il volume sulle sue pagine culturali l'11 gennaio 2017 Domenica 22 maggio 2017 è *Massimo Novelli* a recensire il libro su *il Fatto Q...                               altro »

 Oronzo Cillia         Tolkieniano  logspot.com

venerdì 27 gennaio 2017

Venti mesi


lafeltrinelli.it/libri/renzo-segre/venti-mesi

Renzo Segre

Venti mesi

Nel diario dell'ebreo Renzo Segre, 
la pagina più nera del fascismo italiano. 
Un libro «forte» che appassiona e commuove.
Prefazione di Nicola Tranfaglia
Premessa di Anna Segre
«Negli scritti di memoria di ebrei perseguitati in Italia, nei sette anni che vanno dalle leggi fasciste del 1938 alla Liberazione, mancava fino ad oggi un diario come quello di Renzo Segre - scrive Nicola Tranfaglia nell'Introduzione. - La storia cioè di un uomo che, per sfuggire alla deportazione dei lager e alla probabile morte, si era rifugiato con la moglie in una clinica psichiatrica e vi era rimasto per quasi due anni fingendo di essere un malato mentale e vivendo nell'angoscia costante di essere scoperto e deportato o ucciso. Le tracce di quella vicenda contrassegnarono tutta la vita successiva di Renzo Segre caratterizzata da un "perenne stato di depressione e di ansia per il futuro" . Né poteva essere diversamente, se si ripercorrono attraverso queste pagine le tappe di un calvario che ha inizio già negli ultimi anni della dittatura ma registra un inevitabile salto di qualità, un drastico peggioramento quando i nazisti occupano l'Italia del Centro-Nord, spingono Mussolini a fondare la Repubblica Sociale Italiana e questa, con il manifesto di Verona, proclama apertamente che gli ebrei saranno trattati come "sudditi di uno stato nemico" . Con la sua drammatica e oscura quotidianità la vicenda raccontata nel diario può forse far capire alle nuove generazioni come la tragedia provocata dalla vittoria dei fascismi, nella prima metà del nostro secolo, è ancora vicina nel ricordo di tante famiglie e merita di essere ricordata e approfondita soprattutto da quelli che dovranno affrontare la sfida di un futuro che si annuncia, malgrado le lezioni di storia, tutt'altro che facile o portatore di sicure promesse».
Renzo Segre (1909-1973), laureato in Economia e Commercio, era impiegato statale a Roma quando l'approvazione, nel 1938, delle leggi razziali gli fece perdere il posto di lavoro. Trasferitosi a Biella lavorò nell'azienda di famiglia fino al periodo narrato in questo diario.

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giovedì 26 gennaio 2017

Le Cose Sono Come Sono: Senza glutine e con gran gusto!

By Le Cose Sono Come Sono:

Senza glutine e con gran gusto!




Amo cucinare. Lo sa chi mi frequenta ancor più di chi mi legge.Mi piace fare cose che sorprendano i miei commensali pur muovendomi in modo cialtrone. Nella cucina e nella vita. Qui nel blog azzardo proporre ricette (roba sempre sperimentata e venuta bene) Negli anni mi sono accorto di amare cose che sempre più persone non vogliono o non possono più amare. Mi interrogo spesso sulle cause del proliferare di intolleranze e disturbi nella assunzione di determinati cibi e sostanze. Parlo di salute, non di mode o di religione.Sarebbe utile interrogarci seriamente nel merito. Per capirci: trenta anni fa quanti erano intolleranti al lattosio o quanti dovevano seeguire una dieta rigorosamente “gluten-free”?E’ con piacere che vedo come, sempre di più, togliere alimenti possa non essere privazione di gusto e ricercatezza. Cura e piacere che fanno della cucina un’arte e non un mezzo per nutrirsi punto e basta.Tra i blog che seguo con interesse c’è FABIPASTICCIO. Un grandissimo Blog con ricette meravigliose per chi ha bisogno di mangiare senza glutine ma non vuole rinunciare al gusto. L’autrice, Fabiana Corami, è una persona deliziosa e il suo blog è bellissimoConsiglio vivamente.Ma già che parlo di gluten-free voglio segnalarvi anche un libro appena uscito.Si tratta di “RICETTARIO SENZA GLUTINE E CASEINA” di Letizia Bernardi Cavalieri.
 
È appena uscito per la collana Olos, diretta da Carla Casazza per Antonio Tombolini Editore ed è uno spettacolo di sana golosità.Capisco che “sana golosità” scritto da me possa essere letto come un ossimoro ma vi assicuro che non lo è.Quando dispenso consigli lo faccio con genuino entusiasmo.Nel caso di Fabiana e nel caso di Letizia… con gusto!Non fate confusione, amici golosi! Un Blog da seguire e un libro da comprare.E buon appetito!
Da lecosesonocomesono-mv.blogspot.it
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Lupo Alpha

La poesia è lo spirito

SUL TAMBURO n.31: Alberto Figini – Paolo Dapporto, “Lupo Alpha”

di giuseppepanella

alberto-figini-paolo-dapporto-lupo-alphaAlberto Figini – Paolo Dapporto, Lupo Alpha, Carmignano (Firenze), Attucci Editrice, 2016

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di Giuseppe Panella

 lupo alpha è considerato di solito il capobranco, l'animale-guida cui si ispirano le azioni degli altri lupi e a cui essi fanno riferimento per le scelte fondamentali riguardo la loro vita. Secondo le teorie etologiche più recenti, non è una figura di capo autentico e non ha mansioni dittatoriali-direttoriali ma è un esempio di vita e di azione per altri animali più deboli e più gregari nel loro orientamento di vita. Danilo Gini viene indicato dal Pubblico Ministero nel processo che lo vide protagonista e che ne sancì la condanna a due ergastoli per omicidio e traffico di droga proprio come un lupo alpha, un capobranco astuto, spietato, capace di indurre al delitto coloro che lo circondano e che dipendono moralmente dalle sue decisioni.

mercoledì 25 gennaio 2017

Una fede nuda



Ricominciare dalla fragilità...

http://leggiamounlibro.blogspot.com/2017/01/una-fede-nuda.html

...



By leggoerifletto

L'inquietudine del cristiano ... 

- don Primo Mazzolari

(...)
Il cristianesimo è l’inquietudine più grande, la più intensa. Esso inquieta l’esistenza comune nel suo fondamento. Dove deve nascere un cristiano, vi deve essere un’inquietudine: ove un cristiano è nato, c’è dell’inquietudine. San Paolo parla del gemito di ogni creatura. Dunque, io sono uno che sta male, non perché credo, ma nella mia stessa qualità di credente, poiché, credendo, non aderisco all’evidenza, ma al mistero. Anche se San Tommaso afferma che l’atto di fede si differenzia da tutti gli altri atti del pensiero per questa specie di “cogitazione”, che fa che lo spirito non sia in riposo nella fede. L’avventura cristiana continua in chi crede. Non c’è bisogno di rinunciare ad entrare in porto perché la ricerca continui. La Fede non è un approdo, ma un sicuro orientamento di Graziaverso l’approdo. La traversata continua e travagliosamente. Chi non ha la grazia di credere è tentato dall’incertezza e dal timore del niente, di nessuno. Chi ha la grazia di credere è travagliato dalla luce stessa che gli fu comunicata.(...)

- don Primo Mazzolari - 



L'uomo non capisce oggi, come non capiva tanti anni fa, quando a Betlemme gli ha chiuso la porta in faccia, mentre le bestie l'hanno ospitato cedendogli stalla e mangiatoia.

- don Primo Mazzolari - 



So di essere amato

Cristo, so di essere amato per quello che è propriamente mio:
la mia povertà; e sento il bisogno di amare per quanto in proporzione mi venne e mi viene ogni giorno perdonato.Credo nell'inestimabile dono della libertà, che illumina ma non costringe.So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranzache va al di là della brevità della nostra giornata.Sento che la vita ha un ordine di sacrificio a cui non ci si può rifiutare,senza sentirsi colpevoli; la vita è un dovere, la vita è un costo,la vita è un impegno, la vita bisogna guadagnarsela.

martedì 24 gennaio 2017

432 HZ


 
 La accordatura aurea o scientifica 
si riferisce a una speciale intonazione,
storicamente impiegata in alcuni teatri e corti europee, 
che fissa il la centrale a 432 Hz (hertz). 
Con i rapporti tra le note determinati in base al temperamento equabile, il do centrale risulta intonato a 256,87 Hz, anziché ai circa 261,62 Hz dell'intonazione standard (con il la a 440 Hz). Se invece si utilizza l'antica scala pitagorica, il medesimo do risulta alla frequenza di 256 Hz.
Il do a 256 Hz è adottato anche in alcuni documenti scientifici per comodità di calcolo: la frequenza dei do di tutte le ottave risulta una potenza di 2 (utile a fini computazionali)[1].
Secondo alcuni, la musica suonata secondo l'accordatura aurea (con il do a 256 Hz) porterebbe benefici misurabili alla salute degli ascoltatori[2]Molti promotori affermano che esista una relazione tra la centratura a 432 Hz e il fenomeno della risonanza di Schumann[senza fonte].
Tuttavia si deve considerare che, con il do centrale a 256 Hz, un'accordatura basata sul temperamento equabile porta ad avere il la intonato a:
256\,\text{Hz} \times 2^{9/12} = 430{,}54\,\text{Hz}
(non a 432 Hz), mentre solo l'uso della scala pitagorica fornisce:
256\,\text{Hz} \times \frac{3^3}{2^3} \times \frac{1}{2} = 432\,\text{Hz}.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO

ARTICOLO RIPRESO ANCHE SU https:

Assolo di poesia: Alba d’inverno II

Assolo di poesia



Alba d’inverno II

Già sboccia il fiore rosato dell’alba
- alba d’inverno bianca come neve -
precipiti dal guanciale del sogno
alle preoccupazioni del giorno.


Almeno fosse già la primavera
pensi aprendo la finestra al mattino,
spalancando le persiane al reale.
Ma è il vento freddo a infilare la camera.



Alba
FOTOGRFIA DA TUMBLR

2017

domenica 22 gennaio 2017

La potenza della vita...

PIETRE VIVE

La potenza della vita 
di Alessandro D'Avenia



«Quando ieri ci ha preso la nebbia e qualche sasso rotolò dalla collina ai nostri piedi, non pensammo alle cose divine né a un incontro incredibile ma soltanto alla notte e alle lepri fuggiasche. Chi siamo e a che cosa crediamo viene fuori davanti al disagio, nell’ora arrischiata». Così Cesare Pavese scriveva nell’ultimo dei suoi «Dialoghi con Leucò», intitolato «Gli dei», lamentando il fatto che non siamo più capaci di incontrare il mistero e la verità su noi stessi nel quotidiano, se non al momento della caduta.  Quando il terremoto si unisce alla bufera di neve e spazza via un albergo, sradicandolo dalle sue fondamenta e incastonando nel ghiaccio 35 vite, non c’è margine per «normalizzare» le nostre paure con la fuga o con la caccia al colpevole: è il momento in cui viene fuori cosa crediamo e chi siamo. 
Siamo persone che credono, oltre ogni razionale evidenza, al miracolo della vita e alla speranza che la vita debba, a tutti i costi, essere data e preservata. Non mi spiego altrimenti uomini che, sugli sci, raggiungono nel cuore della notte un cimitero di neve e cominciano a scavare, come possono, a -7°, in attesa di soccorsi più efficaci e con il rischio che nuove valanghe seguano all’immensa colata di ghiaccio e detriti. 


La vignetta di Mauro Biani
C’è una «irrazionale consapevolezza», se non fosse un paradosso, in quei muscoli che lavorano sotto zero con le mani e poco più, per dissotterrare un corpo o magari un superstite, la consapevolezza che ogni vita vale tutti i nostri sforzi e che, per una vita intera, noi non ci prepariamo ad altro che a questi incontri in cui sappiamo chi siamo, cosa crediamo e cosa dobbiamo fare: dare la vita. 
Noi, trasformati in pubblico inerme del dramma, in silenzio tifiamo per quegli uomini che lavorano e per quelli intrappolati. Li amiamo, e magari nel quotidiano ci starebbero antipatici. Vorremmo poter fare qualcosa, essere all’altezza, ma quello che ci resta forse è solo lo spazio della speranza, che in alcuni si traduce in preghiera, in altri in attesa fiduciosa, in tutti la voglia di fare un po’ meglio il nostro lavoro, accesi dall’evidenza che ogni vita vale tutto lo sforzo di macchine, muscoli e denari.C’è qualcosa di divino in questo impegno tutto umano dell’uomo per l’uomo, direbbero alcuni, o forse c’è qualcosa di pienamente umano nell’uomo che crede alla vita dell’altro uomo, così come sono inumane l’indifferenza, l’accidia, il pressappochismo quotidiani. 
Finalmente le voci di alcune di queste vite risuonano nelle sacche che cemento, alberi, detriti hanno fortuitamente costituito per frenare la cieca morsa di ghiaccio compatto. Risuonano voci di persone dalle caverne della morte, perché persona vuol dire proprio ciò che si fa udire (-sona) attraverso (per-) un’esile maschera di carne, che resiste e chiede aiuto, fino allo stremo, guidata dalla speranza che oltre il ghiaccio ci siano altre «persone»: perché questo spera un uomo da un altro, che la sua vita valga ogni sforzo, soprattutto quando è debole, in bilico, fragile. Bello sarebbe che questo impegno per l’uomo e per la sua vita, dopo l’ora arrischiata, perdurasse nella vita di tutti i giorni. Allora forse il miracolo si darebbe nel quotidiano del nostro lavoro, qualunque esso sia, fatto bene e vissuto come servizio: viaggiare nella notte e scavare per noi sono il servire le vite che ci sono affidate giorno per giorno (i cittadini a un politico, gli alunni ad un insegnante, i clienti a un barista...), il nostro respingere il ghiaccio dell’indifferenza, della solitudine, della stanchezza, dell’abbandono, della paura con uno sguardo che accorda attenzione, con una mano che ne stringe un’altra, con un semplice «come stai?» pronunciato a voce. Per questo mi piace ricordare anche i coniugi Moriconi che, ad Amatrice, in tempi non sospetti avevano costruito il loro agriturismo rispettando le regole antisismiche, salvando così tutti quelli che erano dentro al momento del terremoto e offrendo, dai giorni successivi fino ad oggi, quei locali a chi non ha più nulla. Solo lo straordinario ci risveglia all’ordinario, ma poi purtroppo quando tutto passa dimentichiamo chi siamo e in cosa crediamo. 
O magari no.
(Fonte: pubblicato su La Stampa) 

giovedì 19 gennaio 2017

In quale modo ognuno di noi vive la gioia?

PIETRE VIVE

In quale modo ognuno di noi vive la gioia?


LA COSPIRAZIONE DI DIO

di José Tolentino Mendonça


In quale modo ognuno di noi vive la gioia? 
È, questa, una domanda fondamentale anche per la fede. 
Come vivo, io, la gioia? 
A volte ci muoviamo intristiti, su una sorta di terra di nessuno, rabbuiati, con il peso di mille crepuscoli nello sguardo, schiacciati da una solitudine che sembra non poter essere redenta da nessuno. 
Che ne è della nostra gioia? Dov'è questa gioia che Dio continuamente riversa dentro di noi? 
È un vangelo necessario, ma difficile, quello della gioia. Sentiamo che essa ci sfugge. La intuiamo precaria, incompleta, improbabile, imperfetta. E spesso non si trova là dove noi la cerchiamo. Ora, poiché la gioia è un dono, è anche una conquista. Essendo un'esperienza di pura grazia, è al tempo stesso un'incombenza, in cui siamo chiamati a investire sforzo e impegno. 
In alcuni, rari momenti, è come se, dentro di noi e attorno, tutto si coniugasse perché brilli nitida una trasparenza, si amplifichi una luce e tutto profumi come un fiore. 
Ma la normalità non è questa. 
Se riduciamo la gioia unicamente a questo stato di grazia, solo sporadicamente assaporeremo il calice della gioia. È davvero bello il movimento quasi grafico delle parole di Gesù nel Vangelo: «Rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli» (Lc 10,20). 
Dio cospira per la nostra gioia.
(fonte: Avvenire)

mercoledì 18 gennaio 2017

"Il cuore dell'assassino"

Perdono:


 domenica prossima, ore 10.30, a Romena, 

proiezione del docu-film "Il cuore dell'assassino"


Un appuntamento speciale, aperto a tutti, in occasione del corso sul perdono, tenuto dalla teologa iraniana Sharzad Houshmand. Domenica prossima, 22 gennaio, ore 10.30, nell'auditorium di Romena proietteremo il film documentario  "Il cuore dell'assassino" alla presenza del suo autore e produttore, Renato Spaventa.
Il film racconta la vicenda di Samundar Singh, un giovane indù che uccide con 54 coltellate suor Rani Maria, missionaria francescana del Kerala in un villaggio dell'India Centrale. Condannato all'ergastolo, Samundar viene perdonato dalla famiglia di Rani, che lo fa uscire di prigione e lo accoglie in casa come un figlio e un fratello. Cosa accade nel cuore di un assassino che riceve il perdono incondizionato? Al centro del film c'è il potente mistero del perdono, l'unica possibilità umana di capovolgere l'odio e la furia in amore e rispetto per la vita.
Il film racconta la vicenda di Samundar Singh, un giovane indù che uccide con 54 coltellate suor Rani Maria, missionaria francescana del Kerala in un villaggio dell'India Centrale. Condannato all'ergastolo, Samundar viene perdonato dalla famiglia di Rani, che lo fa uscire di prigione e lo accoglie in casa come un figlio e un fratello. Cosa accade nel cuore di un assassino che riceve il perdono incondizionato? Al centro del film c'è il potente mistero del perdono, l'unica possibilità umana di capovolgere l'odio e la furia in amore e rispetto per la vita. 
Dopo la proiezione (il film ha la durata di 50 minuti) 
le riflessioni di Renato Spaventa, di Sharzad Houshmand e di don Luigi Verdi.
fonte: www.romena.it

Essence...


Di Luca Mauceri ...
E' uscito in cd e digitale il mio nuovo disco ESSENCE per pianoforte solo. Musica meditativa per prendersi tempo...Presto anche in edizione limitata vinile bianco + cd. Lo trovate su Amazon. Questo teaser realizzato da Giacomo de Angelis condensa bene il respiro di questo mio lavoro...Condividete!Luca
 
Luca Mauceri - Essence teaser 2017



Essence


Ascolta anche...



Recorded live in Romena (AR) Italy on september 2014. Loreto Gismondi, violin; Roberta Palmigiani, violin; Teresa Iannilli, viola; Donato Cedrone, cello. Song taken from the live album "Romena" available on cd EMA Records. Produced by Valle Giovanni Edizioni

venerdì 13 gennaio 2017

Lettera dall'Africa ...Wolfgang Fasser

Lesotho 2016 17 0019

Wolfgang Fasser è in missione, come ogni anno è solito fare, in Lesotho, un piccolo regno dell'Africa meridionale. Sempre al suo ritorno ci porta il racconto delle esperienze vissute, trasferendoci in particolare l'innato spirito di comunità di quel popolo. Questa volta ci regala un'anticipazione, facendoci partecipi della sua esperienza grazie ad una lettera sonora tutta da ascoltare. Riflessioni, incontri, canti e musica sono i contenuti di questa lettera speciale: buon ascolto.

Ascolta: Lettera dall'Africa 2017

Wolfgang è il custode dell'ermo della Fraternità di Romena di Quorle. In questa pagina trovate altri contributi del suo lavoro.

wwww.romena.it