La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/
Avvertenza Alcuni testi o immagini inserite in questo blog potrebbero essere tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio. Qualora, però, la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'Autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. L'Autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link, né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

mercoledì 29 marzo 2017

Biglietto per il cielo andata e ritorno " il Paradiso per Davvero"

Il paradiso per davvero è un romanzo autobiografico dello statunitense Todd Burpo e della giornalista e scrittrice Vincent Lynn, riguardante l'esperienza ai confini della morte del figlio di quattro anni di Burpo, Colton.


Todd Burpo è il pastore della Crossroads Wesleyan Church, chiesa metodista di Imperial, nel Nebraska. Nel marzo del 2003, dopo un periodo di alcuni mesi contrassegnato da infortuni e malattie, Todd decide di fare un viaggio a Greeley, nel Colorado, con la moglie Sonja e i figli Cassie e Colton. Ma il 5 marzo, durante il tragitto, il piccolo Colton viene operato a causa di un'appendicite perforata con ascesso, scambiata inizialmente per influenzagastrointestinale. Dopo una seconda operazione, avvenuta il 17 marzo, contrariamente alle aspettative dei medici[1] il bambino si riprende per guarire poi completamente.

Nel luglio dello stesso anno, Colton inizia casualmente a riferire ai genitori l'esperienza ai confini della morte da lui sperimentata, pur senza avere raggiunto la morte clinica. Spiega di aver lasciato il suo corpo e di avere osservato i medici che lo operavano e i genitori che, in due stanze diverse dell'ospedale, pregavano per lui durante l'intervento. Racconta anche di essere stato in Paradiso e di avere incontrato Gesù, degli angeli che hanno cantato per lui, san Giovanni Battista, poi la sorellina mai conosciuta - persa dalla madre al secondo mese di gravidanza - e il bisnonno, morto molti anni prima in un incidente automobilistico.





Sotto due recensioni :



lunedì 27 marzo 2017

REISHI,Ganoderma lucidum o Ling Zhi

Granoderma...
😃Pro e contro 👺
👹...❗️sto provando 
Gourmet Black Coffee café noir 
Organo Gould
Con 1 cucchiaino di zucchero di canna
al gusto non è male (7+)

Un  prodotto che è sul mercato  americano da una decina d'anni e che ha visto il suo successo (ita) solo in questi ultimi  anni. 
Su internet ne ho trovate di cotte e di crude❗️
ECCONE UNA piccola sintesi...

Ganoderma Lucidum è una bufala o è veramente un rimedio efficace?

Molti si chiedono se sia il Ganoderma Lucidum Bufala o un vero rimedio naturale efficace.Il Ganoderma lucidum è uno dei rimedi naturali  più noti ed apprezzati in tutto il mondo. E’ un fungo dalle svariate proprietà benefiche e riequilibranti per l’organismo. L’habitat del ganoderma lucidum sono la Cina e il giappone.
Le proprietà del Ganoderma, anche conosciuto come reishi, fungo che in Oriente definiscono “miracoloso” sono davvero tante e importanti. In Cina e Giappone era considerato come una divinità per i suoi effetti terapeutici.

Chi conosce e ha provato integratori a base di questo fungo, non si sorprende a sapere che  il Ganoderma Lucidum o Reishi sia stato usato in Cina per più di 4000 anni! Allora perchè molte persone contunuano a dire che il  Ganoderma lucidum è una Bufala ?

Alcune aziende vendono prodotti a base di ganoderma lucidum promettendo enormi guadagni ai loro venditori. Sono aziende di tipo piramidale, come il level marketing che spronano i loro venditori a far conoscere i prodotti ad altri venditori in modo da ottenere una percentuale sui guadagni. Questi a loro volta devono fare lo stesso… in pratica la cosidetta catena di Santantonio… Non giudico queste aziende ma non amo questo tipo di business.

Allora alla domanda “Ganoderma lucidum bufala, si o no?” cosa posso rispondere? Rispondo assolutamente NO!

Questo fungo ha una lunga storia dell’uso come integratore e le sue proprietà sono universalmente riconosciute. E’ un nutraceutico efficace e potente che tutti possiamo usare per migliorare la nostra salute.

ganoderma lucidum bufala

Il ganoiderma lucidum non è una bufala perchè i suoi effetti positivi sul corpo umano sono confermati dalla ricerca e dagli esperti di micoterapia. E’ sempre bene scegliere reishi, proveniente  da coltivazioni biologiche e da ambienti controllati senza contaminazioni di sostanze inquinanti e chimiche.

Le sue proprietà sono veramente tante:

  • tonifica cuore e circolazione sanguigna
  • rinforza il sistema immunitario
  • difende dalle malattie e allergie
  • è un forte antiossidante e disintossicante
  • abbassa la glicemia nel diabete
  • fa mantenere la linea

e molte altre ancora vengono studiate tuttora

Molte persone sperano di arricchirsi vendendo integratori di ganoderma Lucidum, alla fine non tutti ci riescono e così dicono che Ganoderma lucidum è una bufala. Io penso che non si diventi milionari con questo prodotto ma credo che vendendo un buon prodotto i clienti saranno soddisfatti e il guadagno arriverà di sicuro. Ma quello che è veramente importante in questo caso non è il guadagno economico ma il guadagno per la nostra salute.



🙃🍀🙃🍀🙃🍀🙃🍀🙃



Un caffè Reishi al giorno toglie il 

medico di torno!






🍀👺🍀👹🍀👺🍀👹🍀👺🍀👹🍀
anoderma, per Organo Gold si chiama "Caffè black" e per DXN "Lingzhi Black Coffè":






Ganoderma Lucidum Bufala o No?

ReishiI funghi sono importantissimi componenti dell’ecosistema. Sono abbondanti in ogni ambiente naturale. Anche se esistono molte malattie vegetali, animali e umane riconducibili ai funghi, tuttavia alcuni di essi sono estremamente utili all’uomo. Sono spesso alimenti dalle straordinarie proprietà protettrici dell’organismo, note da tempo come il caso dei funghi Shitake (Lentinula edodes) e Maitake (Grifola frondosa) non solo per le loro qualità gastronomiche e organolettiche, ma anche per le proprietà antivirali, antiossidanti, immunostimolanti, ecc. Tuttavia, tra tutti i funghi usati in medicina, sopratutto in quella orientale, quello più noto, ma anche più interessante dal punto di vista farmacologico e scientifico, è senza dubbio il Reishi.

Impiegato da millenni, conosciuto anche come Ganoderma lucidum o Ling Zhi, che significa “fungo miracoloso”, legato all’idea di immortalità, di elisir di lunga vita, attualmente viene prescritto in diversi paesi nel mondo in innumerevoli ricette per i più svariati disturbi. Si trova in commercio come integratore alimentare per il consumo regolare di 0.5-1 gr al giorno sottoforma di tisane, compresse o capsule contenenti la polvere che deriva dall’essiccazione del prodotto.

Tuttavia, ci sono correnti di pensiero che lo considerano la panacea di tutti i problemi di salute ed altri no. Un discorso che accade spesso quando si tratta di medicina orientale, le opinioni sono sempre opposte, c’è chi ne sostiene le causa di validità e chi invece, è più scettico e assolutamente contrario che la scredita a favore della la medicina occidentale e la farmacologia tradizionale considerano il ganoderma Lucidum bufala.

Andando a fare una breve analisi sulle proprietà più importanti, il Reishi o Ganoderma lucidium contiene numerosi principi attivi e fitocomplessi quali i polisaccaridi (molecole complesse di zuccheri), chiamati beta – glucani. Questi capaci di legarsi a specifici recettori presenti sulla membrana cellulare dei macrofagi stimolano l’attività dei macrofagi, incrementandone la fagocitosi, ossia la capacità di inglobare e distruggere batteri (Gram +/-), virus e funghi. Inoltre incrementa la produzione di sostanze dotate di azione stimolante specifica sul sistema immunitario, come l’interleuchina 1 beta (IL1Beta), l’interleuchina 6 (IL6), l’interleuchina 8 (IL8), l’interleuchina 10 (IL10) e l’interleuchina 12 (IL12). Inoltre, i beta-glucani attivano anche le cellule Natural Killer (NK), che sono dei linfociti capaci di distruggere le cellule tumorali e le cellule infettate; e di stimolare l’attività dei macrofagi attraverso la produzione di gamma interferone. Oltre ai beta-glucani sono presenti altre sostanze come l’adenosina, i triterpenoidi e l’acido ganoderico che prevengono  l’arteriosclerosi, le malattie cardiache, gli ictus e l’alta pressione. In aggiunta, il contenuto in polifenoli, flavonoidi, vitamina C, vitamine del gruppo B, A ed E, minerali calcio, fosforo, ferro, germanio aiuta a prevenire i danni causati dai radicali liberi e promuovere l’ossigenazione cellulare che combatte gli effetti dell’invecchiamento cellulare. Infine, studi in vitro, hanno dimostrato un significativo effetto ipoglicemizzante del Reishi. Queste proprietà sono in gran parte dovute ai polisaccaridi noti come Ganoderani A, B, e C. Tale effetto, si esplica attraverso l’aumento dei livelli di insulina, stimolazione dell’utilizzazione periferica di glucosio e la stimolazione del metabolismo epatico del glucosio.

Insomma ci sono trent’anni di ricerca in Cina, Giappone, Stati Uniti e Regno Uniti, e centinaia di lavori scientifici pubblicati hanno attribuito al Ganoderma Lucidum oltre 150 proprietà benefiche. Forse non è certo corretto definirlo una panacea per tutti i mali, ma i dati sulle sue proprietà terapeutiche sono accuratamente documentati da lavori scientifici, sia in vitro che in vivo. Quindi alla domanda posta nel titolo dell’articolo a questa punto, e’ evidente quale e’ la mia risposta, siete d’accordo oppure no?!

Bibliografia:

  • Rebecca Wood, “New Whole Foods Encyclopedia”;
  • Phyllis A. Balch, ”Prescription for Dietary Wellness”;
  • Albert Leung, un PhD, “Better Health with (Mostly) Chinese Herbs and Food”; 
  • Ray Sahelia, “Mind Boosters”.
    Il fungo


👹👺Al lupo al lupo ...


Di Maio e il polverone sulle pensioni dei parlamentari


Sta girando con effetto virale un video del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che grida allo scandalo e incita all'indignazione popolare per la mancata approvazione della proposta dei Cinque Stelle mirante ad abolire i (presunti) privilegi pensionistici dei parlamentari. Peccato che, come avevamo già ricordato nei due post precenti, quei privilegi siano già stati aboliti quasi completamente (poi spiegherò il quasi) dal primo gennaio 2012.

I nuovi requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia dei parlamentari con abile furbata mediatica vengono paragonati da Di Maio a dei vitalizi mascherati. I vitalizi, quelli veri, sono stati cancellati però con la riforma del 2012, piccolo particolare. Ma soprattutto si grida allo scandalo poiché con cinque anni di contributi si percepisce una pensione di vecchiaia a 65, a differenza dei comuni mortali che hanno bisogno di vent’ anni. Peccato che, come ci ha spiegato anche Giuliano Cazzola, cinque anni di contributi (con il sistema contributivo) sono il periodo minimo per ottenere una pensione di vecchiaia per chiunque italiano abbia iniziato a lavorare dal 1996 o sia iscritto alla gestione separata. I vent'anni valgono per chi usufruisce del sistema misto avendo cominciato a lavorare prima di quella data (verrà calcolata col retributivo e in seguito con il contributivo).Dunque al sistema dei cinque anni appartengono a tutti gli effetti anche i parlamentari dell’ ultima legislatura, iniziata nel 2013. L'unica differenza è che con la legge Fornero i comuni mortali vanno in pensione a 67 anni, mentre deputati e senatori percepiscono l'assegno a 65. Nel video si irride anche ai tagli minimi dei veri privilegi pensionistici, quelli maturati dai parlamentari prima del 2012, previsti dalla proposta del Pd approvata dall'Ufficio di presidenza della Camera. Il contributo di solidarietà sarà del 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% da 80mila a 90mila euro, del 30% da 90mila a 100 mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100mila euro annui. La proposta, è stato spiegato da fonti parlamentari, porterebbe a regime ad un risparmio di 2,5 milioni all’ anno per le casse della Camera.Si può discutere che quei tagli (i “contributi di solidarietà” imposti ai privilegiati pre-2012) siano irrisori, siano "bruscolini" per chi ha un vitalizio di 80 mila euro all’ anno come Cirino Pomicino:peccato che nella proposta di Di Maio quei privilegi nemmeno si tocchino e ci si concentri sulle pensioni post 2012. Lo scopo, naturalmente, è quello di fare “ammuina” per arrivare alla scadenza anticipata della legislatura, come vogliono i Cinque Stelle, sollevando un bel polverone. E non è che in questo ci siano solo i grillini. Persino il segretario uscente del Pd Matteo Renzi ha paragonato le pensioni degli attuali parlamentari a dei vitalizi augurando la scadenza anticipata della legislatura. Il problema è che il sentimento dell’ antipolitica è così forte che oggi si può inventare qualsiasi “post-verità” (termine elegante per definire un fatto inesistente) e vederla circolare in Rete come una denuncia sacrosanta. E mi raccomando, fate girare! 
 Da famigliaCristiana 

Vangelis - The Best Of Vangelis




sabato 25 marzo 2017

Un’Oca, dispiacente...

leggoerifletto



Le penne d’oca - Trilussa


*Un’Oca, dispiacente* * perché la gente la trattava male, se lagnò con un Ciuccio, un Somarello piuttosto attempatello. – A sentì l’omo, l’Oca è l’animale più stupido, più scemo, più imbecille; nun s’aricorda che le poesie de Dante, Ariosto, Tasso e d’antri mille so’ uscite tutte da le penne mie? – Percui – disse er somaro – è ’na fortuna d’avé in mano un ucello accusì raro! Famme er piacere, impresteme ’na penna, perché, per quanto poco me n’intenna, chi lo sa che pur’io non ciarieschi a fanne quarchiduna? E je le strappò tutte, una per una, pe’                                  scrive li sonetti romaneschi!


altro »  leggoerifletto 

giovedì 23 marzo 2017

Le lettere di Berlicche (The Screwtape Letters)

    ungranellodisale.blogspot.it

La forma di ogni virtù


martedì 4 aprile 2017


«Abbiamo fatto gli uomini orgogliosi di molti vizi, ma non della viltà. Ogni volta che eravamo quasi riusciti, il Nemico permetteva una guerra o un terremoto o qualche altra calamità, e d'un tratto il coraggio diventa amabile e importante, con tanta naturalezza, perfino all'occhio umano, che tutto il nostro lavoro è come non fatto, e c'è ancora almeno un vizio del quale sentono una sincera vergogna. Il pericolo di trascinare alla viltà i nostri pazienti, perciò, è che si potrebbe produrre una vera conoscenza e una vera nausea di sé, con pentimento e umiltà come conseguenza. E infatti, nell'ultima guerra, migliaia di esseri umani, avendo scoperto la loro viltà, scoprirono per la prima volta tutt'intorno il mondo morale. [...]

Qui ci si presenta un dilemma crudele. Se promovessimo la giustizia e la carità fra gli uomini faremmo direttamente il vantaggio del Nemico; ma se li guidiamo a comportarsi all'opposto, ciò produrrà, presto o tardi, (poiché Egli permette che lo produca) una guerra o una rivoluzione, e il problema inevitabile della viltà e del coraggio sveglierà migliaia di uomini dall'abulia morale.

Egli vede, con la stessa chiarezza con la quale vedi tu, che il coraggio non è semplicemente una delle virtù, ma la forma di ogni virtù quando giunge alla prova, vale a dire nel punto della più alta realtà. Una castità, o una onestà, o una pietà che cede di fronte al pericolo sarà casta oppure onesta oppure misericordiosa soltanto a certe condizioni. Pilato fu misericordioso finché non divenne rischioso. La guerra per molti sarà pietra d'inciampo, ma per i più sarà farmaco salutare per recuperare la salute».
da ungranellodisale.blogspot.it

(titolo originale The Screwtape Letters), pubblicato a Londra nel 1942 dallo scrittore Clive Staples Lewis


ma originariamente apparso sulle pagine del quotidiano The Guardian


(EN)
« There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight. »
(IT)
« Vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei Diavoli. Uno è quello di non credere alla loro esistenza. L'altro, di credervi, e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I Diavoli sono contenti d'ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago. »
(C.S. Lewis, Premessa a Le lettere di Berlicche, pag. 3.)


 C.S. Lewis - Le lettere di Berlicche

C.S. Lewis
  • C.S. Lewis

  • Clive Staples Lewis (Belfast 1889 - 1963) insegnò a lungo Letteratura inglese medievale all'Università di Oxford e fu grande amico di J.R. Tolkien, con il quale fondò il gruppo degli Inklings. Autore di importanti testi di argomento letterario e religioso, fu anche scrittore prolifico e popolarissimo (le sue opere più note sono Lontano dal pianeta silenzioso, la trilogia fantascientifica Perelandra e Le lettere di Berlicche). Per i ragazzi scrisse sette romanzi ambientati nel mondo fantastico di Narnia, che hanno avuto un immediato successo in tutto il mondo. Dal volume Le Cronache di Narnia. Il leone, la strega e l'armadio è stato tratto un film largamente apprezzato nel 2005.


















C.S. Lewis - Le lettere di Berlicche

http://www.segnideitempi.org/libri/ebook/


Nel libro sono dunque raccolte le lettere 
che Berlicche invia, in tempi diversi, al nipote Malacoda. 
 Lo zio offre al nipote una serie di ricchi consigli per dannare le anime degli uomini, soprattutto nei riguardi dei giovani, data l'età dell'anima affidata a Malacoda. Il Nemico (Dio) e suo figlio (Cristo) intervengono prontamente in ogni azione di Malacoda e dunque lo zio è costretto a dilungarsi più volte in tanti temi tipicamente legati allo spirito giovanile, come l'amicizia, l'amore, l'orgoglio, il legame con i genitori, la sessualità, la gola; in ciò Lewis utilizza uno stile assai vario, ma sempre incisivo, affrontando con una teologia ad un tempo benevola ed esigente tutte le tematiche sopra citate.C. S. Lewis (Belfast29 novembre 1898 – Oxford22 novembre 1963), è stato uno scrittore e filologo britannico.Fu docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford, dove divenne amico di J. R. R. Tolkien col quale - insieme anche a Charles Williams ed altri - fondò il circolo informale di discussione letteraria degli Inklings.È noto al grande pubblico soprattutto come autore del ciclo di romanzi Le cronache di Narnia.


Jaca Book -  Le lettere di Berlicche Il brindisi di Berlicche
In un’opera geniale, Le lettere di Berlicche, C. S. Lewis inventa l’espediente di un colloquio epistolare tra demoni, lo zio Berlicche e il nipote Malacoda. Oltre che apprezzabile per arguzia e ironia, l’opera appare come un’utilissima palestra per allenarsi a riconoscere la tentazione. Nella quotidianità facciamo costantemente esperienza di come spesso ci si presentino scelte non buone e maliziose sotto l’apparenza del bene e dell’innocenza. Il male che si nasconde sotto le parvenze del bene si chiama tentazione. Nel «Padre nostro» noi chiediamo a Dio di tenerci lontano dalla tentazione ovvero di farcela riconoscere come tale e, quindi, di togliere la patina mendace che ricopre il male e ci impedisce di riconoscerlo come tale. L’autore evidenzia già fin dall’inizio che «vi sono due errori, uguali e opposti, nei quali la nostra razza può cadere nei riguardi dei diavoli. Uno è il non credere alla loro esistenza. L’altro di credervi e di sentire per essi un interesse eccessivo e non sano. I diavoli sono contenti d’ambedue gli errori e salutano con la stessa gioia il materialista e il mago».. 
Percorrendo le pagine in cui lo zio tenta di educare il nipote a traviare gli umani, scopriamo come denigrare la dimensione allegra della vita e il riso sia una modalità del diavolo di allontanarci dal gusto di vivere. Anche trascurare i piaceri veri, quelli che davvero hanno a che fare con la nostra persona in nome dei piaceri che vanno più di moda, è un espediente adottato dal diavolo perché l’uomo non vada verso Dio, dal momento che l’uomo è portato verso Dio proprio dalle sue vere passioni e dai suoi talenti. Scrive lo zio diavolo Berlicche al nipote Malacoda: «Come non sei riuscito a capire che un piacere vero era l’ultima cosa che avresti dovuto lasciargli incontrare? Come non hai previsto che avrebbe proprio annientato tutto l’inganno che tanto laboriosamente gli hai insegnato a valutare? E che quel genere di piacere che il libro e la passeggiata gli davano era il più pericoloso di tutti? Che gli avrebbe tolto tutta quella specie di crosta che eri riuscito a formargli sulla sua sensibilità, e fatto sentire che stava tornando a casa, che stava guarendo?».Quest’uomo, che è chiamato dal diavolo con l’espressione «verme» o «piccolo bruto», non deve pensare a se stesso, deve essere distratto da ciò che ha più a cuore, dai suoi interessi in una sorta di divertissement o distrazione che lo allontana da sé, dalla realtà e da Dio. Malgrado i suggerimenti dell’esperto zio, il paziente di Malacoda diverrà cristiano. Anche allora lo si può tentare utilmente facendogli pensare di avere la grazia per sempre e che essa non vada, invece, chiesta giorno per giorno, istante per istante, facendogli desiderare un’umiltà intesa non come dipendenza da Dio e dal Mistero, bensì come sottovalutazione e disprezzo dei propri talenti e delle proprie capacità. Malacoda sarà di volta in volta spronato dallo zio a tentare il paziente con il desiderio di vivere nella prospettiva del futuro, slegato dal presente e dall’eternità, con la dimenticanza della propria precarietà e della propria miseria. Scrive Berlicche: «Gli esseri umani vivono nel tempo, ma il nostro Nemico (Dio) li destina all’eternità. Perciò, credo, Egli desidera che essi si occupino principalmente di due cose: della eternità stessa, e di quel punto del tempo che essi chiamano il presente. Il presente è infatti il punto nel quale il tempo tocca l’eternità. Del momento presente, e soltanto di esso, gli esseri umani hanno un’esperienza analoga all’esperienza che il nostro nemico ha della realtà intera; soltanto in esso viene loro offerta la libertà e la realtà».A questo punto si potrà tentare il nuovo convertito inducendolo a non voler essere «unicamente cristiano», ma a perseguire «il cristianesimo e la crisi, il cristianesimo e la nuova psicologia, il cristianesimo e l’ordine nuovo, il cristianesimo e la ricerca psichica, il cristianesimo e il vegetarianesimo». Al proposito lo zio scrive ancora a Malacoda: «Se devono essere cristiani siano almeno cristiani con una differenza. Sostituisci alla fede qualche moda con una tinta cristiana». Questa è una riduzione del cristianesimo che lo stempera e al contempo ne annienta la potente forza rivoluzionaria in nome delle buone, accettabili e comprensibili mode del momento. Nell’ottica mondana e nella prospettiva dei due demoni del romanzo ciò che è incomprensibile è che si possa seguire un Altro per guadagnare completamente se stessi, che si possa davvero amare un altro in maniera disinteressata (ci deve pur essere un secondo fine nell’amore di Dio, nel cosiddetto amore disinteressato). Lasciamo al lettore il piacere di leggere quest’utile «manuale tascabile per riconoscere il pensiero del mondo e la tentazione» e di scoprire quale sarà la fine del paziente dell’inesperto diavolo Malacoda.
Diavoli & C. «manuale per riconoscere il pensiero del mondo e la tentazione»
 berliccheemalacoda.blogspot.it

venerdì 17 marzo 2017

La televisione sta riportando l’umanità allo stadio...

ALTRA REALTA'

La televisione sta riportando l’umanità allo stadio primitivo

La televisione sta riportando l’umanità allo stadio primitivo. Poiché la gente sta di nuovo guardando solo figure, esiste un pericolo per il futuro. È già evidente che la gente ha smesso di leggere i grandi della letteratura. Chi si prende la briga di leggere, quando è possibile vedere il film alla TV? Si tratta di un fenomeno pericoloso, perché ci sono cose che non possono essere tradotte in immagini, i grandi capolavori letterari possono essere ridotti in immagini solo parzialmente. Il pericolo è che la gente a poco a poco dimenticherà il linguaggio scritto e la sua bellezza, la sua magia, e continuando a guardare la televisione tornerà allo stadio primitivo. Attualmente l’americano medio guarda la televisione per sette ore e mezzo al giorno, ciò causerà la distruzione di qualcosa che era stato conquistato con enormi difficoltà. Ebbene, da un uomo che guarda la televisione per sette ore e mezzo al giorno non ci si può aspettare che legga Shakespeare, Khalidas, o Rabindranath Tagore, Hermann Hesse, o Martin Buber, o Jean Paul Sartre. Più grande è l’opera, e meno è possibile tradurla in immagini. Le immagini sono vivaci, eccitanti, semplici, ma non paragonabili al linguaggio scritto. Il futuro deve essere protetto da molte cose. I computer potrebbero distruggere l’intera memoria della gente, perché non ce ne sarà bisogno – potrai tenere in tasca un computer grande come un pacchetto di sigarette, e conterrà tutto ciò che hai bisogno di sapere. Non avrai più bisogno di avere memoria; basterà schiacciare un bottone e il computer ti darà tutte le informazioni che desideri. Il computer potrebbe distruggere l’intera memoria che è stata sviluppata con grandi difficoltà in secoli di storia. La televisione potrebbe cancellare la letteratura e la possibilità stessa che persone come Shelley o Byron nascano di nuovo. Si tratta di grandi invenzioni, ma nessuno ha considerato le implicazioni. Esse ridurranno l’intera umanità a uno stato di ritardo mentale.


- OSHO : Satyam Shivam Sundram, Ch 7

altrarealta.blogspot.it/

giovedì 16 marzo 2017

Francesco e l’infinitamente piccolo...


francesco-e-l-infinitamente-piccolo.PDF

fra Giorgio Bonati
Se non avete ancora letto “Francesco e l’infinitamente piccolo” di Christian Bobin, ve lo consiglio, di più, vi bisbiglio sotto voce che per me è il più bel libro scritto su san Francesco!
Inizia così quel libro: “Il giovane partì insieme con l’angelo e anche il cane li seguì. E’ una frase che sta nella Bibbia. E’ una frase del libro di Tobia, nella Bibbia. La Bibbia è un libro fatto di molti libri, e in ciascuno di questi libri vi sono molte frasi, e in ognuna di queste frasi molte stelle, olivi e fontane, asinelli e alberi di fico, campi di grano e pesci, e il vento, dovunque il vento, il malva del vento della sera, il rosa della brezza mattutina, il nero delle grandi tempeste.” Continuerei a scrivervelo, ma è meglio che ve lo prendiate e ve lo gustiate goccia a goccia. Comunque, più avanti dice: “Il giovane partì insieme all’angelo e anche il cane li seguì. In questa frase non vedete né l’angelo né il giovane. Vedete solo il cane, indovinate il suo umore gioioso, lo guardate mentre segue i due invisibili: il giovane reso invisibile dalla sua spensieratezza, e l’angelo, reso invisibile dalla sua semplicità. Il cane, si, lo si vede. Dietro. Al seguito… Cane Francesco d’Assisi.”
Ora, ecco perché mi è venuto in mente il libro, giusto perché del brano evangelico che racconta del povero Lazzaro e del ricco epulone, a me è arrivato addosso il cane: “…ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe”
Cane che lecca le piaghe di Lazzaro, Francesco che abbraccia il lebbroso. 
Non ho mai goduto la compagnia di un cane nella mia vita, quella vera intendo, ma ho potuto apprezzarne la presenza fedele. A Romena, camminando sulla via della resurrezione, Toby ci seguiva spesso, e giunti alla “fedeltà”, indicavo lui come esempio. Ora è nel persempre, seppellito proprio li, accanto alla “fedeltà”. Un pensiero vola alle scorrazzate di Tito con mio Sebastian, o Tina con la sua Maya quella sera alla messa…come a dire, Dio li fa e poi li accoppia: Tu sia lodato, nostro Signore, per fratello cane…
fra Giorgio B. 
 “Francesco e l’infinitamente piccolo”

immagine cuordilibro.wordpress.com

Così parlò Zarathustra: il canto della danza...

leggoerifletto

Canzone a ballo - Friedrich Nietzsche

*Una sera Zarathustra andava per il bosco con i suoi **discepoli; e proprio mentre cercava una fontana, ecco che giunse in un verde prato silenzioso, circondato da alberi e cespugli: là alcune fanciulle danzavano tra di loro. Appena le fanciulle riconobbero Zarathustra, smisero la danza; ma Zarathustra si avvicinò loro con amichevole saluto e disse queste parole:* *"Non cessate la danza, o leggiadre fanciulle! Non venne a voi un guastafeste dallo sguardo malvagio, né un nemico delle fanciulle.Io sono l'intercessore di Dio contro il demonio: lui invece è lo spirito della pesantezza.
Come potrei essere, o voi lievi, nemico della divina danza? o dei piedi delle fanciulle dalle belle caviglie? Io sono, è vero, una foresta e una notte di alberi neri: ma chi non ha paura della mia oscurità trova dei roseti sotto i miei cipressi. E vi trova anche il piccolo dio che è tanto caro alle fanciulle: egli è disteso vicino alla fonte, zitto, con gli occhi chiusi. In realtà, mi si è addormentato, quel fannullone! E forse andato troppo a caccia di farfalle? Non siate in collera con me, o belle danzatrici, se punisco un poco il piccolo dio! Egli griderà e piangerà; ma è allegro anche nel pianto! E con le lacrime negli occhi vi chiederà un ballo; e io stesso voglio intonare un canto per la sua danza: una ballata e una canzone satirica sullo spirito della pesantezza, il mio altissimo e potentissimo demonio, di cui si dice che sia il padrone del mondo”. E questo è il canto che Zarathustra cantò, mentre Cupido e le fanciulle danzavano insieme:
Frederic Soulacroix (1858-1933)  Printemps






Così parlò Zarathustra: 

il canto della danza


La dance di Matisse
La dance di Matisse
Una sera Zarathustra andava per il bosco con i suoi discepoli; e proprio mentre cercava una fontana, ecco che giunse in un verde prato silenzioso, circondato da alberi e cespugli: là alcune fanciulle danzavano tra di loro. Appena le fanciulle riconobbero Zarathustra, smisero la danza; ma Zarathustra si avvicinò loro con amichevole saluto e disse queste parole: “Non cessate la danza, o leggiadre fanciulle! Non venne a voi un guastafeste dallo sguardo malvagio, né un nemico delle fanciulle. Io sono l’intercessore di Dio contro il demonio: lui invece è lo spirito della pesantezza. Come potrei essere, o voi lievi, nemico della divina danza? o dei piedi delle fanciulle dalle belle caviglie? Io sono, è vero, una foresta e una notte di alberi neri: ma chi non ha paura della mia oscurità trova dei roseti sotto i miei cipressi. E vi trova anche il piccolo dio che è tanto caro alle fanciulle: egli è disteso vicino alla fonte, zitto, con gli occhi chiusi. In realtà, mi si è addormentato, quel fannullone! E forse andato troppo a caccia di farfalle? Non siate in collera con me, o belle danzatrici, se punisco un poco il piccolo dio! Egli griderà e piangerà; ma è allegro anche nel pianto! E con le lacrime negli occhi vi chiederà un ballo; e io stesso voglio intonare un canto per la sua danza: una ballata e una canzone satirica sullo spirito della pesantezza, il mio altissimo e potentissimo demonio, di cui si dice che sia il padrone del mondo”. E questo è il canto che Zarathustra cantò, mentre Cupido e le fanciulle danzavano insieme:
 “Recentemente ti guardai negli occhi, o vita! E mi sembrò di sprofondare nell’imperscrutabile. Ma tu mi riportasti sù con un amo d’oro; ridesti ironicamente quando ti chiamai imperscrutabile. ‘Così parlano tutti i pesci’ tu dicesti; ‘ciò che essi non penetrano, è imperscrutabile. Ma io sono solo mutevole e selvaggia e in tutto una femmina e fra l’altro non virtuosa: Anche se da voi uomini vengo chiamata la profonda o la fedele, l’eterna, la misteriosa. Voi uomini ci fate sempre dono delle vostre proprie virtù, ahimè, o virtuosi!’ Così rise, l’infida; ma io non mi fido mai di lei e del suo riso, quando parla male di se stessa. E quando ebbi parlato a quattr’occhi con la mia selvaggia saggezza, essa mi disse adirata: ‘Tu vuoi, tu desideri, tu ami; solo per questo tu lodi la vita!’ Stavo quasi per darle una cattiva risposta e dire la verità all’irata; non si può rispondere peggio di quando ‘si dice la verità’ alla propria saggezza. Così stanno le cose tra noi tre. In fondo io amo solo la vita; tanto più, quando la odio! Se tuttavia anche la saggezza mi è cara e spesso troppo cara: questo accade, perché essa mi rammenta troppo la vita! Essa ha i suoi occhi, il suo sorriso e perfino il suo piccolo amo d’oro: che colpa ne ho io se tutt’e due sono così rassomiglianti? E quando una volta la vita mi chiese: chi è mai questa, saggezza? allora io dissi premurosamente: ‘Ahimè, sì! la saggezza! Si ha sete di lei e non se ne diviene mai sazi, la si guarda attraverso i veli, e si cerca di afferrarla con la rete. È bella? Che ne so io! Ma anche le più vecchie carpe vengono prese all’amo con essa. È mutabile e caparbia; spesso l’ho veduta mordersi le labbra e adoperare il pettine contro il verso dei suoi capelli. Forse essa è malvagia e falsa, e in tutto una femmina; ma quando parla male di se stessa, proprio allora mi seduce più di tutto’. Appena ebbi detto questo alla vita, essa rise malignamente e chiuse gli occhi. ‘Di chi parli?’ disse di me, vero? Anche se tu avessi ragione, mi si dice forse ciò, così, in faccia? Ma ora parla anche della tua saggezza!’ Ahimè, allora tu apristi di nuovo gli occhi, vita mia adorata! E a me sembrò di cadere di nuovo nell’imperscrutabile”. Così cantò Zarathustra. Ma quando la danza ebbe fine e le fanciulle se ne furono andate, divenne triste. E disse: “Il sole è da tempo tramontato, il prato è umido, dalla foresta viene frescura. Un qualcosa di sconosciuto è intorno a me e guata pensoso. Che cosa? Vivi tu ancora, o Zarathustra? Perché? per che cosa? per mezzo di che cosa? verso dove? dove? come? Non è follia, vivere ancora? Ahimè, amici miei, è la sera che così mi interroga. Perdonate la mia tristezza! Si è fatta sera: perdonatemi, che si è fatta sera!” Così parlò Zarathustra.
Opera completa


The Chronicles Of Narnia - The Lion,The Witch And The Wardrobe-Narnia Lullaby