La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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venerdì 22 maggio 2015

pensieri sparsi sulle onde del mare...da montgiusi.

Originally posted on ANOTHERSEA:

Ti tenevo le mani


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Ti tenevo le mani e tu eri
radice di vene che pulsava  il mio tempo, la mia storia
ti tenevo le mani
come si afferra una possibilità prima che sia negata
come si tiene in sospeso un respiro prima dell’apnea
e come so contare i miei giorni, uno per uno
quelli in cui l’amore mi ha tradito
quelli in cui il dolore mi ha stremato
quelli della  solitudine, gabbia di ogni delirio
quelli di tutta una vita spesa a cercarti
consumata a desiderarti
stroppicciata e accartocciata per non gettarla mai più via.
Ti tenevo le mani, tu non lo sapevi
incosciente disegnavi
aurore di immensa bellezza
tracciavi i tuoi sconfinati  percorsi
toccandomi ovunque
ti posavi sugli occhi
come fanno certi sguardi
che stravolgono il Cielo fino a farlo cadere
nell’Anima.


Originally posted on ANOTHERSEA:


Legami


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L’amore unisce, il dolore lega..
ti porto tra i capelli
intrecciati  con le nostre radici di lacrime
questo Mare
torna a pettinarci nel Vento.
… ci  contiene il cuore
Un giorno ci incontreremo con le chiome disciolte
e un vestito leggerissimo fatto  di  dolce tenerezza.



Originally posted on ANOTHERSEA:


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Portami via
in Mare aperto dove non ci sono dirupi e fossi
Portami via
Nel fondo dei tuoi occhi,
abissi di dolcezza
culla di fiato
baci di luce
Portami via
dove il vento disegna il nome nostro
e la tempesta cade come un fuscello gracile,
stordito
dall’ alito di un cuore:
il nostro!

                                                                 By montgiusi:


mercoledì 20 maggio 2015

Non conosciamo mai la nostra altezza finché ...

...non siamo chiamati ad alzarci.

 Maschere ruotate 16°

«Ma i salti mortali ho imparato a farli anch’io, da me, venendo dalla campagna in città – qua – fra tutto questo finto, fra tutto questo falso, che diventa sempre più finto e più falso – e non si può sgombrare; perché, ormai, a rifarla in noi, attorno a noi, la semplicità, appare falsa – appare? è, è – falsa, finta anch’essa. – Non è più vero niente! E io voglio vedere, voglio sentire, sentire almeno una cosa, almeno una cosa sola che sia vera, vera, in me!» (L. Pirandello, Ciascuno a suo modo)

Su la maschera...








Giorgio Gaber in una sua ballata degli anni ’80 “Il tutto è falso”


Giù la maschera...

liberarsi anche dall’ultima ombra della maschera. Purché non sia troppo tardi: è il tema che con amara ironia affronta un poeta del ‘900:




Ipocrisia / Mi piace l’ipocrisia,/ perché mi fa vedere l’uomo / attraverso tanti veli / come una cipolla / tanto che noi / col gusto che si spoglia una persona / ci divertiamo a sfogliarla. E credendo sempre / che ogni velo sia l’ultimo / da portar via, / invece no, / ce n’è un altro e un altro ancora. / Finché arrivati al centro: / oh! / non c’è nulla / perché l’anima / se l’è succhiata tutta /l’ipocrisia.


                 (Aldo Palazzeschi)



www.oretti.it/letteratura

Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.

E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.
L’eroismo che allora recitiamosarebbe quotidiano,
se noi stessi non c’incurvassimo di cubiti 
per la paura di essere dei re.
                                                                       Emily Dickinson



IMMAGINE  E POESIE DA... 

LNX.USMINAZIONALE.IT/TAVOLOVIRTUALE

>>>  View original 

POSTILLA CRITICA ‘AUTENTICI E MASCHERATI’

La quercia chiese al mandorlo: Parlami di Dio! e il mandorlo fiorì.

da: "L’uomo questo sconosciuto", 1935 - Alexis Carrel

"...Ognuno può, se vuole, coltivare le sue facoltà estetiche, almeno fino a certo punto.
Per il senso morale avviene ben diversamente, dato che l'ambiente moderno lo ignora nel modo più assoluto: l'ha completamente soppresso e ispira a tutti il sentimento della propria irresponsabilità.
Quelli che sanno distinguere il bene dal male, che lavorano e che risparmiano, restano poveri, vengono considerati come esseri inferiori e spesso commiserati. La donna che ha parecchi bambini e si occupa della loro educazione invece che del proprio successo mondano acquista la nomea di povera di spirito.
Se un uomo ha economizzato un po' di soldi per la moglie e per l'educazione dei suoi figli, vede il suo denaro che viene rubato dai finanzieri intraprendenti o dal governo, e distribuito a coloro che per imprevidenza loro o degli industriali, dei banchieri e degli economisti sono ridotti in miseria.
Gli scienziati e gli artisti che donano a tutti la prosperità, la salute e la bellezza vivono e muoiono poveri, mentre coloro che hanno rubato godono in pace il denaro altrui.
I gangsters sono protetti dai poliziotti e rispettati dalla polizia: sono gli eroi che i fanciulli ammirano al cinema e che imitano nei loro giochi.
Il possesso della ricchezza è tutto e giustifica tutto.
Un uomo ricco, qualunque cosa faccia, che ripudi la vecchia moglie, che abbandoni in miseria la vecchia madre, che derubi chi gli ha affidato del denaro, conserva sempre la stima degli amici.
L' omosessualità fiorisce e la morale sessuale è stata abolita: uomini e donne sono guidati nei loro rapporti coniugali dagli psicanalisti.
Il bene e il male, il giusto e l'ingiusto non esistono più.
Nelle prigioni vi sono solo i criminali poco intelligenti o male equilibrati; gli altri, molto più numerosi, vivono in libertà e convivono intimamente col resto della popolazione che non se ne vergogna.
In simile ambiente sociale lo sviluppo del senso morale e del sentimento religioso è certamente impossibile.
I pastori hanno razionalizzato anche la religione, togliendole ogni elemento mistico, ma non sono riusciti ugualmente ad attrarre gli uomini moderni: nelle chiese semivuote predicano invano una debole morale; essi sono ridotti alla funzione di gendarmi che aiutano a conservare, nell'interesse dei ricchi, la cornice della società attuale, oppure, sull'esempio degli uomini politici, essi lusingano la sentimentalità e la mancanza di intelligenza delle masse.”
- Alexis Carrel -
da: "L’uomo questo sconosciuto", ristampa Luni Editrice, Milano, 2006

L’uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero.
L’uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero.
Per contro, si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l’assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi.


- Ignazio Silone -



“Bisogna mettersi in cammino di buon animo, liberarsi della cieca tecnologia, realizzare, nella loro complessità e ricchezza, tutte le nostre potenzialità. (…) Ci troviamo ancora in un mondo che non è fatto per noi, perché è nato da un errore della nostra ragione e dall’ignoranza di noi stessi, e al quale non sappiamo adattarci.
Perciò dobbiamo rivoltarci contro di esso, trasformandone i valori e ordinandolo secondo la nostra natura. (…)
Per la prima volta nella storia del mondo, una civiltà giunta all’inizio del suo declinare, può comprendere le cause del suo male.
Ma dobbiamo subito incamminarci sulla nuova via”.
- Alexis Carrel -
da: "L’uomo questo sconosciuto",ristampa Luni Editrice, Milano, 2006



“L’insuccesso di molti medici deriva dal fatto che vivono in un mondo immaginario e vedono negli ammalati le malattie descritte nei trattati di medicina. E’ necessario che la medicina tenga conto della natura dell’uomo, della sua unità e unicità. L’unica sua ragione di esistere è il sollievo delle sofferenze e la guarigione dell’individuo. La salute è assai più che mancanza di malattia. (...) Non possiamo dare all’uomo la forma di salute che desidera senza considerare la sua vera natura”.
- Alexis Carrel -
da: "L’uomo questo sconosciuto", ristampa Luni Editrice, Milano, 2006

"Sai cosa si fa quando non se ne può più?
Si cambia."
- Alberto Moravia -

Buona giornata a tutti.
 
:-)Leggoerifletto

                                                  #######


domenica 17 maggio 2015

Biagio...2014 "Biagio_Conte_missionario"

Biagio è un film del 2014 diretto da Pasquale Scimeca 
ispirato alla vita del missionario palermitano Biagio Conte.



Fotografo di Scena:

 www.biagiofilm.it Fabio Riccobono




 CHI è fratel Biagio Conte, Missionario laico. Cl. 63
“Missione di Speranza e Carità"


Biagio Conte, unico figlio maschio, nasce a Palermo. Ben presto comincia a lavorare presso l’impresa edile del padre e per questo abbandona gli studi. E’ proprio in quel periodo che Biagio si rende conto della miseria e della solitudine di tanti anziani della città. Lui stesso afferma che di sera, quando faceva rientro a casa, si accorgeva che lui aveva tutto e tante persone non aveva nemmeno il necessario per vivere.
Allora prende la decisione di lasciare tutto, senza dire niente, e di andare via dalla ditta e dalla famiglia per donarsi completamente ai poveri. Ma questa scelta Biagio la prende solo alla fine di un duro cammino.
Subito dopo avere lasciato casa Biagio racconta (nel suo libro “Il cammino della speranza”) di essersi incamminato verso il centro della Sicilia, cercando di evitare i centri abitati per paura di essere cercato e riconosciuto.
Allo stremo delle forze è costretto a bussare alla porta della fattoria del signor Rosario, in quel di Raddusa. Lì trova ospitalità e, ben presto, anche lavoro (Biagio impara senza molte difficoltà il mestiere di pastore, di contadino e quant’altro gli venisse chiesto). E lì fa esperienza del silenzio e del distacco dalle cose materiali e della meditazione. Dal figlio del signor Rosario Biagio riceve un bastone utile nel lavoro di pastore: da quel bastone non si è mai separato.
Dalla fattoria Biagio riparte la notte del 24 febbraio del 1991, non prima di avere scritto delle lettere di ringraziamento e di saluti per tutte le persone che gli avevano dato fiducia. Da Raddusa si dirige ad Assisi dandosi le seguenti regole: camminare a piedi, chiedere cibo e qualche vestito. Dopo alterne vicende Biagio riesce a raggiungere insieme al suo fedele cane “libertà” i binari che lo avrebbero condotto, anche attraverso le gallerie, alla città di Messina e da lì, su di un vagone merci, a Reggio Calabria.
Proprio a Reggio Calabria fa un’esperienza particolare: sotto il ponte del lungomare vede un “barbone” che abitava dentro la carcassa di una macchina. Biagio decide di donare dei soldi a quell’uomo il quale, dopo averlo ringraziato, gli confida che con quei soldi avrebbe acquistato del cibo, dato che quel giorno non aveva mangiato. Quel fratello, scrive Biagio, ha fatto scattare in lui quella scintilla che avrebbe radicalmente cambiato la sua vita.
Da Reggio Calabria ad Assisi è stato un susseguirsi di incontri guidati dalla Provvidenza. Lo stesso incontro con i genitori, avvenuto il 5 maggio del 1991, è stato possibile grazie all’intervento del programma televisivo “Chi l’ha visto”. Durante il suo viaggio Biagio ha fatto sempre in modo di partecipare alla SS. Messa di cui aveva molto bisogno.
Il 7 giugno successivo, avendo già soggiornato nella città di Roma, fratello Biagio entra in Assisi accolto da tanta gente. Nella sua mente si fa sempre più chiara l’idea che il suo cammino deve passare per l’aiuto reciproco, mezzo indispesabile per vivere la libertà, l’uguaglianza e la pace.
Ad Assisi rimane un paio di giorni andando a visitare i luoghi dove San Francesco ha donato e dedicato la vita ai poveri, poi fa ritorno a casa. A Palermo però trova tante situazioni immutate così, in un primo momento pensa di fare il missionario e di andare nei paesi del terzo mondo. In un secondo momento comprende invece che il suo posto è a Palermo. Fratello Biagio (missionario laico a Palermo) abbandona tutto e comincia a dedicarsi ai “barboni” ai fratelli poveri, dei portici della stazione centrale di Palermo. Li aiuta portando loro cibo, coperte e vestiti.
Ben presto fonda, nei pressi della stazione centrale, la “Missione di Speranza e Carità", proprio dove c’era il vecchio disinfettatoio comunale abbandonato da un trentennio.
Con l’aiuto di tanta gente che crede nel suo progetto Biagio inizia l'accoglienza e la ricostruzione del disinfettatoio dove tanti "fratelli" trovano, oltre ad un tetto e al cibo, una famiglia e la possibilità di lavoro.
Ognuno di loro fa quello che può e che sa fare. C’è chi aiuta facendo il muratore, chi il magazziniere, chi il cuoco, chi il pittore, chi realizza lavoretti d'artigianato, chi raccoglie cartone e carta per riciclarla. Ognuno anima la missione; sono loro che portano avanti l'impegno.
Oggi la Missione aiuta un migliaio di famiglie bisognose donando loro il cibo e il vestiario grazie ai cittadini che donano pasta, zucchero, latte, vestiario, medicine e tutto ciò che possa servire per mandarla avanti.
Sempre a Palermo, in via Garibaldi, n.3, è stata creata la "Missione Femminile", dove vengono accolte le sorelle povere e abbandonate.
L'impegno primario è rivolto proprio all'incontro con i fratelli detti "barboni", persone senza fissa dimora che vivono e dormono per strada, che hanno scelto un angolo di marciapiede, una vecchia macchina, una panchina, e non vogliono staccarsi dal precario equilibrio che hanno raggiunto dopo vari traumi, paure, mancate risposte da parte della società. Hanno rotto tutti i ponti e non si fidano più di nessuno.
Biagio confida sempre nella Provvidenza Divina che, in un modo o in un altro continua sempre adassistere.
fonte: www.parrocchie.it


La Missione di Speranza e Carità nasce nel 1991, sotto i portici della Stazione Centrale della città di Palermo ad opera di fratel Biagio Conte, Missionario laico.
Il carisma della Missione è l’accoglienza e il donarsi ai nuovi poveri delle città ovvero a tutti quelli che rimangono indietro e ai margini di questa società così indifferente; vengono chiamati barboni, vagabondi, giovani sbandati, alcolisti, ex detenuti, separati, prostitute profughi, immigrati, ma in Missione ci chiamiamo tutti fratello e sorella senza alcuna distinzione.
Attualmente la Missione accoglie ed assiste circa 800 persone in tre comunità: due destinate all’ accoglienza maschile e una per l’accoglienza di donne singole o mamme con bambini.

Festival Biblico...Uomo e donna nel sogno di Dio.


Festival Biblico... XI^ EDIZIONE

A03In principio era la relazione


Domenica 17 maggio 2015 alle 10:00

Casa di Spiritualità Villa Giovanna - Via Vampo, 36, 36032 GALLIO (Vicenza) - VI

relatori: Antonella Anghinoni (biblista), Bruna Zaltron (psicologa)
Lectio divina e umana per ascoltare il cuore di Dio e il cuore dell'uomo.
 


Antonella Anghinoni
Antonella Anghinoni foto di: Alessandro Dalla Pozza


F19Uomo e donna nel sogno di Dio (Gen 1-2)

meditazione

Venerdì 22 maggio 2015 alle 20:45

Villa Zilio - 
Via Armedola, 24, San Pietro in Gu - PD

relatori: Antonella Anghinoni (biblista), 

Jessica Bertolani (cantante),
 Luisa Vigolo (lettrice)

Lettura biblica con commento 
e supporto musicale.
A fine serata verrà offerto un momento
 di convivialità con assaggi 
di prodotti tipici della zona.

si ringrazia: Famiglia Zilio per l'ospitalità,

 Pro Loco e Gruppo Scout per la logistica
in collaborazione con:

 Noi Associazione - Circolo San Giovanni Bosco
a cura di: Parrocchia di San Pietro in Gu
per informazioni:

 Massimiliano Frigo 345 1062098,
 Pierandrea Giaretta 348 2100528

altra meditazione con  ...Antonella Anghinoni (biblista)


045Se guardo il tuo cielo (Sal 8)


L'uomo incontra Dio nella Creazione

Conversazione


Domenica 31 maggio 2015 alle 11:00

Chiesa Evangelica Metodista - Contrà San Faustino, 10, Vicenza - VI

relatori: Antonella Anghinoni (biblista)


Minicorso per conoscere la Bibbia: il Libro dei Salmi
 AD ESAURIMENTO DEI POSTI...

FONTE:www.festivalbiblico.it

venerdì 15 maggio 2015

Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro...


Chariots of Fire Theme • Vangelis


da: "I racconti del maktub" - Paulo Coelho

L'amore perdona 

 All'Ultima Cena, Gesù accusò - con la stessa gravità e le medesime parole - due dei suoi apostoli. Entrambi avevano commesso i crimini predetti da Gesù. Giuda Iscariota nascose i suoi sentimenti e condannò se stesso. 
Pietro anche nascose i suoi sentimenti, dopo aver rinnegato tre volte tutto ciò in cui aveva creduto. Ma nel momento decisivo, Pietro capì il vero significato del messaggio di Gesù. Chiese perdono e andò avanti, umiliato. Avrebbe potuto scegliere il suicidio, invece affrontò gli altri apostoli e dovrebbe aver detto: "D'accordo, raccontate i miei errori fino a che esisterà il genere umano. Ma lasciatemi correggerli". Pietro imparò che l'Amore perdona. Giuda non imparò nulla.

- Paulo Coelho -
da "I racconti del maktub"





L'albero carico di frutti

Un maestro stava viaggiando con i suoi discepoli, quando notò che stavano discutendo tra loro su chi fosse il migliore. "Ho praticato la meditazione per quindici anni", disse uno. "Sono stato caritatevole fin da quando ho lasciato la casa dei miei genitori", disse un altro. A mezzogiorno, si fermarono sotto un melo per riposarsi. I rami dell'albero raggiungevano il terreno. "Quando un albero è carico di frutti, i suoi rami si piegano fino a toccare il terreno. Il vero saggio è colui che è umile. Gli stupidi credono sempre di essere migliori degli altri".

- Paulo Coelho -
da "I racconti del maktub"





La strada da prendere

Se sei insoddisfatto di qualcosa - anche di una buona cosa che vorresti fare, ma non sei in grado di farla - smetti ora. Se le cose non stanno andando bene, ci sono solo due spiegazioni: o la tua perseveranza è messa alla prova, o hai bisogno di cambiare direzione. 
Per scoprire quale delle due opzioni è corretta - dal momento che sono opposte l'una all'altra - usa il silenzio e la preghiera. Poco a poco, le cose diverranno stranamente chiare, fino a che non avrai sufficiente forza per scegliere. Una volta che hai preso la tua decisione, dimentica completamente l'altra possibilità. E vai avanti, perché Dio è il Dio del Valoroso. 
Domingos Sabino dice: "Tutto va sempre per il meglio. Se le cose non stanno andando bene, è perché non hai ancora raggiunto la fine".


- Paulo Coelho -
da "I racconti del maktub"





Buona giornata a tutti :-)  leggoerifletto


Vangelis - Come To Me (HQ Sound)