La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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domenica 8 maggio 2016

FESTA DELLA MAMMA - Happy Mother's Day



 GIULIANA CAMPISI






FESTA DELLE MAMME



Ogni anno, in occasione della festa della mamma, mi piace postare questa poesia che ho scritto su mia madre. Il nostro rapporto era stato sempre molto conflittuale, l’ho amata, come ogni figlio ama la madre, pur sentendo la sua mancanza anche se presente. Oggi, a distanza di tanti anni dalla sua morte, ed essendo anch’io madre e nonna, capisco che una madre, prima di essere madre e’ una donna.
Con i suoi sogni, le sue aspettative, le sue ambizioni e con le sue debolezze e poi diventa madre. Ogni cosa, da quel momento, cambia colore, cambia direzione.
Quel cordone che ci lega ai nostri figli prima ancora della nascita ci terra’ uniti per sempre come legame d’amore di madre e come catena di donna.
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A mia madre
Conservero’ nelle mie tasche
quella goccia di rugiada dove
si e’ specchiato il tuo sorriso
e al mattino presto, quando
le allodole canteranno al nuovo giorno,
io ti pensero’ madre.
Il legame di sangue e’ piu’ forte
di ogni battaglia ed i graffi nel cuore
che mi hai lasciato a volte bruciano ancora.
Nell’assenza delle tue carezze sono cresciuta,
e difficile e’ ricordare un tuo bacio.
Eppure ci amavi nella tua maniera e,
nella tua ultima ora, mentre le spighe
di grano maturavano, chiedesti perdono.
Fiorirono i papaveri nel mio cuore,
ma i suoi petali delicati volarono
subito portando via con se
quell’ultimo attimo di tenerezza.
Giuliana Campisi ©

giovedì 5 maggio 2016

L'altro...

leggoerifletto

L'altro - Padre Michel Quoist

L'altro
è un fratello
per mezzo dei quale
Dio ci parla,
per mezzo del quale
Dio ci aiuta
e ci consola,
Dio ci ama
e ci salva.
L'altro -ogni altro-
è un fratello da amare.
Egli è in cammino
con noi
verso la casa del Padre.
L'altro è Gesù.


(Padre Michel Quoist)




Se sapessimo ascoltare Dio,
sentiremmo che ci parla.
Infatti Dio parla.
Ha parlato per mezzo del suo Vangelo.
Parla pure per mezzo della vita,
questo nuovo vangelo
di cui noi stessi
scriviamo ogni giorno una pagina.
Ma, siccome la nostra fede è troppo debole
e la nostra vita troppo umana,
di rado riceviamo il messaggio di Dio.
Per aiutarci ad intenderlo,
all’inizio della nostra vita di amicizia con il Cristo,
possiamo immaginare
quel che ci direbbe
se Lui stesso traducesse il suo Vangelo
per gli uomini del nostro tempo.
 - Padre Michel Quoist -






O Madre del mio Dio e mia Signora Maria, mi presento a Te che sei la Regina del Cielo e della terra come un povero piagato davanti ad una potente Regina.
Dall'alto trono dal quale tu siedi, non sdegnare, 


Ti prego, di volgere gli occhi su di me, povero peccatore.



Dio Ti ha fatta così ricca per aiutare i poveri 


e Ti ha costituita Madre di Misericordia 
 
affinché Tu possa confortare i miserabili.


Guardami dunque e compatiscimi.



Guardami e non mi lasciare se non dopo avermi trasformato d
a peccatore in Santo.

Mi rendo conto di non meritare niente, anzi, per la mia ingratitudine dovrei essere privato di tutte le grazie che per tuo mezzo ho ricevuto dal Signore; ma Tu che sei la Regina di Misericordia non cerchi i meriti, bensì le miserie per soccorrere i bisognosi. Chi è più povero e bisognoso di me?


O Vergine sublime, so che Tu, oltre ad essere la Regina dell'universo, sei anche la mia Regina. 
Voglio dedicarmi completamente ed in modo particolare al tuo servizio, affinché Tu possa disporre di me come Ti piace. 
Perciò Ti dico con San Bonaventura: "O Signora, mi voglio affidare al tuo potere discreto, perchè Tu mi sostenga e governi totalmente.
Non mi abbandonare". Guidami Tu, Regina mia, e non lasciarmi solo. Comandami, utilizzami a Tuo piacere, castigami quando non Ti ubbidisco, poiché i castighi che mi verranno dalle Tue mani mi saranno salutari.


Ritengo più importante essere tuo servo piuttosto che signore di tutta la terra. "Io sono tuo: salvami". 
O Maria, accoglimi come tuo e pensa a salvarmi. 
Non voglio più essere mio, mi dono a Te.
Se nel passato Ti ho servito male ed ho perduto tante belle occasioni per onorarti, in avvenire voglio unirmi ai tuoi servi più innamorati e fedeli.
No, non voglio che da oggi in poi qualcuno mi superi nell'onorarti e nell'amarti, mia amabilissima Regina. 
Prometto e spero di perseverare così, con il tuo aiuto. Amen.

- Sant'Alfonso Maria de Liguori -



























Buona giornata a tutti. :-)
www.leggoerifletto.it

mercoledì 4 maggio 2016

La figlia sbagliata

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Cari amici, da oggi e per i prossimi quindici libri, mi occuperò dei finalisti del Premio Strega; un premio che mi ha sempre entusiasmato.
Quindi, il giorno che dedico il post ai libri, verrà dedicato ai finalisti dello Strega.


Il primo libro, candidato al premio Strega 2016, di cui vi parlo, è “La Figlia Sbagliata” di Raffaella Romagnolo. Edito da Frassinelli, 170 pagine, costo: 15 euro.
È un libro difficile, ma bello allo stesso tempo. Un romanzo a tratti faticoso, ma molto centrato. Personaggi e immagini descritti in maniera minuziosa. Storia complicata e difficile, in cui la protagonista è Ines Banchero, una donna che ricorda Bernarda Alba di Federico García Lorca, per il suo carattere autoritario e dominante.


Per “analizzare” l’opera ho scelto delle parole o coppie di parole:


– Donna autoritaria: la protagonista è Ines Banchero, una donna forte che è il perno della sua famiglia. Ha un marito, Pietro Polizzi e due figli, Vittorio e Riccarda. Due figli che Ines vorrebbe come dice lei. Mentre Vittorio rimane vittima del l’incantesimo materno, Riccarda sceglie un’altra vita.
– Libertà: Riccarda è la figura positiva della storia. Sin da piccola ha assunto il ruolo di ribelle. Cantava le canzoni dei cartoni animati sotto un microscopico ombrellone, mentre la mamma le diceva di smetterla. Riccarda è andata a Milano per diventare attrice. Ha creduto nelle sue ambizioni, nonostante avesse intorno un ambiente ostile. Un ambiente che non l’ha mai aiutata. Mai presa in considerazione.
– Inferiorità maschile: le figure maschili sono deboli. Deboli nei confronti di una mamma e moglie estremamente forte. Deboli nei confronti di una figlia e sorella ribelle, che ha scelto di lasciare la casa familiare per allontanarsi da un vero e proprio regime autoritario e raggiungere i propri obiettivi. Deboli nei confronti di due donne contrapposte, diverse, che nella loro diversità, forse, si assomigliano.


Spiegazione Titolo: La Figlia Sbagliata


La figlia sbagliata del titolo è Riccarda. Perché Ines avrebbe voluto una figlia diversa. Una figlia che la rispecchiasse appieno. Riccarda, che ha cambiato il suo nome in Amanda, quando è entrata alla scuola di teatro di Milano. Amanda, un nome che nasconde molto. Non solo una forma di ribellione nei confronti della mamma, ma anche una voglia di vivere lontano dalle regole prestabilite da una donna psicologicamente instabile, che sostanzialmente aveva paura della sua esistenza.


Stile:
La storia si apre e si chiude con una immagine, che non vi svelerò. Espediente importante, utile per la narrazione, e di forte impatto visivo. Anche se alla fine, vi è un ulteriore colpo di scena. Scrittura moderna, non troppo elaborata, che ci permette di addentrarci seriamente nella psicologia dei personaggi. Ritmo, a tratti lento (per via di molte disgressioni), ma utile ai fini di un buon risultato.


Voto: 8/10


Buona serata,
Il potere delle pillole

martedì 3 maggio 2016

La preghiera ...Hai un momento Dio?

sognandoemmaus.ilcannocchiale.it

Anche questa volta, Signore,
ci son dentro fino al collo:
il fiato corto,
il cuore a mille,
un macigno sullo stomaco.
La memoria fa acqua da tutte le parti.
Non ricordo nulla.
Eppure ho studiato
- e anche tanto! -
«Fuori tutti.
Non ci son per nessuno.
Nemmeno per Te».
Chiudo gli occhi e mi vedo:
inchiodata sulla sedia,
senza parole da dire,
senza risposte da dare.
Anche questa volta, Signore,
ti chiedo una mano,
all’ultimo minuto.
Non pretendo che tu
“faccia andar bene” le cose.
Però ho bisogno di sentirti vicino,
perché lo sai che per me
ogni esame è una prova,
e ho paura di uscirne sconfitta.
Ho bisogno di sapere
che comunque vada
tu sarai con me.
Anche questa volta, Signore,
arrivo da te
con un po’ di ansia
ma con tanta fiducia.
Perché so che non mi lascerai sola.

By leggoerifletto


La preghiera di un animatore - Patrizio Righero

Aiutami a stare sveglio, Signore, altrimenti la mia preghiera si perderà
in chissà quale sogno strampalato.
Aiutami a stare sveglio, perché ho tante cose da raccontarti 


e poche energie per farlo.
Voglio raccontarti tutti i ragazzi che hanno riempito le mie ore.
Uno per uno.
Nome per nome.
Volto per volto.
Ma voglio raccontarti anche gli animatori.
Uno per uno.
Nome per nome.
Volto per volto.
E poi della "saletta" che sembra un campo di battaglia, 


tutta barattoli, cartelloni, pennarelli 

e bottiglie di aranciata che si svuotano sempre troppo in fretta.
Non posso neanche dimenticare di parlarti di quel papà:
mi ha chiesto di dare un'occhiata speciale al suo bambino che sulla sedia a rotelle non vuole stare di un solo centimetro dietro agli altri.
E del don? Ti ricordi del don, che urla, salta, sposta sedie, corre come un matto e un attimo dopo prende in mano la Bibbia e ci parla di te con una tenerezza che ci fa venire la pelle d'oca?
Ricordati di tutti, Signore.
E domani ributtami nella mischia, come oggi, più di oggi.
La fatica è già passata.
La gioia di questi giorni, invece, resterà per sempre.

- Patrizio Righero - 


Hai un momento Dio? Preghiere nate e cresciute sul Web, Patrizio Righero, Effatà editrice, 2011




Piedi.
Terra. 
Anima.
Nudi
tra i sassi 
e il paradiso.
Sono così
davanti a Te.
Senza nulla
da nascondere.
Io ci metto le ali, 
mio Signore.
I colori
sceglili tu.

- Patrizio Righero - 





A te, Maria, fonte della vita,
si accosta la mia anima assetata.
A te, tesoro di misericordia,
ricorre con fiducia la mia miseria.
Come sei vicina, anzi intima al Signore!
Egli abita in te e tu in lui.
Nella tua luce, posso contemplare
la luce di Gesù, sole di giustizia.
Santa Madre di Dio, io confido
nel tuo tenerissimo e purissimo affetto.
Sii per me mediatrice di grazia
presso Gesù, nostro Salvatore.
Egli ti ha amata sopra tutte le creature,
e ti ha rivestito di gloria e di bellezza.
Vieni in aiuto a me che sono povero
e fammi attingere alla tua anfora
traboccante di grazia. Amen.
























Buona giornata a tutti. :-)


www.leggoerifletto.it

lunedì 2 maggio 2016

Tutti vogliono tornare alla NATURA ma pochi ci vogliono andare a piedi.

By leggoerifletto


Il grillo e la moneta - don Bruno Ferrero

Un saggio indiano aveva un caro amico che abitava a Milano. 
Si erano conosciuti in India, dove l'italiano era andato con la famiglia per fare un viaggio turistico. L'indiano aveva fatto da guida agli italiani, portandoli a esplorare gli angoli più caratteristici della sua patria. 
Riconoscente, l'amico milanese aveva invitato l'indiano a casa sua. 
Voleva ricambiare il favore e fargli conoscere la sua città. L'indiano era molto restio a partire, ma poi cedette all'insistenza dell'amico italiano e un bel giorno sbarcò da un aereo alla Malpensa. 
Il giorno dopo, il milanese e l'indiano passeggiavano per il centro della città. L'indiano, con il suo viso color cioccolato, la barba nera e il turbante giallo attirava gli sguardi dei passanti e il milanese camminava tutto fiero d'avere un amico così esotico. Ad un tratto, in piazza San Babila, l'indiano si fermò e disse: "Senti anche tu quel che sento io?". 
Il milanese, un po' sconcertato, tese le orecchie più che poteva, ma ammise di non sentire nient'altro che il gran rumore del traffico cittadino. "Qui vicino c'è un grillo che canta", continuò, sicuro di sé, l'indiano. "Ti sbagli", replicò il milanese "io sento solo il chiasso della città. E poi, figurati se ci sono grilli da queste parti". 
"Non mi sbaglio. Sento il canto di un grillo", ribatté l'indiano e decisamente si mise a cercare tra le foglie di alcuni alberelli striminziti. 
Dopo un po' indicò all'amico che lo osservava scettico un piccolo insetto, uno splendido grillo canterino che si rintanava brontolando contro i disturbatori del suo concerto. "Hai visto che c'era un grillo?", disse l'indiano. "È vero", ammise il milanese. "Voi indiani avete l'udito molto più acuto di noi bianchi...". "Questa volta ti sbagli tu", sorrise il saggio indiano. "Stai attento...". 
L'indiano tirò fuori dalla tasca una monetina e facendo finta di niente la lasciò cadere sul marciapiede. Immediatamente quattro o cinque persone si voltarono a guardare. "Hai visto?", spiegò l'indiano. "Questa monetina ha fatto un tintinnio più esile e fievole del trillare del grillo. Eppure hai notato quanti bianchi lo hanno udito?". 

Giuseppe è uomo che sa ascoltare le voci degli angeli che noi, spesso, non riusciamo più ad ascoltare. Ci vuole un udito ‘particolare’ per sentire la voce di Dio che ci parla ogni giorno. Solo chi sa pregare e fare silenzio è capace di sentirla. 

- don Bruno Ferrero - 
da: "Il canto del grillo", Elledici 1990



"Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca..."

- Charlie Chaplin -


Madre santissima, salute dei malati,
tu hai generato Colui che ci ha guarito dal peccato:
senza di Lui quel male, per noi incurabile,
ci avrebbe devastato!
Tu sei la Madre di Colui che sana le ferite del male
e che con la sua morte e risurrezione
apre per noi le porte della grazia,
fonte di salute dell’anima e del corpo.
Tu sei nostra Madre: a te ricorriamo fiduciosi.
ricordati di noi che siamo nella prova!
Lascia, o Madre tenerissima,
che preghiamo con te il Figlio tuo,
e per la comune invocazione del Suo nome
Egli ci liberi dal male che ci consuma
e ci conceda vita e salute.
Tu che, docile sotto la croce,
hai offerto la tua sofferenza,
insegnaci ad unire il nostro dolore,
con te e come te,
a quello del tuo Figlio Gesù
nostro unico Salvatore.
Amen.

l'icona sacra è presso la Basilica Santa Maria Maggiore Ravenna



Buona giornata a tutti. :-)


domenica 1 maggio 2016

Card. Carlo Maria Martini...

By leggoerifletto


La preghiera dell'essere - Card. Carlo Maria Martini

È necessario avere della preghiera una visione ampia, totale e inesauribile: la preghiera è una realtà di cui nessun uomo ha scrutato i confini; è un' esperienza di cui nessun uomo ha varcato le ultime soglie. 
Siamo sempre in cammino, e più si va avanti più si scoprono orizzonti, più si cammina e più si avanza.
La preghiera, infatti, è essenzialmente un mistero e, come tale, viene da Dio creatore
 del cielo e della terra. 

Così ci spiega la bellissima esclamazione di sant'Agostino:«Ci hai fatti per te, o Dio, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te».
Da quando l'uomo è apparso sulla terra è incominciata la storia della preghiera; uomini e donne di diverse religioni si sono rivolti e si rivolgono in preghiera all'Essere supremo a cui danno nomi diversi. La preghiera è la risposta immediata che sale dal cuore della persona umana quando si mette di fronte alla verità dell' essere.
Questo può avvenire in molti modi. Per qualcuno può essere un paesaggio di montagna, un momento di solitudine nel bosco, l'ascolto di una musica che fa dimenticare la realtà che ci circonda, che ci libera dalla schiavitù delle invadenze quotidiane, dalle cose che ci sollecitano continuamente; allora facciamo un respiro un po' più ampio del solito, avvertiamo qualcosa di indefinibile che ci muove dentro, ci sentiamo pienamente noi stessi e, quasi istintivamente, eleviamo una preghiera: Grazie, mio Dio.
Ciascuno di noi, penso, ha sperimentato nella propria vita l'uno o l'altro di questi momenti. Forse in una serie di circostanze felici si è trovato a esprimere il ringraziamento a Dio traendolo dal fondo del proprio essere: è la preghiera naturale, la preghiera dell'essere.
Ogni nostra educazione alla preghiera parte quindi da un semplicissimo principio: l'uomo che vive a fondo l'autenticità del suo esistere, prova spontaneamente l'esigenza di esprimersi attraverso delle parole, mute o pronunciate, rivolgendosi a Colui che l'ha creato. Sta a noi cercare di favorire quelle condizioni che ci mettono in stato di autenticità, di cercare dentro di noi la voce misteriosa di Dio per ascoltarla e risponderle, di ravvivare il senso di gratitudine per il dono della vita, della creazione, di quanto di bello e di buono esiste nel mondo.
Non sarebbe giusto trascurare l'educazione alla preghiera dell'essere, perché questa ci aiuta a comprendere che la preghiera è una realtà misteriosa, ma facilissima, che nasce «dalla bocca e dal cuore dei lattanti» (cfr. Salmo 8,3), che sgorga quando la persona - il bambino, l'adolescente, il giovane, l'adulto, l'anziano - si pone di fronte a sé in condizioni di distensione, di calma, di serenità, di pace.
- card. Carlo Maria Martini - 





La preghiera esiste in noi in uno strato ancora più profondo della stessa fede. Dunque anche chi dice di non avere fede può pregare con intensità per averla.

- card. Carlo Maria Martini - 



Il carisma di Maria è lo sguardo confortante all'insieme del corpo ecclesiale, che la rende attenta per tutti i punti dolenti e pronta ad esprimerli, a provvedere avvisando chi di dovere, facendo intervenire altri.

- card. Carlo Maria Martini - 

















“O gloriosa Vergine Maria, esaudisci tutti coloro che Ti invocano, sii vicina a tutti, tutti aiuta, tutti Ti sentano ausiliatrice nelle sofferenze e nelle necessità, tutti coloro che Ti credono Madre di Dio.
Specialmente la tua quotidiana e assidua preghiera difenda coloro la cui continua devozione Ti venera e sii memore in cielo, davanti al Figlio tuo nostro Signore Gesù Cristo, di chiunque è memore di Te in terra”.
Amen. Ave Maria!

- - Sant’Alfonso Maria de’ Liguori- 




Buona giornata a tutti. :-)