La biblioteca digitale della letteratura italiana>>>Dal sito web www.letteraturaitaliana.net/

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domenica 15 maggio 2016

Pentecoste - Spirito di Vita...

                                          Spirito di Vita... scendi su di noi...

By leggoerifletto

I due specchi

Un giorno Satana scoprì un modo per divertirsi. Inventò uno specchio diabolico che aveva una magica proprietà: faceva vedere meschino e raggrinzito tutto ciò che era bello e buono.
Satana se ne andava in giro dappertutto con il suo terribile specchio. E tutti quelli che ci guardavano dentro rabbrividivano: ogni cosa appariva deformata e mostruosa.
Il maligno si divertiva moltissimo con il suo specchio: più le cose erano ripugnanti più gli piacevano. Un giorno, lo spettacolo che lo specchio gli offriva era così piacevole ai suoi occhi che scoppiò a ridere in modo scomposto: lo specchio gli sfuggì dalle mani e si frantumò in milioni di pezzi.
Un uragano potente e maligno fece volare i frammenti dello specchio in tutto il mondo. Alcuni frammenti erano più piccoli di granelli di sabbia ed entrarono negli occhi di molte persone. Queste persone cominciarono a vedere tutto alla rovescia: si accorgevano solo di ciò che era cattivo e vedevano cattiveria dappertutto.
Altre schegge diventarono lenti per occhiali. La gente che si metteva questi occhiali non riusciva più a vedere ciò che era giusto ed a giudicare rettamente.
Non hai, per caso, già incontrato degli uomini così?
Qualche pezzo di specchio era così grosso, che venne usato come vetro da finestra. I poveretti che guardavano attraverso quelle finestre vedevano solo vicini antipatici, che passavano il tempo a combinare cattiverie.
Quando Dio si accorse di quello che era successo si rattristò. Decise di aiutarli.
Disse: "Manderò nel mondo mio Figlio. E' Lui la mia immagine, il mio specchio. Rispecchia la mia bontà, la mia giustizia, il mio amore. Riflette l'uomo come io l'ho pensato e voluto.".
Gesù venne come uno specchio per gli uomini. Chi si specchiava in Lui riscopriva la bontà e la bellezza e imparava a distinguerle dall'egoismo e dalla menzogna, dall'ingiustizia e dal disprezzo.
I malati ritrovavano il coraggio di vivere, i disperati riscoprivano la speranza. Consolava gli afflitti e aiutava gli uomini a vincere la paura della morte.
Molti uomini amavano lo specchio di Dio e seguirono Gesù. Si sentivano infiammati da Lui.
Altri invece ribollivano di rabbia: decisero di rompere lo specchio di Dio. 
Gesù fu ucciso. Ma ben presto si levò un nuovo possente uragano: lo Spirito Santo.
Sollevò i milioni di frammenti dello specchio e li soffiò in tutto il mondo.
Chi riceve anche una piccolissima scintilla di questo specchio nei suoi occhi comincia a vedere il mondo e le persone come li vedeva Gesù: si riflettono negli occhi prima tutto le cose belle e buone, la giustizia e la generosità, la gioia e la speranza; le cattiverie e le ingiustizie invece appaiono modificabili e vincibili.


Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito. 
Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera creazione. 
Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. 
Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito. 
Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi.

O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l'intero universo! 
Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! 
Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente! 
Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! 
Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa. 
Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. 
O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'azione di grazie!

- Sant'Efrem il Siro - 


“Senza lo Spirito Dio è lontano, Cristo resta nel passato, l’evangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità dominio, la missione propaganda…Ma nello Spirito, il cosmo si solleva e geme nelle doglie del Regno, Cristo risorto è presente, l’evangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l’autorità è servizio liberante, la missione è Pentecoste”. 

- Ignazio IV Hazim  - 
Patriarca di Antiochia


O Spirito di Vita,
che in principio aleggiavi sull’abisso,
aiuta l’umanità del nostro tempo a comprendere
che l’esclusione di Dio la porta a smarrirsi nel deserto del mondo,
e che solo dove entra la fede fioriscono la dignità e la libertà
e la società tutta si edifica nella giustizia.
Spirito della Pentecoste,
che fai della Chiesa un solo Corpo,
restituisci noi battezzati a un’autentica esperienza di comunione;
rendici segno vivo della presenza del Risorto nel mondo,
comunità di santi che vive nel servizio della carità.
Spirito Santo, che abiliti alla missione,
donaci di riconoscere che,
anche nel nostro tempo,
tante persone sono in ricerca della verità
sulla loro esistenza e sul mondo.
Rendici collaboratori della loro gioia
con l’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo,
chicco del frumento di Dio,
che rende buono il terreno della vita
e assicura l’abbondanza del raccolto.
Amen.


- papa Benedetto XVI - 
Discorso del Santo Padre Benedetto XVI 
all'assemblea della CEI, 24 maggio 2012


Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it


                  SPIRITO DI SANTITA'


 Spirito di Vita...

giovedì 12 maggio 2016

IL TERZO OCCHIO!!!

REALTÀ O IMMAGINAZIONE
The third eye

Divenne noto al pubblico britannico nel 1956 con la pubblicazione del suo libro Il terzo occhio (The third eye), uscito in Italia due anni dopo. L'autore sosteneva di essere un lama tibetano che raccontava le proprie esperienze vissute in un monastero in Tibet nel quale aveva vissuto fin dall'età di 7 anni. Due anni dopo Heinrich Harrer scoprì, tramite un investigatore privato, che l'autore del libro era in realtà un inglese che non era mai stato in Tibet e che non parlava tibetano.

Dalla "Nota del traduttore" dell'edizione italiana Mondadori del 1961: «Dice l'accusa, e testimoniano cronisti e detective: Lobsang Rampa è un semplice, comunissimo inglese del Devon - comunissimo almeno fino al giorno in cui, nel 1947, si fece radere a zero, si lasciò crescere una folta e profetica barba, cambiò nome in Dr. Kuan-suo e, con ansioso stupore della moglie, si vestì da tibetano; peggio ancora, fino al giorno in cui, due anni dopo, riavutosi da un incidente seguìto da commozione cerebrale, rivelò una personalità del tutto nuova, nel sicuro possesso di «ricordi» completamente distaccati dalle vicissitudini del suo Io anagrafico»[1].

A Kemerovo, in Russia, esiste un monumento dedicato a Rampa



Il terzo occhio di T. Lobsang Rampa


Svelato il suo mistero!

Cyril Hery Hoskin
  alias 
Carl Kuon Suo




Signore come desidero vederti ...

By leggoerifletto

Signore come desidero vederti - don Tonino Lasconi

Signore Dio come desidero vederti!
Ma non voglio amare il collega antipatico e arrivista,
l'amico petulante e possessivo, il vicino chiassoso.
Voglio vederti,
ma non amo i lavavetri e i "vu'cumprà?",
non sopporto gli zingari,
e ce l'ho con gli extracomunitari che vengono a rubarci il lavoro.
Voglio vederti,
ma non mi va giù il parroco perché è un "faccio tutto io";
non mi va giù il vescovo che non sa decidere;
non mi va giù il papa che fa troppi viaggi.
Signore Dio, io amo te.
Tu non sei invadente, né possessivo;
non sei petulante né chiassoso;
non sei arrogante, né fastidioso.
Tu sei perfetto. Tu non mi dai nessun fastidio.
Signore Dio, davvero per vederti,
devo amare anche la gente fastidiosa.
Non potresti farti vedere nell'alba e nel tramonto,
nei mari e nelle vette dei monti,
o almeno nei volti dei belli e dei simpatici?

No. Ti posso vedere soltanto amando anche la gente noiosa.
Signore Dio, come sei strano!

- don Tonino Lasconi -





"Sappiatelo, sovrani e vassalli, eminenze e mendicanti,
nessuno avrà diritto al superfluo,
finché uno solo mancherà del necessario."



- Salvador Diaz Miròn -



La povertà è fame. 
La povertà è vivere senza un tetto. 
La povertà è essere ammalati e non riuscire a farsi visitare da un medico.
La povertà è non potere andare a scuola e non sapere leggere. 
La povertà è non avere un lavoro, è timore del futuro, è vivere giorno per giorno.
La povertà è perdere un figlio per una malattia causata dall'inquinamento dell'acqua.
La povertà è non avere potere e non essere rappresentati adeguatamente; la povertà è mancanza di libertà.


La povertà assume volti diversi, volti che cambiano nei luoghi e nel tempo, ed è stata descritta in molti modi.


La povertà è una situazione da cui la gente vuole evadere.
La povertà, quindi, richiede azioni sia da parte dei poveri che dei benestanti, e richiede di cambiare il mondo per fare sì che molte più persone possano avere un buon livello di nutrizione, un alloggio adeguato, accesso all'educazione e alla salute, protezione dalla violenza, e voce in ciò che succede nella loro comunità. 



Madonna delle lacrime,
abbiamo bisogno di Te:
della luce che si irradia dai Tuoi occhi,
del conforto che emana dal Tuo cuore,
della Pace di cui sei Regina.
Fiduciosi ti affidiamo le nostre necessità:
i nostri dolori perché Tu li lenisca,
i nostri corpi perché Tu li guarisca,
i nostri cuori perché Tu li converta,
le nostre anime perché Tu le guidi a salvezza.
Degnati, o Madre buona,
di unire le Tue lacrime alle nostre
affinché il Tuo divin Figlio
ci conceda la grazia......................
(esprimere)
che con tanto ardore noi Ti chiediamo.
O Madre d’Amore,
di Dolore e di Misericordia,
abbia pietà di noi.




Buona giornata a tutti. :-)

mercoledì 11 maggio 2016

Non esistono scoiattoli obesi...


Guida pratica alla dieta GIFT e all'alimentazione di segnale
Luca Speciani



Editore: Tecniche Nuove
Pagine: 300
Formato: 15 x 21 cm

Prezzo in promozione:
cartaceo  14,37 euro
digitale  10,50 euro

La differenza tra una dieta valida e una che non lo è non sta nella quantità di cibo consumata, ma nella qualità dello stesso.
Un gran numero di nutrizionisti ritiene ancora ingenuamente che “una caloria sia sempre una caloria”, sottintendendo con ciò che se si mangia una caloria in più, questa inevitabilmente genererà ingrassamento. Purtroppo le cose non stanno così. DietaGift (dieta di segnale) basa i suoi effetti sulla regolazione ipotalamica verso l’accumulo o il consumo grazie allo stimolo naturale di molecole segnale. L’azione di queste molecole (leptina, resistina, visfatina, adiponectina), che rispondono in modo preciso a modifiche nello stile di vita, rende del tutto superato, perché scientificamente obsoleto, il calcolo delle calorie come sistema di dimagrimento. Qualunque regime dietologico che oggi ignori questi aspetti è destinato all’insuccesso o a successi solo temporanei o casuali. Questo vademecum è una guida davvero aggiornata per capire come dimagrire preservando la propria salute.

L'autore

Luca Speciani

Medico chirurgo e agronomo alimentarista con master internazionale in nutrizione e dietetica. Ideatore della DietaGIFT e coordinatore del gruppo dei medici di segnale, è presidente dell’AMPAS (medici per un’alimentazione di segnale). È docente di master universitari a Milano e Roma. Maratoneta e triathleta, e istruttore Fidal, Fitri e NW, è dal 2009 responsabile medico nutrizionale della nazionale taliana di ultramaratona.
www.dietaGIFT.it - www.medicinadisegnale.it


martedì 10 maggio 2016

Giuliana Campisi

© Le stanze di carta

Invito ❤

by Giuliana

>>>Giuliana Campisi  <<<

Giuliana Campisi


Nata a Castelvetrano in provincia di Trapani il 24/08/1953, ho studiato e vissuto a Catania per poi trasferirmi a Palermo dove vivo e lavoro presso una Pubblica Amministrazione. 

Da tutta la mia vita  la mia  passione per l’arte in genere, ed in particolare per la poesia e la narrativa, mi ha portata a scrivere da sempre.



Pubblicazione di un breve racconto "L'Idea", insieme ad altri autori, nella raccolta "I sogni sono come farfalle" - Ed.Alcheringa , menzione speciale per la silloge "Malinconie d'amore...ed altro" nel concorso Il Natale - Archeoclub Patti. 
Pubblicazione della poesia "Donna Guerriera" nella raccolta "Una poesia per Eus"- Eus Edizioni, selezionata tra i primi 20 nel Concorso Poesie d'Amore San Valentino - Camogli. 
Pubblicazione della poesia “E tu mi guardavi” nella raccolta "Tra un fiore colto e l'altro donato" Aletti Ed. 
Pubblicazione della raccolta di 80 poesie "I ricordi non bastano" Ed. N.Calabria, menzione d’onore per la poesia “Pregherò” al Concorso Pensieri in versi “Premio Antonio Filosteo Omodei” – Castiglione di Sicilia – Finalista alla II Edizione del Premio Nazionale “Pietro Carrera” con la silloge “Come il gheriglio la noce”.

 💕

I quaderni di Malte Laurids Brigge...

…

by montgiusi
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“Oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe a scrivere dieci righe che fossero buone.
Poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze. Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino.
Si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e a separazioni che si videro venire da lungi, a giorni d’infanzia che sono ancora inesplicati, ai genitori che eravamo costretti a mortificare quando ci porgevano una gioia e non la capivamo (era una gioia per altri) a malattie dell’infanzia che cominciavano in modo così strano con tante trasformazioni così profonde e gravi, a giorni in camere silenziose, raccolte, e a mattine sul mare, al mare, a mari, a notti di viaggio che passavano alte rumoreggianti e volavano con tutte le stelle, e non basta ancora poter pensare a tutto ciò.
Si devono avere ricordi di molte notti d’amore, nessuna uguale all’altra, di grida di partorienti, e di lievi, bianche puerpere addormentate che si richiudono.
Ma anche presso i moribondi si deve essere stati, si deve essere rimasti presso i morti nella camera con la finestra aperta e i rumori che giungono a folate. E anche avere ricordi non basta.
Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.”
Reiner Maria Rilke 


I quaderni di Malte Laurids Brigge.


lunedì 9 maggio 2016

Gabanelli commenta poi le frecciate che spesso Matteo Renzi riserva ai giornalisti ritenuti gufi… …e rifiuta l’etichetta di giornalista “scomoda”.

Milena Gabanelli: "Siamo paese di gomma, informazione intimorita. Giornalisti gufi? Renzi spesso li confonde con cani da guardia"

GABANELLI
                              milena-gabanelli


“Nel nostro Paese chi si danna per un’informazione indipendente, accurata e approfondita, non è premiato, nemmeno dai cittadini. Troppe persone mi dicono: Fate un lavoro straordinario, ma tanto non cambierà niente! E quando io rispondo: E lei cosa fa per cambiare?, di solito mi dicono: Ha ragione, non facciamo niente”…A volte è scoraggiante… Sembra di essere dentro a un Paese di gomma”.Lo afferma al Fatto Quotidiano Milena Gabanelli, giornalista conduttrice di Report su Raitre, parlando di “informazione intimorita” in Italia e un sistema in cui “quel che manca non sono i giornali, ma gli editori puri e anche un po’ illuminati”.
Gabanelli commenta poi le frecciate che spesso Matteo Renzi riserva ai giornalisti ritenuti gufi…
…e rifiuta l’etichetta di giornalista “scomoda”.
“Certo ci sono i pigri e quelli a cui semplicemente piace compiacere, ma quello che spesso frena è la fatica di sostenere il meccanismo che si innesca quando non ti accontenti della favoletta, fatto di odiose telefonate al tuo direttore e diffide preventive.Se devi passare metà del tuo tempo a giustificarti o a rispondere ai legali o ai portavoce, capisco che possa anche passare la voglia […] La linea la dà il direttore: Se sprona e difende i suoi giornalisti, faranno bene il loro mestiere, altrimenti si limiteranno al compitino”. […] Per Report nel corso degli anni c’è stato sempre il sostegno del direttore di rete di turno. Non c’è dubbio che l’abitudine a portarti in tribunale a prescindere, ha un effetto intimidatorio sul nostro lavoro e quindi della libertà d’informazione“.
“I gufi esistono, ma spesso li confonde con i cani da guardia”
“Non sono posseduta dal sacro fuoco, non credo di fare nulla di eroico, e non ho mai pensato di salvare il mondo. Cerco solo di fare al meglio il mestiere per cui sono pagata. È un principio semplice, che vale per tutte le categorie, se applicato (e fatto applicare) basterebbe a risanare il sistema”
fonte: www.huffingtonpost.it/

Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l'anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif

il blog di Costanza Miriano

Lettere a una moglie. 

Ovvero la genesi del duo con l’anello…

DI EMANUELEFANT
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“Why can’t I be you?” (“Perché non posso essere te?”) cantavano i The Cure nel 1987. Sintetizzavano il desiderio più scomodo di ogni amante: ammirare l’altro così tanto da volerne prendere le forme. Giuseppe scrive lettere ad Anita con l’intento di colmare questa nostalgia, questa irriducibile condanna all’incomprensione che ci mantiene separati anche quando decidiamo con tutte le forze di divenire una carne sola. È una frustrazione più propria del maschile: siamo noi che con maggiore testardaggine non ci capacitiamo del mistero che ci dorme accanto; la donna accoglie, fa da porto e, contro tutti i pregiudizi, in amore piange meno. Giuseppe non piange, perché è un uomo di fede e ha scoperto le soluzioni: sorride e descrive, scannerizza ironizzando. Facendo alcune distinzioni stilistiche, è mosso dallo stessa benzina che ha spinto Dante Alighieri nei tre Regni (il desiderio di essere uno con Beatrice: Beante, o Dantrice). Stando a quello che mi ha suggerito un gesuita che pasteggia a Sacre Scritture, Dio ha fatto Adamo ed Eva e, osservandoli vicini, ha riscontrato la Sua immagine. In tutti e due insieme. Dunque il bisogno di fusione uomo/donna è sacrosanta attrazione per il Padre. Non possiamo assomigliare al Creatore finché stiamo da soli.
Giuseppe e Anita, Giusita, hanno qualcosa del Sommo amore quando ti vengono incontro entrambi con gli occhiali da sole. Quando li vedi cantare su YouTube nella vasca del loro appartamento. Giuseppe ed Anita, ovvero la wedding band Mienmiuaif, sono un piccolo miracolo di perfezione perché sono alti, belli, intelligenti e non si prendono sul serio. Io, dopo la mia conversione, ho sentito la necessità di incontrare questo tipo di cristiani, con gli occhiali da sole.
Il libricino di Giuseppe sfida la secolare tradizione dei cattolici coi brufoli, è una testimonianza godibile che a me fa ricordare che sposarsi nella Chiesa non significa soltanto sdoganare la ricrescita, avere mille bambini e case senza lavastoviglie. Bellezza, intelligenza e ironia; termini ancora rigettati da certi dizionari del credente, coltivati con amore in queste pagine.
“Se ti vedessi ammazzare un tacchino penserei che quel tacchino era proprio da ammazzare”, è solo una delle intuizioni del marito scrittore che resteranno appuntate nel mio taccuino: lo sposo crede nella moglie, prima ancora di definire la bontà delle sue azioni. Avere stima dello humor della partner è il secondo insegnamento di Giuseppe: quanto sono da invidiare i coniugi in grado di sorridere delle battute rispettive, anche di quelle venute un po’ male. Stupirsi senza sosta del genio di chi ci è vicino, è un gesto di passione ribelle.
Il matrimonio cristiano è questa magia gigantesca. Peccato per chi dice che è limitazione, rapporti solo per avere i bambini. È il contrario di una riduzione. È raddoppiare i propri chili per sentirsi più leggeri.
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Dal 13 maggio il libro sarà disponibile in formato cartaceo e digitale presso la libreria online di Berica Editrice.
Per maggiori informazioni è possibile scrivere un’email a mienmiuaif@gmail.com.

The Cure "Why Can't I Be You?"