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martedì 13 dicembre 2016

Syringa e altre poesie


Collana Tarsie
Testo originale a fronte
John Ashbery
Syringa e altre poesie
Tradotte da Edoardo Albinati

Con due disegni di Gianni Dessì Poeta di poeti, la sua poesia – che pure ingloba fluendo quanto più può dei mobili scintillii del reale – è invincibilmente una poesia della poesia. Nell’opera di Ashbery si sente sempre il facitore di versi al lavoro, il singer che «edifica il suo canto un piano dopo l’altro / come un grattacielo», consapevole anche nell’abbandono, nell’inarrestabile flowing… Né l’autore avrebbe potuto essere più esplicito intitolando Houseboat Days la raccolta da cui sono tratte Syringa e le altre poesie, che Edoardo Albinati ha ammirevolmente tradotto, ispirate come sono tutte al fluire, allo scorrere, al passare, al precario fluttuare dei «giorni da barcone», o semplicemente dei giorni. E a sostenere questo tumultuare d’acqua o, proiettato in cielo, questo vorticare di nebulosa, insomma quel moto che è la sostanza e la forma della poesia di Ashbery, non sarà il liuto di Orfeo, bensì la siringa di Pan, anche lì dove, come in Syringa, è in Orfeo che il poeta odierno ancora ambiguamente si specchia.



Da Syringa

La bambola seria
Le cose in generale sono più importanti della
cosa singola, per quanto lo specifico sia estremamente
interessante. Giusto? Mentre ogni particolare
scivola dentro una botte verso le cascate del Niagara ci si potrebbe chiedere a ragione: e questo, da dove viene?
Fino a che punto mi riguarda? Quello che indossavi
è sparito assieme ad altri concetti.
Sono appesi alla ringhiera del ballatoio della fabbrica
contro il cielo blu con alcune goffe nuvole di carta bianca
incollate sopra. Dov’è che l’est incontra l’ovest?
Al tramonto la scelta è tra due sorrisi: discreto o serio.
In questo migliore dei mondi possibili, basta.


(Traduzione di Edoardo Albinati)



«Un labirinto non è un groviglio: 
è tutto il contrario,
è molto facile fare un groviglio;
ma non è facile
fare un labirinto»


José Bergamín



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